Italia. Muccioli sui referendum svizzeri: e' rassegnazione alla droga
Forti critiche all'esito del referendum in Svizzera vengono espresse da Andrea Muccioli: "A me sembra che le decisioni assunte oggi (ieri, nds) a larga maggioranza nel referendum svizzero vadano lette con attenzione e in modo congiunto, come espressione di impotenza, incapacita' e rassegnazione alla droga da un lato e di indifferenza e fastidio nel vedere il disagio per le strade, dall'altro".Secondo il patron di San Patrignano, "la maggioranza dei votanti sembrano dire: evitiamo di trasformarci nell'Olanda dei coffee shop, la qual cosa danneggerebbe la nostra immagine di paese ordinato e perbenista, ma togliamoci una volta per tutte i drogati da davanti agli occhi, dandogli quello che vogliono, con un medico che ci salva la coscienza, fin quando non saranno loro a togliere il disturbo".
Questa ci pare, in sostanza, il vero obiettivo della politica dei quattro pilastri, gambe di un tavolino che non puo' stare in piedi - spiega - perche' retto da una prevenzione che non esiste e di cui non sembra fregargliene niente a nessuno, da una terapia che non recupera ma cronicizza, e da una riduzione del danno (degli altri) che serve solo a nascondere sotto il tappeto i problemi dei piu' emarginati e soli. Il risultato che si ottiene e' sacrificare la vita di centinaia di migliaia di persone, considerate scarti della societa', spendendo tra l'altro, in modo assolutamente controproducente, miliardi di euro".
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