Italia. Napoli: anche un agente penitenziario nell'organizzazione del rione Traiano
Un'organizzazione criminale che aveva il monopolio dello spaccio di droga nel rione Traiano, a Napoli, e' stata smantellata dagli agenti della sezione narcotici della squadra mobile di Napoli. I provvedimenti di custudia cautelare firmati dal Gip di Napoli, alcuni notificati in carcere, hanno riguardato 22 persone (un indagato, latitante da qualche mese, e' sfuggito all'arresto) che, secondo gli inquirenti, facevano riferimento alle famiglie Divano e Izzo.
Tra gli arrestati anche un agente di polizia penitenziaria, che e' stato rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere. Dalle indagini e' emerso che l'organizzazione aveva "blindato" il quartiere, dove aveva installato veri e propri punti vendita e di smistamento per acquirenti e spacciatori in funzione ventiquattr'ore al giorno. Per controllare il territorio si serviva di vedette che presidiavano gli accessi strategici al quartiere e di "pattuglie" che in motorino seguivano i movimenti dei poliziotti e successivamente li riferivano ai capi. L'organizzazione utilizzava per il trasporto della droga anche minori.
L'agente di polizia penitenziaria -hanno accertato le Indagini- aveva invece il compito di "facilitare" la vita dei vertici della struttura gia' detenuti in carcere, che potevano cosi' continuare a gestire e organizzare l'acquisto di droga e lo spaccio. L'uomo avrebbe piu' volte introdotto in carcere cellulari, schede sim e droga, avrebbe informato i membri dell'organizzazione sugli orari degli altri agenti e sulle perquisizioni nelle celle ed effettuato controlli tutt'altro che rigorosi sui familiari. In cambio l'agente avrebbe ricevuto somme di denaro, orologi e altri beni di valore.
Nel corso dell'operazione, gli agenti della narcotici hanno sequestrato tre auto, utilizzate per lo spaccio e il trasporto della droga, una pistola, alcuni grammi di cocaina e circa 42mila euro ritenuti provento dello spaccio del fine settimana.
Tra gli arrestati anche un agente di polizia penitenziaria, che e' stato rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere. Dalle indagini e' emerso che l'organizzazione aveva "blindato" il quartiere, dove aveva installato veri e propri punti vendita e di smistamento per acquirenti e spacciatori in funzione ventiquattr'ore al giorno. Per controllare il territorio si serviva di vedette che presidiavano gli accessi strategici al quartiere e di "pattuglie" che in motorino seguivano i movimenti dei poliziotti e successivamente li riferivano ai capi. L'organizzazione utilizzava per il trasporto della droga anche minori.
L'agente di polizia penitenziaria -hanno accertato le Indagini- aveva invece il compito di "facilitare" la vita dei vertici della struttura gia' detenuti in carcere, che potevano cosi' continuare a gestire e organizzare l'acquisto di droga e lo spaccio. L'uomo avrebbe piu' volte introdotto in carcere cellulari, schede sim e droga, avrebbe informato i membri dell'organizzazione sugli orari degli altri agenti e sulle perquisizioni nelle celle ed effettuato controlli tutt'altro che rigorosi sui familiari. In cambio l'agente avrebbe ricevuto somme di denaro, orologi e altri beni di valore.
Nel corso dell'operazione, gli agenti della narcotici hanno sequestrato tre auto, utilizzate per lo spaccio e il trasporto della droga, una pistola, alcuni grammi di cocaina e circa 42mila euro ritenuti provento dello spaccio del fine settimana.
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