Italia. Napoli. Cellule staminali del cordone salvano vita a fratellino
E' nato Luigi: le staminali del suo cordone ombelicale salveranno la vita al fratellino di 7 anni.
Accade a Napoli, dove il trapianto di midollo effettuato con cellule sane e compatibili consentiranno a Vincenzo di poter continuare a vivere.
I genitori del piccolo di 7 anni hanno scoperto l'anno scorso che Vincenzo era affetto da una rara malattia genetica, l'anemia di Fanconi. A diagnosticargliela, mediante il test al DEB che evidenzia proprio l'instabilita' cromosomica caratteristica di tale patologia, e' stata l'equipe del centro di Genetica della Asl Napoli Napoli 1, sede del Registro italiano di anemia di Fanconi.
'Si tratta di una malattia genetica, caratterizzata da progressiva distruzione del midollo osseo, ritardo dell'accrescimento e talvolta malformazioni e che in Campania presenta circa la meta' dei casi italiani', spiega Adriana Zatterale, direttrice del servizio dell'Azienda cittadina.
'La sindrome si presenta piu' frequentemente in eta' scolare e ha un andamento progressivo, con esito solitamente fatale, in gran parte dovuto a fenomeni emorragici o infezioni'. Grazie alle capillari informazioni ricevute dalla diagnosi genetica, comprensive anche dello studio del DNA della famiglia, il papa' e la mamma del piccolo Vincenzo, inconsapevoli portatori sani dell'anemia di Fanconi, hanno potuto programmare e portare a termine felicemente una seconda gravidanza, con la speranza di dare al figlio affetto una possibilita' di vita con il trapianto da donatore consanguineo.
Il neonato e' nato nel pomeriggio del 6 novembre, con parto cesareo, all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli. La diagnosi prenatale citogenetica per anemia di Fanconi effettuata sul feto dal Centro di genetica della ASL Napoli 1 e la diagnosi molecolare effettuata presso l'ospedale di San Giovanni Rotondo, in Puglia, escludendo la presenza della malattia, hanno consentito l'avvio dell'iter finalizzato all'utilizzo di cellule staminali. Il sangue prelevato dalla placenta e dal cordone ombelicale del neonato e' cosi' stato trasferito all'ospedale Pausillipon, dove un'equipe dedicata ha messo a punto cellule staminali che, a breve, consentiranno di effettuare il trapianto.
Accade a Napoli, dove il trapianto di midollo effettuato con cellule sane e compatibili consentiranno a Vincenzo di poter continuare a vivere.
I genitori del piccolo di 7 anni hanno scoperto l'anno scorso che Vincenzo era affetto da una rara malattia genetica, l'anemia di Fanconi. A diagnosticargliela, mediante il test al DEB che evidenzia proprio l'instabilita' cromosomica caratteristica di tale patologia, e' stata l'equipe del centro di Genetica della Asl Napoli Napoli 1, sede del Registro italiano di anemia di Fanconi.
'Si tratta di una malattia genetica, caratterizzata da progressiva distruzione del midollo osseo, ritardo dell'accrescimento e talvolta malformazioni e che in Campania presenta circa la meta' dei casi italiani', spiega Adriana Zatterale, direttrice del servizio dell'Azienda cittadina.
'La sindrome si presenta piu' frequentemente in eta' scolare e ha un andamento progressivo, con esito solitamente fatale, in gran parte dovuto a fenomeni emorragici o infezioni'. Grazie alle capillari informazioni ricevute dalla diagnosi genetica, comprensive anche dello studio del DNA della famiglia, il papa' e la mamma del piccolo Vincenzo, inconsapevoli portatori sani dell'anemia di Fanconi, hanno potuto programmare e portare a termine felicemente una seconda gravidanza, con la speranza di dare al figlio affetto una possibilita' di vita con il trapianto da donatore consanguineo.
Il neonato e' nato nel pomeriggio del 6 novembre, con parto cesareo, all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli. La diagnosi prenatale citogenetica per anemia di Fanconi effettuata sul feto dal Centro di genetica della ASL Napoli 1 e la diagnosi molecolare effettuata presso l'ospedale di San Giovanni Rotondo, in Puglia, escludendo la presenza della malattia, hanno consentito l'avvio dell'iter finalizzato all'utilizzo di cellule staminali. Il sangue prelevato dalla placenta e dal cordone ombelicale del neonato e' cosi' stato trasferito all'ospedale Pausillipon, dove un'equipe dedicata ha messo a punto cellule staminali che, a breve, consentiranno di effettuare il trapianto.
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