Italia. Napolitano, ideatore dei CPT che la sinistra vuole chiudere
Per la sinistra, specie quella piu' 'a sinistra', sono 'lager'. Lui li ha sempre ritenuti indispensabili. Il neo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e' il 'padre' dei Cpt, quei centri di permanenza temporanea per gli immigrati finiti nella bufera politica per il trattamento riservato agli stranieri. Tanto che nel pieno della polemica, Napolitano interviene per difendere il ministro dell'Interno uscente, Giuseppe Pisanu, dalle accuse sulla gestione dei centri, inimicandosi l'ala radicale dello schieramento di centrosinistra.
I Cpt nascono infatto con la Turco-Napolitano, la disciplina dell'immigrazione del 1998 'targata' Ulivo. Il leader riformista era allora ministro dell'Interno del governo Prodi. I Centri di permanenza temporanea sono stati previsti nella legge 40 per trattenere contro il rischio di fuga, per un massimo di 30 giorni, i clandestini in attesa di espulsione.
Napolitano difende a spada tratta la sua legge. Chiedere la chiusura dei Cpt e' da 'irresponsabili' e la legge sull'immigrazione 'ci ha permesso di entrare nel sistema di Schengen'.
In una recente intervista al Corriere della sera, Napolitano ricorda che 'non c'e' alcuna alternativa' ai Cpt. 'Si puo' discutere sul modo in cui vengono gestiti -concede- ma altro e' chiederne la chiusura'. E se qualcuno li chiama lager 'credo che insulti la memoria delle vittime dello sterminio nazista'. E comunque, 'i Cpt non sono prigioni, ma nemmeno camping'. Se esiste un problema di sovraffollamento, piuttosto che pensare a chiudere i centri, 'bisogna aprirne altri'.
'La politica dell' immigrazione -sottolinea Napolitano- richiede uno straordinario sforzo di equilibrio. Ci vuole l' accoglienza e la valorizzazione dell' immigrazione legale entro limiti sopportabili, definiti attraverso quote annuali di ingresso (e anche su questo il governo di centrodestra e' stato inadempiente). Ma occorre anche contrastare l' immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani. E su questo punto la sinistra dovrebbe essere rigorosa'.
Parole che destano la gratitudine di Pisanu, ma nessuna sorpresa. 'Conosco sia la sua onesta' intellettuale, sia la sua serieta' politica', riconosce il ministro dell'Interno all'epoca delle polemiche sui Cpt.
Per la difesa dei centri di permanenza, invece, Napolitano viene criticato dall'ala radicale della sinistra. Lo strumento previsto dalla Turco-Napolitano e confermato dalla Bossi-Fini, mette sullo stesso piano Napolitano e Pisanu nella polemica. Uno scontro che ha portato alla costituzione del 'Forum contro i Cpt', convocato dal governatore della Puglia Nichi Vendola, al quale hanno aderito ben 11 regioni.
Attualmente i 'centri di permanenza temporanea e assistenza' (e' questo in realta' il nome completo) in Italia sono 15, con una capacita' complessiva di 1.822 posti: il piu' grande e' a Roma, a Ponte Galeria, e puo' ospitare un massimo di 300 persone. Il piu' piccolo invece e' a Napoli, con 54 posti. Gli altri sono ad Agrigento (110 posti), Bologna (95), Brindisi (180), Caltanissetta (96), Catanzaro (75), Crotone (129), Lecce (180), Milano (140), Modena (60), Ragusa (60) e Torino (78).
A questi si aggiungono due centri che svolgono funzioni di 'primario soccorso e sostentamento', come quello di Lampedusa che ha una capacita' di 190 posti e quello di Lecce-Otranto, che puo' ospitare 75 persone. Altri 4 Cpt sono in fase di realizzazione, a Bari (300 posti), Foggia (300), Perugia (300) e Trapani (220).
I Cpt nascono infatto con la Turco-Napolitano, la disciplina dell'immigrazione del 1998 'targata' Ulivo. Il leader riformista era allora ministro dell'Interno del governo Prodi. I Centri di permanenza temporanea sono stati previsti nella legge 40 per trattenere contro il rischio di fuga, per un massimo di 30 giorni, i clandestini in attesa di espulsione.
Napolitano difende a spada tratta la sua legge. Chiedere la chiusura dei Cpt e' da 'irresponsabili' e la legge sull'immigrazione 'ci ha permesso di entrare nel sistema di Schengen'.
In una recente intervista al Corriere della sera, Napolitano ricorda che 'non c'e' alcuna alternativa' ai Cpt. 'Si puo' discutere sul modo in cui vengono gestiti -concede- ma altro e' chiederne la chiusura'. E se qualcuno li chiama lager 'credo che insulti la memoria delle vittime dello sterminio nazista'. E comunque, 'i Cpt non sono prigioni, ma nemmeno camping'. Se esiste un problema di sovraffollamento, piuttosto che pensare a chiudere i centri, 'bisogna aprirne altri'.
'La politica dell' immigrazione -sottolinea Napolitano- richiede uno straordinario sforzo di equilibrio. Ci vuole l' accoglienza e la valorizzazione dell' immigrazione legale entro limiti sopportabili, definiti attraverso quote annuali di ingresso (e anche su questo il governo di centrodestra e' stato inadempiente). Ma occorre anche contrastare l' immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani. E su questo punto la sinistra dovrebbe essere rigorosa'.
Parole che destano la gratitudine di Pisanu, ma nessuna sorpresa. 'Conosco sia la sua onesta' intellettuale, sia la sua serieta' politica', riconosce il ministro dell'Interno all'epoca delle polemiche sui Cpt.
Per la difesa dei centri di permanenza, invece, Napolitano viene criticato dall'ala radicale della sinistra. Lo strumento previsto dalla Turco-Napolitano e confermato dalla Bossi-Fini, mette sullo stesso piano Napolitano e Pisanu nella polemica. Uno scontro che ha portato alla costituzione del 'Forum contro i Cpt', convocato dal governatore della Puglia Nichi Vendola, al quale hanno aderito ben 11 regioni.
Attualmente i 'centri di permanenza temporanea e assistenza' (e' questo in realta' il nome completo) in Italia sono 15, con una capacita' complessiva di 1.822 posti: il piu' grande e' a Roma, a Ponte Galeria, e puo' ospitare un massimo di 300 persone. Il piu' piccolo invece e' a Napoli, con 54 posti. Gli altri sono ad Agrigento (110 posti), Bologna (95), Brindisi (180), Caltanissetta (96), Catanzaro (75), Crotone (129), Lecce (180), Milano (140), Modena (60), Ragusa (60) e Torino (78).
A questi si aggiungono due centri che svolgono funzioni di 'primario soccorso e sostentamento', come quello di Lampedusa che ha una capacita' di 190 posti e quello di Lecce-Otranto, che puo' ospitare 75 persone. Altri 4 Cpt sono in fase di realizzazione, a Bari (300 posti), Foggia (300), Perugia (300) e Trapani (220).
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