Italia. Napolitano: rigore ma necessari ingressi legali
La strada dell'integrazione 'e' ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore' e a tal fine 'e' anzitutto necessario che gli ingressi avvengano per via legale'. Con queste parole, contenute nel messaggio inviato al ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero per la 'Giornata internazionale del migrante', il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene nel dibattito sull'immigrazione, segnato dalle polemiche tra maggioranza e opposizione sulla necessita' di riformare la legge Bossi-Fini e sull'adozione di misure come l'abolizione di quei Cpt per i quali ancor pochi giorni fa due parlamentari del Prc come Francesco Caruso e Haidi Giuliani si erano auto-reclusi nella struttura di Crotone. E oggi la questione e' stata 'ricordata' allo stesso ministro Ferrero da alcuni 'disobbedienti' che hanno esibito nella sala del consiglio regionale emiliano a Bologna cartelli in favore della soppressione dei centri.
Napolitano, nel suo messaggio, parte da un'analisi del fenomeno migratorio in un Paese che, prima di importare migranti ne ha esportati a milioni per decine di anni: 'L'Italia -ricorda il Capo dello Stato- e' oggi soprattutto un Paese di immigrazione.
Un'immigrazione che contribuisce a colmare carenze di manodopera, che consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Gli immigrati rappresentano ormai una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori'.
Per Napolitano, 'si tratta di un'immigrazione che si radica positivamente: basti pensare alla consistente presenza dei bambini nelle scuole o ai numerosi immigrati che comprano casa e prodotti di consumo durevole. Ma la strada dell'integrazione e' ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore. A tal fine e' anzitutto necessario che gli ingressi avvengano per via legale'.
Insomma, il Presidente della Repubblica invita a indivduare soluzioni per evitare il fenomeno della clandestinita': 'Gli immigrati -si legge nel messaggio di Napolitano- non devono piu' avere la paura di vivere in condizione irregolare e di sopportare le conseguenze dell'emarginazione che alla irregolarita' si associa'.
Napolitano avverte che 'e' soprattutto cruciale evitare i gravissimi rischi collegati agli ingressi clandestini, che troppo spesso avvengono per opera di organizzazioni che lucrano sul traffico di vite umane e generano un flusso incontrollato che puo' anche includere componenti criminali e che comunque provoca allarme nelle comunita' nelle quale gli immigrati devono potersi inserire'.
'D'altra parte -prosegue il Presidente della Repubblica- la criminalita' che ha origine dall'immigrazione clandestina ha spesso come vittime gli stessi immigrati: bambini e adulti ridotti a lavorare in condizioni estreme ed umilianti, giovani donne costrette a prostituirsi, persone contrabbandate come merce di nessun valore e talora costrette a subire vere e proprie forme di schiavitu''.
'Ne' dobbiamo abituarci a tollerare le morti strazianti che uomini, donne e bambini trovano sulle vie di fuga da guerre, da conflitti interni, da situazioni di poverta' e di carestia. Dobbiamo impegnarci tutti, a livello nazionale, europeo ed internazionale affinche' le tante tragedie che ancora avvengono nei nostri mari e nei deserti dell'Africa non accadano piu'. Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di origine, con regole che tutti devono rispettare, significa -sottolinea Napolitano- far rientrare nella normalita' un fenomeno che ormai contrassegna questo secolo'.
Le prime reazioni vengono dal centrodestra che interpreta le parole del Presidente Napolitano come un suggerimento all'esecutivo perche' cambi strada rispetto all'idea di superare la legge Bossi-Fini. Ma in serata arriva la dichiarazione del ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, che assicura che il governo prosegue lungo il percorso intrapreso. A gennaio 'dovremmo essere in grado di presentare una legge sull'immigrazione' mentre 'i cpt vanno superati, cioe' chiusi, perche' per la funzione che svolgono oggi come oggi non sono utili'.
'A gennaio dovremmo essere in grado di presentare una legge' sull'immigrazione' assicura Ferrero, da Bologna per l'ottava tappa del 'viaggio nell'Italia dell'immigrazione', un percorso che si concludera' ad Ancona il 29 gennaio prossimo. Per il ministro si tratta, in sostanza, di 'riscrivere una legge sull'immigrazione, cioe' il Testo unico che identifica una politica dell'immigrazione radicalmente diversa' rispetto a quella attuale. Ferrero aggiunge che 'i tempi sono quello di ogni modifica legislativa' e ricorda che 'la Bossi-Fini va abrogata', ma precisa anche che essa 'non esiste come legge, perche' e' un'insieme di emendamenti alla Turco-Napolitano'. Va, dunque, 'riscritta affinche' identifichi una legge radicalmente diversa'.
Ferrero risponde in questo modo anche a quanti chiedono la chiusura immediata dei centri di permanenza temporanea, Concetto, sul quale, Ferrero e' d'accordo, ma chiarisce che dal momento che 'i tempi sono quelli di ogni modifica legislativa' e' inutile anticipare un provvedimento sul caso specifico, ma 'tanto vale fare una legge di modifica unica, e non spezzettarla in tanti provvedimenti che sarebbero soggetti ognuno a ostruzionismo. Il modo per arrivare a chiuderli, o meglio a superarli come dice il programma, e' da un lato, per quelli che hanno commesso reati, devono essere identificati in carcere. Per l'identificazione di coloro che sono semplicemente clandestini e non hanno commesso reati, non serve un cpt chiuso come un carcere. Quindi -ribadisce il ministro- vanno superati, cioe' chiusi, perche' non serve una struttura che ha bisogno di 60 giorni' per l'identificazione.
Da Siena il ministro per la Famiglia Rosy Bindi non commenta le parole del Presidente della Repubblica, ma sottolinea l'attenzione che l'esecutivo rivolge al problema: 'L'immigrazione per il nostro Paese, se opportunamente governata, puo' e deve essere occasione di reciproco arricchimento' afferma.
Sul come governare il fenomento, pero', le proposte divergono.
Isabella Bertiolini (Forza Italia) richiama il governo affinche' 'ascolti il Presidente Napolitano. Il Presidente della Repubblica -dice la deputata azzurra- ci indica che puo' e deve esserci una via legale all'integrazione. Basta con le sanatorie selvagge. Non e' regolarizzando surrettiziamente centinaia di migliaia di immigrati clandestini con provvedimenti mascherati come il decreto flussi che si ottiene una piena e compiuta integrazione', prosegue Bertolini.
'Questo governo -accusa- condanna migliaia di immigrati, come ci ricorda anche il Presidente Napolitano, a condizioni di emarginazione, di indigenza, di esclusione sociale. Occorre impedire che il miraggio di una facile ed agevole integrazione, alimentata dalle irresponsabili dichiarazioni dei ministri del Governo Prodi, moltiplichi le aspettative dei cittadini extracomunitari. Il raddoppio degli ingressi, da quando c'e' Prodi, sta a dimostrarlo. La strada e' quella indicata dalla Bossi-Fini e dalle parole di Napolitano.
Integrazione si ma con rigore', conclude Bertolini.
Il commento di Alleanza nazionale e' affidato al capogruppo in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Italo Bocchino, secondo il quale 'il richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al governo sui temi di immigrazione e' chiaro e merita una inversione di rotta dell'esecutivo'. L'invito a favorire l'ingresso di immigrati regolari, aggiunge il deputato di An, 'e' l'esatto contrario della logica delle sanatorie che la maggioranza vuole reintrodurre. A questo punto il Capo dello Stato deve anche invitare il governo ad evitare interventi normativi in materia, nascosti tra le righe di decreti legislativi che recepiscono le direttive comunitarie. La migliore risposta all'appello del Presidente Napolitano -conclude Bocchino- e' confermare la validita' dell'impianto della legge che porta il nome di Gianfranco Fini'.
Il responsabile immigrazione del partito di via della Scrofa, Paolo Landi di Chiavenna, si sofferma sulla risorsa economica rappresentata dai lavoratori stranieri: 'Il flusso di denaro esportato nel 2006 dagli immigrati presenti in Italia, ammonta a oltre 10 miliardi di euro: un fiume di denaro'. Rispetto al quale, afferma, quale andrebbe studiato un sistema per capitalizzare una parte di questo denaro. 'Il 70% dei diritti percepiti dagli immigrati -continua Landi- non si ferma in Italia ed esce per i piu' svariati canali e, quindi, senza un controllo pubblico anche sulla matrice di origine'.
'Sarebbe necessario -aggiunge- capitalizzare in Italia questa massa di denaro almeno in parte, per consentire un processo virtuoso di concorso alle politiche di integrazione della comunita' straniera che i dati statistici dimostrano essere un motore di crescita dell'economia nazionale. Il governo -conclude Landi- riprenda sul punto le proposte di An presentate la scorsa legislatura'.
Intanto, al Parlamento e al governo arriva una sollecitazione da parte del repsonsabile Immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia, che ricorda come l'Italia figuri fra i 28 Paesi in cui non e' ancora entrata in vigore la Convenzione dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie approvata dall'assemblea dell'Onu il 18 dicembre del 1990.
'Crediamo che questa situazione vada sanata al piu' presto', prosegue il responsabile dell'Arci, per il quale 'e' necessario che il Parlamento italiano metta all'ordine del giorno la ratifica della Convenzione, e che il governo italiano sia promotore di una iniziativa presso gli altri paesi della Ue perche' rapidamente facciano altrettanto. In Italia -afferma Miraglia -, la ratifica dovrebbe accompagnarsi all'adozione di un provvedimento che porti al superamento della distinzione tra lavoratori migranti regolari e irregolari nel godimento di alcuni diritti fondamentali, come il rilascio del permesso di soggiorno oggi vincolato alla possibilita' di dimostrare l'esistenza di un rapporto di lavoro'.
E la risposta arriva a stretto giro dal ministrio per la Solidarieta' sociale. In serata, Paolo Ferrero fa sapere condividere l'iniziativa dell'Arci e di aver mandato una lettera 'al presidente del Consiglio e, per conoscenza a tutti i ministri, perche' si faccia una discussione per arrivare alla ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti'.
Napolitano, nel suo messaggio, parte da un'analisi del fenomeno migratorio in un Paese che, prima di importare migranti ne ha esportati a milioni per decine di anni: 'L'Italia -ricorda il Capo dello Stato- e' oggi soprattutto un Paese di immigrazione.
Un'immigrazione che contribuisce a colmare carenze di manodopera, che consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Gli immigrati rappresentano ormai una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori'.
Per Napolitano, 'si tratta di un'immigrazione che si radica positivamente: basti pensare alla consistente presenza dei bambini nelle scuole o ai numerosi immigrati che comprano casa e prodotti di consumo durevole. Ma la strada dell'integrazione e' ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore. A tal fine e' anzitutto necessario che gli ingressi avvengano per via legale'.
Insomma, il Presidente della Repubblica invita a indivduare soluzioni per evitare il fenomeno della clandestinita': 'Gli immigrati -si legge nel messaggio di Napolitano- non devono piu' avere la paura di vivere in condizione irregolare e di sopportare le conseguenze dell'emarginazione che alla irregolarita' si associa'.
Napolitano avverte che 'e' soprattutto cruciale evitare i gravissimi rischi collegati agli ingressi clandestini, che troppo spesso avvengono per opera di organizzazioni che lucrano sul traffico di vite umane e generano un flusso incontrollato che puo' anche includere componenti criminali e che comunque provoca allarme nelle comunita' nelle quale gli immigrati devono potersi inserire'.
'D'altra parte -prosegue il Presidente della Repubblica- la criminalita' che ha origine dall'immigrazione clandestina ha spesso come vittime gli stessi immigrati: bambini e adulti ridotti a lavorare in condizioni estreme ed umilianti, giovani donne costrette a prostituirsi, persone contrabbandate come merce di nessun valore e talora costrette a subire vere e proprie forme di schiavitu''.
'Ne' dobbiamo abituarci a tollerare le morti strazianti che uomini, donne e bambini trovano sulle vie di fuga da guerre, da conflitti interni, da situazioni di poverta' e di carestia. Dobbiamo impegnarci tutti, a livello nazionale, europeo ed internazionale affinche' le tante tragedie che ancora avvengono nei nostri mari e nei deserti dell'Africa non accadano piu'. Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di origine, con regole che tutti devono rispettare, significa -sottolinea Napolitano- far rientrare nella normalita' un fenomeno che ormai contrassegna questo secolo'.
Le prime reazioni vengono dal centrodestra che interpreta le parole del Presidente Napolitano come un suggerimento all'esecutivo perche' cambi strada rispetto all'idea di superare la legge Bossi-Fini. Ma in serata arriva la dichiarazione del ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, che assicura che il governo prosegue lungo il percorso intrapreso. A gennaio 'dovremmo essere in grado di presentare una legge sull'immigrazione' mentre 'i cpt vanno superati, cioe' chiusi, perche' per la funzione che svolgono oggi come oggi non sono utili'.
'A gennaio dovremmo essere in grado di presentare una legge' sull'immigrazione' assicura Ferrero, da Bologna per l'ottava tappa del 'viaggio nell'Italia dell'immigrazione', un percorso che si concludera' ad Ancona il 29 gennaio prossimo. Per il ministro si tratta, in sostanza, di 'riscrivere una legge sull'immigrazione, cioe' il Testo unico che identifica una politica dell'immigrazione radicalmente diversa' rispetto a quella attuale. Ferrero aggiunge che 'i tempi sono quello di ogni modifica legislativa' e ricorda che 'la Bossi-Fini va abrogata', ma precisa anche che essa 'non esiste come legge, perche' e' un'insieme di emendamenti alla Turco-Napolitano'. Va, dunque, 'riscritta affinche' identifichi una legge radicalmente diversa'.
Ferrero risponde in questo modo anche a quanti chiedono la chiusura immediata dei centri di permanenza temporanea, Concetto, sul quale, Ferrero e' d'accordo, ma chiarisce che dal momento che 'i tempi sono quelli di ogni modifica legislativa' e' inutile anticipare un provvedimento sul caso specifico, ma 'tanto vale fare una legge di modifica unica, e non spezzettarla in tanti provvedimenti che sarebbero soggetti ognuno a ostruzionismo. Il modo per arrivare a chiuderli, o meglio a superarli come dice il programma, e' da un lato, per quelli che hanno commesso reati, devono essere identificati in carcere. Per l'identificazione di coloro che sono semplicemente clandestini e non hanno commesso reati, non serve un cpt chiuso come un carcere. Quindi -ribadisce il ministro- vanno superati, cioe' chiusi, perche' non serve una struttura che ha bisogno di 60 giorni' per l'identificazione.
Da Siena il ministro per la Famiglia Rosy Bindi non commenta le parole del Presidente della Repubblica, ma sottolinea l'attenzione che l'esecutivo rivolge al problema: 'L'immigrazione per il nostro Paese, se opportunamente governata, puo' e deve essere occasione di reciproco arricchimento' afferma.
Sul come governare il fenomento, pero', le proposte divergono.
Isabella Bertiolini (Forza Italia) richiama il governo affinche' 'ascolti il Presidente Napolitano. Il Presidente della Repubblica -dice la deputata azzurra- ci indica che puo' e deve esserci una via legale all'integrazione. Basta con le sanatorie selvagge. Non e' regolarizzando surrettiziamente centinaia di migliaia di immigrati clandestini con provvedimenti mascherati come il decreto flussi che si ottiene una piena e compiuta integrazione', prosegue Bertolini.
'Questo governo -accusa- condanna migliaia di immigrati, come ci ricorda anche il Presidente Napolitano, a condizioni di emarginazione, di indigenza, di esclusione sociale. Occorre impedire che il miraggio di una facile ed agevole integrazione, alimentata dalle irresponsabili dichiarazioni dei ministri del Governo Prodi, moltiplichi le aspettative dei cittadini extracomunitari. Il raddoppio degli ingressi, da quando c'e' Prodi, sta a dimostrarlo. La strada e' quella indicata dalla Bossi-Fini e dalle parole di Napolitano.
Integrazione si ma con rigore', conclude Bertolini.
Il commento di Alleanza nazionale e' affidato al capogruppo in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Italo Bocchino, secondo il quale 'il richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al governo sui temi di immigrazione e' chiaro e merita una inversione di rotta dell'esecutivo'. L'invito a favorire l'ingresso di immigrati regolari, aggiunge il deputato di An, 'e' l'esatto contrario della logica delle sanatorie che la maggioranza vuole reintrodurre. A questo punto il Capo dello Stato deve anche invitare il governo ad evitare interventi normativi in materia, nascosti tra le righe di decreti legislativi che recepiscono le direttive comunitarie. La migliore risposta all'appello del Presidente Napolitano -conclude Bocchino- e' confermare la validita' dell'impianto della legge che porta il nome di Gianfranco Fini'.
Il responsabile immigrazione del partito di via della Scrofa, Paolo Landi di Chiavenna, si sofferma sulla risorsa economica rappresentata dai lavoratori stranieri: 'Il flusso di denaro esportato nel 2006 dagli immigrati presenti in Italia, ammonta a oltre 10 miliardi di euro: un fiume di denaro'. Rispetto al quale, afferma, quale andrebbe studiato un sistema per capitalizzare una parte di questo denaro. 'Il 70% dei diritti percepiti dagli immigrati -continua Landi- non si ferma in Italia ed esce per i piu' svariati canali e, quindi, senza un controllo pubblico anche sulla matrice di origine'.
'Sarebbe necessario -aggiunge- capitalizzare in Italia questa massa di denaro almeno in parte, per consentire un processo virtuoso di concorso alle politiche di integrazione della comunita' straniera che i dati statistici dimostrano essere un motore di crescita dell'economia nazionale. Il governo -conclude Landi- riprenda sul punto le proposte di An presentate la scorsa legislatura'.
Intanto, al Parlamento e al governo arriva una sollecitazione da parte del repsonsabile Immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia, che ricorda come l'Italia figuri fra i 28 Paesi in cui non e' ancora entrata in vigore la Convenzione dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie approvata dall'assemblea dell'Onu il 18 dicembre del 1990.
'Crediamo che questa situazione vada sanata al piu' presto', prosegue il responsabile dell'Arci, per il quale 'e' necessario che il Parlamento italiano metta all'ordine del giorno la ratifica della Convenzione, e che il governo italiano sia promotore di una iniziativa presso gli altri paesi della Ue perche' rapidamente facciano altrettanto. In Italia -afferma Miraglia -, la ratifica dovrebbe accompagnarsi all'adozione di un provvedimento che porti al superamento della distinzione tra lavoratori migranti regolari e irregolari nel godimento di alcuni diritti fondamentali, come il rilascio del permesso di soggiorno oggi vincolato alla possibilita' di dimostrare l'esistenza di un rapporto di lavoro'.
E la risposta arriva a stretto giro dal ministrio per la Solidarieta' sociale. In serata, Paolo Ferrero fa sapere condividere l'iniziativa dell'Arci e di aver mandato una lettera 'al presidente del Consiglio e, per conoscenza a tutti i ministri, perche' si faccia una discussione per arrivare alla ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti