Italia. Narcosala e voto Comune Torino: lettera aperta dei promotori della petizione
Nei giorni scorsi i promotori della petizione popolare per l'istituzione di una narcosala a Torino hanno inviato una lettera aperta al ministro Turco e, per conoscenza, al sindaco, ai gruppi consiliari e all'assessore regionale alla sanita'.I presentatori della petizione (Domenico Massano/Associazione Radicale Adelaide Aglietta - Alessandro Orsi/Malega 9 - Franco Cantù/Forum Droghe) hanno cosi' riassunto i contenuti del documento:
"Il ministro Livia Turco, interpellata dal sindaco Chiamparino, pur dicendosi d'accordo con l'istituzione delle stanze del consumo (o narcosale) come servizi di riduzione del danno, ha anche affermato l'attuale loro improponibilità, di fatto offrendo una sponda al blocco della sperimentazione cittadina.
Riteniamo non fondati i motivi addotti dalla ministra e ci saremmo aspettati da questo governo - che, e' bene ricordarlo, non ha ancora abrogato la sedicente legge "Fini-Giovanardi" nonostante cio' fosse previsto nel programma elettorale - un maggiore coraggio politico. Tre sono i punti che contestiamo:
1) La legge vigente non impedisce la sperimentazione di questo servizio perchee' cio' che e' sanzionato e' il favoreggiamento di consumo e spaccio in locali pubblici e circoli privati (art. 79 DPR 309/90), e certo non si puo' far rientrare in questa categoria la narcosala, un servizio socio-sanitario di riduzione del danno, gestito da medici, infermieri, operatori professionisti.
2) Il timore di entrare in collisione con le Convenzioni internazionali sulle droghe non esiste: pur polemizzando con gli stati che perseguono politiche di riduzione del danno, nessuna agenzia ONU ha mai potuto intraprendere alcun atto formale contro tali stati, poiche' le suddette Convenzioni non possono interferire con le scelte nazionali in merito ai servizi socio-sanitari.
3) La proposta di "risolvere" la questione legale ipotizzando una somministrazione controllata di eroina e' del tutto priva di ogni fondamento: la prescrizione di eroina medica - per altro difficilmente ipotizzabile nell'Italia di oggi - e' in tutta Europa un trattamento terapeutico destinato a gruppi ristretti e selezionati di tossicodipendenti, una terapia ad alta soglia che nulla ha a che vedere con un servizio di prevenzione a bassa soglia quali sono le stanze del consumo. Invocare una futura e del tutto ipotetica somministrazione controlla di eroina come soluzione da privilegiare rispetto all'istituzione, qui ed ora, delle stanze del consumo serve solo a creare confusione e a rinviare a tempo indeterminato ogni decisione.
Rivolgiamo un forte appello al Sindaco e ai consiglieri comunali di Torino affinche' domani, in sede di discussione e di votazione della mozione contenente anche la previsione delle narcosale, tengano presente le nostre osservazioni e tengano presente che oltre mille cittadini torinesi hanno firmato una petizione che chiede l'isituzione di almeno una narcosala a Torino, qui ed ora e non nell'anno del mai.".
N. B.
La lettera aperta citata e' disponibile a questo link:
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La lettera del ministro Turco al sindaco Chiamparino e' disponibile a questo link:
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