Italia. Narcosalas in Toscana? E' polemica
E' scoppiato in Toscana il caso delle narcosalas, se la Regione secondo la proposta di legge depositata dal verde Fabio Roggiolani chiede di istituire delle sale per l'iniezione sicura in ogni Asl, da Alleanza Nazionale la reazione si fa sentire."La stanza -spiega Roggiolani al quotidiano Il Messaggero- rappresenta un approccio diverso nei confronti del tossico, che troverebbe uno spazio dove sentirsi accolto, dove nessuno lo denuncia alle autorità. L'alternativa è che i tossicodipendenti vadano a bucarsi in un giardino pubblico o in una piazza: situazioni di emarginazione sociale con cui la gente non vuole più convivere".
Achille Totaro, consigliere regionale di An, sottolineato come, in realtà, "la stanza del buco libero dimostra in maniera eclatante che la filosofia di questa legge è la riduzione del danno per chi si droga: una teoria giustificazionista che negli anni ha creato danni irreparabili. La quale parte da un presupposto errato: che cioè se una persona si droga, significa che è malata e che deve essere curata per vie istituzionali".
"Da una parte c'è chi considera i tossicodipendenti come persone a cui ridurre il più possibile i danni della loro condizione, e dall'altra -a destra- chi li considera esseri di serie B da incarcerare e che quindi vede in ogni politica pubblica di aiuto e recupero un elemento da osteggiare sull'altare di una tolleranza zero sempre unidirezionale, verso gli anelli più deboli della società" così Monica Sgherri, capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio Regionale sul dibattito che è nato in merito alla legge regionale sulle droghe ed in particolare sulla safe injection room. "La filosofia di questa legge, che abbiamo sottoscritto è condivisibile perché mette in campo tutta una serie di strumenti e strategie per la riduzione del danno, non ultima l'impropriamente detta "stanza del buco libero", che sarà utile per fare in modo di mettere in contatto operatori sanitari e sociali con i tossicodipendenti, allontanandoli dalla clandestinità. Così come avviene già in tanti altri paesi del mondo. Esattamente il contrario della legislazione nazionale messa in campo dalla destra, che con la soglia rigida di distinzione fra uso personale e spaccio, con la parificazione fra droghe pesanti e leggere, con una politica di depotenziamento delle strutture pubbliche a vantaggio di comunità private, ecc. insomma con una filosofia tutta tesa alla repressione, va esattamente nella direzione di riempire le carceri di poveri cristi che nulla avranno a che vedere, nella maggior parte dei casi, con quella criminalità legata allo spaccio di droga che sembra invece ispirare le politiche di "tolleranza zero" tanto sbandierate. Appoggio alla proposta di legge regionale, quindi, ma necessità di riaprire il più ampiamente possibile il confronto non solo istituzionale su questo tema, che porti, una volta abrogata la legislazione del Governo Berlusconi, ad una riflessione su alcune questioni fondamentali, fra cui la legalizzazione delle droghe leggere".
"La 'stanza per drogarsi' è in contrasto con una legge approvata dal Parlamento. Se la Regione Toscana approvasse questa proposta si metterebbe al di fuori di leggi dello Stato e questo non è assolutamente possibile che avvenga", ha detto il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli. "La Toscana non può pensare di andare per conto suo perché ci sono leggi dello Stato e hanno il dovere di rispettarle. Da toscano sono assolutamente preoccupato che qualcuno proponga il salottino per drogarsi".
"Il ministro non ricorda pero' che quello che lui chiama il "salottino per drogarsi" e' una delle misure sanitarie che a livello europeo sono ritenute tra le piu' efficaci nel tentativo di ridurre i danni da proibizione e da assunzione di sostanze stupefacenti", ribatte Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista e candidato per la Rosa nel Pugno. "La Regione Toscana, che si afferma ancora una volta leader di un fronte riformatore in materia di sanita', deve rispondere a Matteoli assumendosi la responsabilita' di curare i propri cittadini con uso problematico di sostanze illecite anche in disobbedienza della nuova normativa neo-proibizionista della Fini-Giovanardi. E' un obbligo Costituzionale. La Rosa nel Pugno si impegnera' affinche' nei primi 100 giorni della prossima legislatura si arrivi alla cancellazione della criminogena legge entrata in vigore alla fine di febbraio".
"La proposta della Regione Toscana sulle 'stanze del buco' è inaccettabile, perché completamente fuori dalla logica del pieno recupero del tossicodipendente", lo dice il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. "Non è cronicizzando lo stato di dipendenza e condannando il tossico ad una dolce morte che si risolvono i problemi". "Respingiamo con forza il cinismo di chi vuole togliere dalla circolazione le vittime della droga non per recuperarle ad un vita di piena relazione sociale ma per ghettizzarle nascondendole alla vista dei benpensanti".
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