Italia. Nati 14 maialini clonati
Dopo il toro Galileo e la cavalla Prometea, il Laboratorio di Tecnologie della riproduzione di Cremona guidato da Cesare Galli ha ottenuto un nuovo successo nella clonazione animale: sono nati 14 maialini clonati.
I 14 suini sono nati qualche settimana fa e l'esperimento rientra nel quadro di un progetto europeo molto ampio, volto a sviluppare modelli animali di grossa taglia che permettano di verificare la qualita' e le caratteristiche cellulari e molecolari delle cellule staminali embrionali clonate in diverse specie animali.
Quello condotto in Italia e' "un esperimento preliminare volto a dimostrare che la tecnica della clonazione somatica puo' essere applicata on successo anche alla specie suina", rileva Galli.
Si e' deciso di clonare il maiale considerando che le sue caratteristiche anatomiche e fisiologiche sono molto vicine a quelle dell'uomo. Di conseguenza il progetto di ricerca portato avanti nel Laboratorio di tecnologie della riproduzione di Cremona "contribuisce indirettamente alla ricerca sullo xenotrapianto, ricerca che passa attraverso la clonazione di suini da cellule somatiche ingegnerizzate per ottenere organi immunocompatibili con l'uomo".
I 14 maiali sono stati clonati con la stessa tecnica di trasferimento nucleare con cui due anni fa era nata la cavalla Prometea: da una cellula adulta e' stato estratto il nucleo, che e' stato poi inserito all'interno di un ovocita a sua volta privato del suo nucleo. Una volta introdotta nell'ovocita, la cellula adulta e' tornata indietro nello sviluppo fino ad assumere le potenzialita' di una cellula staminale. Quindi il programma genetico e' stato riavviato e ha dato luogo alla formazione di un embrione, poi trasferito in utero.
L'esperimento di clonazione del maiale condotto in Italia rientra in una linea di ricerca nel settore biomedico che il Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione di Cremona sta perseguendo in collaborazione con l'Istituto Sperimentare "Lazzaro Spallanzani".
La clonazione dei 14 maiali rientra inoltre nel progetto europeo su "nuovi approcci per la ricerca sulle cellule embrionali staminali animali", coordinato dallo stesso Cesare Galli e cofinanziato dalla European Science Foundation (ESF) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il progetto, che coinvolge sei laboratori di quattro Paesi europei, si propone si studiare le cellule staminali ottenute da embrioni clonati sia con la tecnica del trasferimento nucleare, sia con l'utilizzo di estratti cellulari capaci di riprogrammare direttamente le cellule somatiche differenziate, trasformandole in staminali embrionali.
Quello della ricerca sugli xenotrapianti "e' un gioco sporco e pericoloso" oltre che "inefficiente: su 100 cellule una sola sara' un animale adulto e sano". Lo afferma Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV del settore vivisezione in merito alla nascita di 14 maiali clonati.
L'associazione ricorda di aver piu' volte denunciato che "la tecnica della clonazione e' altamente inefficiente a giudicare dal basso numero di animali clonati nati sani". Secondo uno studio pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist, sottolinea la Lav "rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita". Un gioco, quello degli xenotrapianti "perche' le prove effettuate, da oltre dieci anni, nel tentativo di ottenere organi dagli animali da trapiantare nell'uomo, non ha mai dato alcun risultato incoraggiante, anzi, e' stato un esercizio di tecnica chirurgica sulla pelle degli animali" e per di piu' pericoloso "visto che l'inserimento di un organo di una specie differente in un organismo estraneo e' in grado di scatenare l'attivita' di virus silenti e innocui nell'ospite originario ma che potrebbero scatenare epidemie nell'uomo".
I 14 suini sono nati qualche settimana fa e l'esperimento rientra nel quadro di un progetto europeo molto ampio, volto a sviluppare modelli animali di grossa taglia che permettano di verificare la qualita' e le caratteristiche cellulari e molecolari delle cellule staminali embrionali clonate in diverse specie animali.
Quello condotto in Italia e' "un esperimento preliminare volto a dimostrare che la tecnica della clonazione somatica puo' essere applicata on successo anche alla specie suina", rileva Galli.
Si e' deciso di clonare il maiale considerando che le sue caratteristiche anatomiche e fisiologiche sono molto vicine a quelle dell'uomo. Di conseguenza il progetto di ricerca portato avanti nel Laboratorio di tecnologie della riproduzione di Cremona "contribuisce indirettamente alla ricerca sullo xenotrapianto, ricerca che passa attraverso la clonazione di suini da cellule somatiche ingegnerizzate per ottenere organi immunocompatibili con l'uomo".
I 14 maiali sono stati clonati con la stessa tecnica di trasferimento nucleare con cui due anni fa era nata la cavalla Prometea: da una cellula adulta e' stato estratto il nucleo, che e' stato poi inserito all'interno di un ovocita a sua volta privato del suo nucleo. Una volta introdotta nell'ovocita, la cellula adulta e' tornata indietro nello sviluppo fino ad assumere le potenzialita' di una cellula staminale. Quindi il programma genetico e' stato riavviato e ha dato luogo alla formazione di un embrione, poi trasferito in utero.
L'esperimento di clonazione del maiale condotto in Italia rientra in una linea di ricerca nel settore biomedico che il Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione di Cremona sta perseguendo in collaborazione con l'Istituto Sperimentare "Lazzaro Spallanzani".
La clonazione dei 14 maiali rientra inoltre nel progetto europeo su "nuovi approcci per la ricerca sulle cellule embrionali staminali animali", coordinato dallo stesso Cesare Galli e cofinanziato dalla European Science Foundation (ESF) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il progetto, che coinvolge sei laboratori di quattro Paesi europei, si propone si studiare le cellule staminali ottenute da embrioni clonati sia con la tecnica del trasferimento nucleare, sia con l'utilizzo di estratti cellulari capaci di riprogrammare direttamente le cellule somatiche differenziate, trasformandole in staminali embrionali.
Quello della ricerca sugli xenotrapianti "e' un gioco sporco e pericoloso" oltre che "inefficiente: su 100 cellule una sola sara' un animale adulto e sano". Lo afferma Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV del settore vivisezione in merito alla nascita di 14 maiali clonati.
L'associazione ricorda di aver piu' volte denunciato che "la tecnica della clonazione e' altamente inefficiente a giudicare dal basso numero di animali clonati nati sani". Secondo uno studio pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist, sottolinea la Lav "rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita". Un gioco, quello degli xenotrapianti "perche' le prove effettuate, da oltre dieci anni, nel tentativo di ottenere organi dagli animali da trapiantare nell'uomo, non ha mai dato alcun risultato incoraggiante, anzi, e' stato un esercizio di tecnica chirurgica sulla pelle degli animali" e per di piu' pericoloso "visto che l'inserimento di un organo di una specie differente in un organismo estraneo e' in grado di scatenare l'attivita' di virus silenti e innocui nell'ospite originario ma che potrebbero scatenare epidemie nell'uomo".
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