Italia. Nicola Carlesi su droghe e doping
Nicola Carlesi, Capo del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, ha dichiarato:"La tragica morte della culturista Claudia Bianchi che ha determinato l'apertura di un'inchiesta sull'utilizzo di anabolizzanti nelle palestre deve far riflettere su uno spaccato della nostra societa' dove il comune cittadino che pratica attività sportiva, non per "prestazioni agonistiche" ma solo per motivi estetici o per semplice hobby, puo' tranquillamente morire di doping.
Le vigenti norme in materia di antidoping, di fatto, non tengono conto della vera "dimensione sanitaria" del problema giacche' non viene perseguito l'uso di sostanze dopanti nelle palestre e nemmeno del mondo dilettantistico giovanile ma solo nelle gare ufficiali a tutela dei numerosi interessi patrimoniali che vengono messi in gioco.
Invece, la tutela della salute umana in ambito sportivo deve essere ricondotta al centro di una auspicabile revisione della attuale legge (376/2000) al fine di trattare unitariamente, cosi' come accade per la droga, il fenomeno del doping ovunque si manifesti, prevedendo non solo interventi di prevenzione ma anche un piu' capillare sistema di controlli ovunque si pratichi attivita' sportiva.
Il Dipartimento nazionale per le politiche antidroga intende progettare nei prossimi mesi interventi finalizzati ad affrontare il problema dell'uso di sostanze dopanti tra i dilettanti e gli amatori che appare sempre piu' spesso come un fenomeno di vera e propria dipendenza."
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