Italia. No al test antidroga per i parlamentari
Dopo le polemiche dei mesi scorsi, con le Iene che sottopongono i deputati ai test anti-droga, Pierferdinando Casini aveva proposto di sottoporre per legge tutti i deputati e senatori (al momento della proclamazione e poi periodicamente) al test. Naturalmente l'onorevole di turno puo' sottrarsi: i risultati dei test, e i nominativi di coloro che non hanno voluto sottoporsi verrebbero poi resi pubblici.Ieri pero', la commissione Affari costituzionali della Camera ha cestinato il progetto di legge Casini.
Niente test ai deputati, quindi. "La bocciatura costituisce la punta dell'iceberg di una cultura lassista e permissivista che ha consentito la drammatica crescita del fenomeno del consumo delle droghe, leggere e pesanti, distruggendo intere generazioni e tantissime famiglie italiane", protesta il capogruppo Udc in commissione, Gianpiero D'Alia. "Quella di oggi e' un'occasione mancata per le istituzioni, che per prime avrebbero dovuto dare il buon esempio nella lotta allo spaccio e al consumo delle sostanze stupefacenti".
"Il centrosinistra blinda Montecitorio e con due emendamenti cancella la legge che avrebbe obbligato i parlamentari a sottoporsi al test antidroga. Un blitz voluto e concordato dalla maggioranza che cancella completamente i due articoli del disegno di legge dell'Udc e che aveva come primo firmatario Pier Ferdinando Casini". Lo afferma Maurizio Ronconi, deputato dell'Udc.
"Ora, mentre alcune categorie di lavoratori si dovranno sottoporre a test obbligatorio, i parlamentari saranno vergognosamente esentati e continueranno a vivere tranquillamente nel porto franco del palazzo". "Considero davvero grave che il pdl dell'on. Casini sui test antidroga per i parlamentari sia stato sbrigativamente liquidato in commissione Affari Costituzionali senza trovare consensi, al di fuori di quelli espressi dal gruppo dell'Udc". Carlo Giovanardi esprime il proprio rammarico e aggiunge che "proprio per questo, ritengo giusto ed opportuno che prima della discussione del provvedimento in Aula, i gruppi Udc della Camera e del Senato applichino in modo autonomo il contenuto della Proposta di legge, invitando tutti i propri componenti a sottoporsi periodicamente ai test".
'Con tutti i problemi seri che dobbiamo affrontare per migliorare le condizioni di vita del nostro Paese, a cominciare da quelli ambientali per continuare con quelli sulla legalita', sulla sicurezza, sul lavoro precario, mi sembra davvero paradossale impegnare il nostro Parlamento con una legge come quella del test antidroga ai parlamentari proposta da Casini'. Lo afferma Tommaso Pellegrino (Verdi).
'Fermo restando che c'e' la massima disponibilita' a sottoporsi a eventuali controlli anti droga, nel caso venissero richiesti, la proposta di Casini rischia di essere una mossa propagandistica e davvero non un serio tentativo di affrontare il vero problema, ovvero offrire soluzioni adeguate per aiutare i giovani a rimanere lontano dalla droga e dagli spacciatori. Inoltre questo testo incrementerebbe un clima di sospetto attorno ai parlamentari che aumenterebbe ancora di piu' quella distanza tra elettori e classe politica che e' uno dei problemi del nostro paese'.
'Dopo la vergognosa bocciatura da parte della maggioranza, in commissione Affari Costituzionali della Camera, della proposta di legge presentata da Pier Ferdinando Casini per introdurre il test antidroga volontario per i parlamentari, che anche noi avevamo sottoscritto, proponiamo che tutti i parlamentari di AN si sottopongano subito al test e che lo stesso venga introdotto immediatamente, in forma facoltativa, con un atto degli uffici di presidenza delle Camere. Inutile dire che i parlamentari che rifiutassero di sottoporvisi, se ne assumerebbero le responsabilita' di fronte ai cittadini-elettori'. E' la proposta di Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
'Io sono pronto a sottopormi al test antidroga anche seduta stante', afferma Pedrizzi, che osserva: 'Un parlamentare, in quanto tale, ha il dovere di rendere conto all'opinione pubblica, al popolo sovrano che lo ha delegato a rappresentarlo. Perche' i cittadini hanno il diritto di sapere chi hanno eletto. E perche' le Camere devono essere case di vetro, trasparenti agli occhi del Paese. Ogni parlamentare, dunque, dovrebbe accettare di sottoporsi al test antidroga. E questo - conclude Pedrizzi - anche a tutela dell'istituzione-Parlamento e per evitare ondate qualunquistiche'.
'Con la bocciatura della proposta di legge Casini il centrosinistra e la sinistra radicale si rendono complici di chi favorisce l'uso della droga'. Lo afferma Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera replicando al Verde Pellegrino.
'L'iniziativa voleva dare il buon esempio al Paese e soprattutto ai giovani, puntando anche ad eliminare il privilegio riconosciuto ai parlamentari di trincerarsi dietro lo scudo della privacy: cestinarla o, peggio, sostenere, come fa Pellegrino, che il Parlamento ha cose piu' urgenti, equivale a confermare che questa maggioranza non ha il coraggio di affrontare apertamente il problema della droga. Ora se ne assuma la responsabilita' politica, in Parlamento, e morale di fronte a tutte quelle famiglie colpite e sconvolte da questa piaga sociale'.
"Con la bocciatura in tronco della Pdl Casini sui test antidroga per i parlamentari il Parlamento non lancia certo un segnale di apertura e trasparenza verso l'esterno. Il test non era obbligatorio ma facoltativo, dunque non si ledevano i diritti di nessuno. Meglio sarebbe stato provare a migliorare alcune parti del testo, come quella relativa alla pubblicazione obbligatoria di tutti i nomi dei parlamentari che hanno accettato o meno di sottoporsi al test, magari consentendo solo a chi lo volesse di far sapere se aveva o meno sostenuto i controlli, piuttosto che bocciarla in tronco come e' stato fatto". Silvana Mura, deputata di Idv, aggiunge pero' che "a quanto si apprende dalle agenzie, non si puo' non sottolineare che se l'Unione ha votato in blocco contro la proposta Casini, anche la Cdl, al contrario di quanto affermano quotidianamente molti suoi esponenti, non e' sembrata cosi' interessata alla questione droga, dal momento che nessuno dei suoi rappresentanti, fatti salvi i deputati dell'Udc, era presente al momento del voto".
"Il voto contro la Pdl Casini sui test antidoping ai parlamentari da parte del centrosinistra e' un voto anche contro il ministro Amato". La pensano cosi' i giovani dell'Udc che, in una nota, precisano: "Ad Amato, quando mesi fa propose di fare il test sull'uso delle droghe nelle scuole, rispondemmo che era una provocazione ma poteva essere positiva se la classe politica avesse iniziato dando il buon esempio".
Il voto di oggi, aggiunge la nota dei giovani centristi, "certifica che in tema di cultura della vita contro lo sballo e la cultura della morte, questa maggioranza a volte predica bene ma sempre piu' spesso predica male. L'unica certezza- conclude la nota- e' che razzola sempre peggio".
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