Italia. In nuovo album di Mariella Nava, brano dedicato a Welby
(dal Corriere della Sera) Il 20 aprile esce il nuovo album con un brano dedicato a Piergiorgio Welby. "Sono cattolica, ma è giusto staccare la spina"
Le parole sono inequivocabili: "E tu lasciami andare / se davvero mi vuoi bene / stacca tutte le spine / a questa macchina infernale che sospesi tiene". L'eutanasia, il diritto a una morte dignitosa, finisce in una canzone. Il testo è quello di Fade Out, uno dei brani di "Dentro una rosa", il nuovo album di Mariella Nava in uscita il 20 aprile (e venerdì andrà in radio l'omonimo singolo) . "E un tema che mi attanaglia: investe la filosofia, l'etica, la morale, il diritto. Da cittadina del mondo non potevo non occuparmene" , dice l'autrice. Il perché del titolo lo spiega lei: "Fade Out è la sfumata alla fine di una canzone. E un'uscita non dolorosa e decisa dal protagonista che è il musicista". La Nava l'ha dedicata a Piergiorgio Welby le cui parole ("Il mio corpo non è più mio") fanno da sottotitolo. "È stato l'ultimo caso che ci ha chiamati a ragionare. Qualcuno ha dato la propria risposta e qualcuno non l'ha data. Io mi sono messa dalla parte di chi chiede di staccare la spina, ma mi fermo al punto interrogativo, non do una risposta". Però le parole fanno emergere tutta la sofferenza di chi vive legato a una macchina. "Sono a favore di una legge che ci aiuti a sentirci meno persi - aggiunge Nava -. che però difenda la libertà ad avere una morte dignitosa dopo le cure mediche, la consolazione dei cari, le preghiere". Le preghiere, appunto. La Chiesa boccia ogni ipotesi.
"Sono cattolica, ma mi trovo in contraddizione con queste prese di posizione rigide. E da quando sono bambina che nella mia testa gira questa frase: 'Se deve soffrire, meglio che il Signore se lo prenda". Ecco, davanti alla sofferenza siamo impotenti, ma dalla mia esperienza posso dire che se c'e qualcuno attaccato alla vita è il malato". Fra i dubbi sollevati da chi è contrario anche il fatto che chi si trova collegato a una macchina possa non essere in grado di esprimere la propria volontà : "A maggior ragione ci vuole una legge che preveda la possibilità di fare il testamento biologico". L'eutanasia ha spaccato in due il mondo politico. Il rischio di essere strumentalizzata è dietro l'angolo: "Come succede al solito in Italia queste faccende diventano preda di schieramenti ideologici che non pensano alle soluzioni pratiche. Anche nei confronti dei Dico c'è lo stesso atteggiamento. L'importante è che si continui a parlare e non si lasci cadere il tema". Dopo l'esclusione a Sanremo Mariella Nava ha dichiarato di voler mollare la carriera di cantante perchè non ci sono più spazi per la musica d'autore. Teme ora la censura? "Sarebbe come se qualcuno avesse censurato gli appelli di Welby".
Le parole sono inequivocabili: "E tu lasciami andare / se davvero mi vuoi bene / stacca tutte le spine / a questa macchina infernale che sospesi tiene". L'eutanasia, il diritto a una morte dignitosa, finisce in una canzone. Il testo è quello di Fade Out, uno dei brani di "Dentro una rosa", il nuovo album di Mariella Nava in uscita il 20 aprile (e venerdì andrà in radio l'omonimo singolo) . "E un tema che mi attanaglia: investe la filosofia, l'etica, la morale, il diritto. Da cittadina del mondo non potevo non occuparmene" , dice l'autrice. Il perché del titolo lo spiega lei: "Fade Out è la sfumata alla fine di una canzone. E un'uscita non dolorosa e decisa dal protagonista che è il musicista". La Nava l'ha dedicata a Piergiorgio Welby le cui parole ("Il mio corpo non è più mio") fanno da sottotitolo. "È stato l'ultimo caso che ci ha chiamati a ragionare. Qualcuno ha dato la propria risposta e qualcuno non l'ha data. Io mi sono messa dalla parte di chi chiede di staccare la spina, ma mi fermo al punto interrogativo, non do una risposta". Però le parole fanno emergere tutta la sofferenza di chi vive legato a una macchina. "Sono a favore di una legge che ci aiuti a sentirci meno persi - aggiunge Nava -. che però difenda la libertà ad avere una morte dignitosa dopo le cure mediche, la consolazione dei cari, le preghiere". Le preghiere, appunto. La Chiesa boccia ogni ipotesi.
"Sono cattolica, ma mi trovo in contraddizione con queste prese di posizione rigide. E da quando sono bambina che nella mia testa gira questa frase: 'Se deve soffrire, meglio che il Signore se lo prenda". Ecco, davanti alla sofferenza siamo impotenti, ma dalla mia esperienza posso dire che se c'e qualcuno attaccato alla vita è il malato". Fra i dubbi sollevati da chi è contrario anche il fatto che chi si trova collegato a una macchina possa non essere in grado di esprimere la propria volontà : "A maggior ragione ci vuole una legge che preveda la possibilità di fare il testamento biologico". L'eutanasia ha spaccato in due il mondo politico. Il rischio di essere strumentalizzata è dietro l'angolo: "Come succede al solito in Italia queste faccende diventano preda di schieramenti ideologici che non pensano alle soluzioni pratiche. Anche nei confronti dei Dico c'è lo stesso atteggiamento. L'importante è che si continui a parlare e non si lasci cadere il tema". Dopo l'esclusione a Sanremo Mariella Nava ha dichiarato di voler mollare la carriera di cantante perchè non ci sono più spazi per la musica d'autore. Teme ora la censura? "Sarebbe come se qualcuno avesse censurato gli appelli di Welby".
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