Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Ordine dei Medici risponde a esposto-denuncia sull'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pubblichiamo integralmente la risposta dell'Ordine dei Medici di Roma all'esposto-denuncia del dottor Luciano di Nepi contro don Luigi Verze'.

***

ORDINE PROVINCIALE DI ROMA
DEI MEDICI-CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI

Via G.B. De Rossi, 9 00161 ROMA telefono 06.4417121 (8 linee r.a.) fax 06.44234665

E-Mail: [email protected]
Roma, 16 novembre 2006

Egr. Dott.
Luciano Di Nepi
[email protected]

Egregio Professor Di Nepi,

facendo seguito alla corrispondenza pervenuta in merito al tema dell'Eutanasia, da Lei esaminato anche nel libro 'De Eutanasia, lettera aperta di un laico ai laici', l'Ordine di Roma, considerata la rilevanza che tale questione riveste a livello nazionale sia dal punto di vista etico che sociale, ritiene che tale problematica debba essere affrontata dalla Federazione, all'esame della quale, in questi giorni, è la revisione del Codice Deontologico.

Ad ogni buon fine, con l'intento di fornire ulteriori elementi, si riporta di seguito uno stralcio della dichiarazione della Commissione Nazionale di Bioetica:

In sintesi, il CNB, riconfermata la legittimità delle dichiarazioni anticipate, ritiene che esse abbiano valenza bioetica quando:
- abbiano carattere pubblico, cioè siano fornite di data, redatte in forma scritta e mai orale, da soggetti maggiorenni capaci di intendere e di volere, informati, autonomi e non sottoposti ad alcuna pressione familiare, sociale o ambientale.
Non contengano finalità eutanasiche. In ogni caso il medico non può essere costretto a fare nulla che contrasti con la sua scienza e la sua coscienza.
- siano auspicabilmente compilate con l'assistenza di un medico, che può controfirmarle
- siano tali da garantire la massima personalizzazione della volontà del futuro paziente, non consistano nella mera sottoscrizione di moduli o stampati, siano redatte in maniera non generica, in modo tale da non lasciare equivoci sul loro contenuto e da chiarire quanto è più possibile le situazioni cliniche nelle quali devono poi essere prese in considerazione.

Tali salvaguardie evitano che la cultura del Testamento di vita faccia esclusivo riferimento ad una condizione contrattualistica, in cui colui che fissa le condizioni è il padrone del suo bene (vita-salute) di cui vuole disporre in senso proprietario ed il medico è l'esecutore tecnico della altrui volontà, privo di facoltà di discernimento. L'atto medico è invece un incontro di persone libere, caratterizzate ciascuna, da una propria personalità ed una pari dignità morale, che collaborano anche allorché uno dei due non può più partecipare direttamente al dialogo.'

Per quanto riguarda l'esposto-denuncia la Lei inoltrato in data 16 ottobre 2006, Le comunico che Don Verzè non risulta essere iscritto a questo Ordine.
Distinti saluti.
IL PRESIDENTE
(Dott. Mario Falconi)
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