Italia. Ormone stimola la produzione di cellule mesenchimali
Una nuova frontiera si e' aperta nella cura di malattie quali l' anemia o nella cura dei fallimenti da trapianto di midollo: uno studio condotto a Genova e che sta per essere pubblicato, rivela che le cellule umane sono in grado di produrre un ormone vegetale in grado di stimolare la produzione dei granulociti neutrofili e la proliferazione delle cellule staminali mesenchimali.
Lo studio e' stato condotto da una delle cinque unita' operative che operano nell' ambito del 'Progetto Cellule Staminali Genova' patrocinato nel 2002 dal professor Alberto Marmont Du Haut Champ, fondatore della scuola di ematologia genovese. L' anteprima e' stata data oggi, nell' ambito di un convegno organizzato dalla Fondazione Carige, che ha sostenuto il progetto con un investimento di 2 milioni di euro.
'Si tratta di una novita' inaspettata, un paradosso biologico incredibile: e' il primo esempio che si riporti di cellule di mammifero, umane in particolare, capaci di produrre un ormone vegetale' spiega il professor Antonio De Flora, direttore scientifico del Centro di Biotecnologie Avanzate dove si e' svolta in parte la ricerca (una parte e' stata condotta presso il centro di eccellenza dell' Universita' di Genova e presso l'Istituto di biochimica).
Il fito-ormone acido abcissico (Aba) difende le piante da situazioni molto ostili, quali la siccita', le gelate, le temperature troppo elevate. 'Nell' uomo -spiega De Flora- ha la funzione di stimolare i granulociti neutrofili, cioe' quei globuli bianchi che ci difendono, per esempio dalle infezioni.
Inoltre puo' sostenere e attivare la proliferazione di precursori emopoietici e puo' autostimolare la proliferazione delle cellule mesenchimali (cioe' quelle che provengono dal tessuto connettivale embrionale)'.
Secondo il professor De Flora, la scoperta del coinvolgimento di questo fito-ormone nell'espansione di cellule staminali nell'uomo apre la strada ad un possibile uso farmacologico.
'Non e' impossibile prevedere - afferma - che in un futuro non lontano da questo ormone vegetale, grazie alle capacita' tecnologiche delle biotecnologie, si possa arrivare a dei farmaci o quasi farmaci capaci di incoraggiare l' emopoiesi (funzione fisiologica di produzione degli elementi del sangue) e cioe' curare anemie plastiche fallimenti di trapianti di midollo'.
Lo studio e' stato condotto da una delle cinque unita' operative che operano nell' ambito del 'Progetto Cellule Staminali Genova' patrocinato nel 2002 dal professor Alberto Marmont Du Haut Champ, fondatore della scuola di ematologia genovese. L' anteprima e' stata data oggi, nell' ambito di un convegno organizzato dalla Fondazione Carige, che ha sostenuto il progetto con un investimento di 2 milioni di euro.
'Si tratta di una novita' inaspettata, un paradosso biologico incredibile: e' il primo esempio che si riporti di cellule di mammifero, umane in particolare, capaci di produrre un ormone vegetale' spiega il professor Antonio De Flora, direttore scientifico del Centro di Biotecnologie Avanzate dove si e' svolta in parte la ricerca (una parte e' stata condotta presso il centro di eccellenza dell' Universita' di Genova e presso l'Istituto di biochimica).
Il fito-ormone acido abcissico (Aba) difende le piante da situazioni molto ostili, quali la siccita', le gelate, le temperature troppo elevate. 'Nell' uomo -spiega De Flora- ha la funzione di stimolare i granulociti neutrofili, cioe' quei globuli bianchi che ci difendono, per esempio dalle infezioni.
Inoltre puo' sostenere e attivare la proliferazione di precursori emopoietici e puo' autostimolare la proliferazione delle cellule mesenchimali (cioe' quelle che provengono dal tessuto connettivale embrionale)'.
Secondo il professor De Flora, la scoperta del coinvolgimento di questo fito-ormone nell'espansione di cellule staminali nell'uomo apre la strada ad un possibile uso farmacologico.
'Non e' impossibile prevedere - afferma - che in un futuro non lontano da questo ormone vegetale, grazie alle capacita' tecnologiche delle biotecnologie, si possa arrivare a dei farmaci o quasi farmaci capaci di incoraggiare l' emopoiesi (funzione fisiologica di produzione degli elementi del sangue) e cioe' curare anemie plastiche fallimenti di trapianti di midollo'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti