Italia. Oss. Ue: Italia fra Paesi Ue con piu' discriminazione verso musulmani
L'Italia, insieme con Spagna, Olanda e Portogallo, è fra i paesi europei dove gli immigrati di religione musulmana "sembrano più soggetti a discriminazione rispetto a quelli non musulmani". E' quanto si legge nel rapporto 'Musulmani nell'Unione Europea: Discriminazione e Islamofobia', pubblicato oggi dall'Osservatorio Ue sui fenomeni di razzismo e xenofobia (Eumc).
Nello studio, si sottolinea che in altri paesi, come Austria, Belgio, Germania, Grecia, Francia e Irlanda, "la discriminazione è molto meno riconducibile al fattore religioso". Gli analisti dell'osservatorio precisano che le leggi di tutela della privacy vigenti in Italia, come in altri paesi membri (fra cui Francia, Belgio, Danimarca e Spagna) proibiscono in via di principio la racconta di informazioni che riveli origini etniche o razziali, o la fede religiosa, e quindi rendono molto più difficile le ricerche mirate sulla comunita' musulmana.
A livello di educazione, si legge nel rapporto Eumc, l'Italia rientra nel gruppo dei membri in ritardo sull'integrazione dei musulmani: come succede in Grecia, Spagna, Portogallo, Finlandia, Irlanda e "per certi versi anche in Danimarca", "soltanto recentemente il numero di islamici nelle scuole e' cominciato a crescere, visto che questi paesi sono stati raggiunti con ritardo dall'immigrazione" rispetto ad altri come Belgio, Francia, Germania, Austria, Svezia, Olanda e Regno Unito.
Fra la selezione di sondaggi condotti a livello nazionale, in materia di islamofobia, l'osservatorio Ue ricorda quello commissionato l'anno scorso dall'Ucei (Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane) a un gruppo di esperti dell'universita' La Sapienza di Roma, in cui "oltre il 50 percento del campione di 2200 persone fra i 14 e 18 anni ha affermato che i musulmani hanno 'leggi crudeli e barbare' e 'sostengono il terrorismo internazionale'".
In Italia, come in Francia, prosegue poi il testo, "sono state condotte ricerche che dimostrano la discriminazione (per i musulmani, ndr) nella ricerca di una casa". Fra gli studi citati sull'Italia, c'è anche quello del 2005 di Medicin Sans Frontieres per cui il 40 percento dei lavoratori stagionali, di cui la maggioranza sono immigrati di religione musulmana, vivono in case abbandonate, il 35 percento in affitto e il 5 percento sono homeless. Fra gli esperimenti europei sulla via del dialogo interreligioso e interculturale, viene citata la Consulta per l'Islam italiano voluta dall'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e portata avanti da Giuliano Amato.
Nello studio, si sottolinea che in altri paesi, come Austria, Belgio, Germania, Grecia, Francia e Irlanda, "la discriminazione è molto meno riconducibile al fattore religioso". Gli analisti dell'osservatorio precisano che le leggi di tutela della privacy vigenti in Italia, come in altri paesi membri (fra cui Francia, Belgio, Danimarca e Spagna) proibiscono in via di principio la racconta di informazioni che riveli origini etniche o razziali, o la fede religiosa, e quindi rendono molto più difficile le ricerche mirate sulla comunita' musulmana.
A livello di educazione, si legge nel rapporto Eumc, l'Italia rientra nel gruppo dei membri in ritardo sull'integrazione dei musulmani: come succede in Grecia, Spagna, Portogallo, Finlandia, Irlanda e "per certi versi anche in Danimarca", "soltanto recentemente il numero di islamici nelle scuole e' cominciato a crescere, visto che questi paesi sono stati raggiunti con ritardo dall'immigrazione" rispetto ad altri come Belgio, Francia, Germania, Austria, Svezia, Olanda e Regno Unito.
Fra la selezione di sondaggi condotti a livello nazionale, in materia di islamofobia, l'osservatorio Ue ricorda quello commissionato l'anno scorso dall'Ucei (Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane) a un gruppo di esperti dell'universita' La Sapienza di Roma, in cui "oltre il 50 percento del campione di 2200 persone fra i 14 e 18 anni ha affermato che i musulmani hanno 'leggi crudeli e barbare' e 'sostengono il terrorismo internazionale'".
In Italia, come in Francia, prosegue poi il testo, "sono state condotte ricerche che dimostrano la discriminazione (per i musulmani, ndr) nella ricerca di una casa". Fra gli studi citati sull'Italia, c'è anche quello del 2005 di Medicin Sans Frontieres per cui il 40 percento dei lavoratori stagionali, di cui la maggioranza sono immigrati di religione musulmana, vivono in case abbandonate, il 35 percento in affitto e il 5 percento sono homeless. Fra gli esperimenti europei sulla via del dialogo interreligioso e interculturale, viene citata la Consulta per l'Islam italiano voluta dall'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e portata avanti da Giuliano Amato.
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