Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ostia. Grassi, l'ospedale che salva la vita ai corrieri della droga

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E' tornato alla ribalta delle cronache dopo il caso della donna venezuelana che aveva ingerito 150 ovuli per oltre due chili di cocaina. Stiamo parlando dell'ospedale Grassi di Ostia, che al suo interno ha un gruppo di dottori che negli anni si sono specializzati nel trattare i cosidetti body packers, persone che fanno del proprio corpo un contenitore per trasportare droga.
Vent'anni di operativita' e circa 1000 casi trattati, ma come ci tiene a sottolineare il dottor Remo De Bartolomeo, responsabile dell'equipe, "non esiste una vera e propria unita' operativa, semplicemente un gruppo di lavoro con specializzazione all'interno della chirurgia generale e d'urgenza dell'ospedale Grassi di Ostia, che negli anni si e' specializzata in body packers".
Esperienza che ha costretto i medici del Grassi a mettere a punto un vero e proprio protocollo di intervento. I corrieri vengono prima di tutto sottoposti a radiografie per accertare e conoscere la vera entita' degli ovuli, numero e tipologia di droga. Dopo aver accertato che il paziente non sia un consumatore di droga, viene monitorato con le analisi delle urine per constatare l'integrita' degli ovuli. Solo nel caso in cui ci fosse l'allarme di rottura i medici interverranno chirurgicamente. Normalmente il paziente, infatti, elimina gli ovuli in modo naturale, senza trattamenti invasivi.
"Il corriere  viene tenuto a letto senza nessuno stimolo farmacologico che potrebbe essere dannoso. Facciamo, invece, dei controlli per verificare l'eventuale presenza di patologie che potrebbero complicare la situazione. Con questo sistema siamo riusciti a operare un numero molto basso di persone, meno del 10% tra tutti gli assistiti".
Il protocollo dell'ospedale ha, infatti, registrato in 20 anni un solo decesso per overdose di cocaina che, come spiega il medico, "provoca convulsioni molto violente, fino a disturbi del ritmo cardiaco e la fibrillazione ventricolare e anche la morte" a differenza dell'overdose di eroina che ha piu' possibilita' di essere curata.
Sicuramente lo stimolo per gli operatori e i dottori del Grassi a crearsi una specializzazione e' la vicinanza allo scalo romano di Fiumicino, dove la maggior parte dei corrieri della droga vengono fermati. Una fonte inesauribile, ci dice il dottor De Bartolomeo, "che negli anni ci ha anche permesso di fare una sorta di identikit del trafficante".
Su 1000 casi trattati, infatti, il 70% e' di sesso maschile, di eta' compresa tra i 17 e 67 anni, per quanto riguarda la nazionalita' la maggior parte e' nigeriana e sud-americana, e, continua De Bartolomeo, "sono tutti 'contenitori' per denaro, pochissimo se si calcola il rischio, e non consumatori, spesso sottoposti a intervento chirurgico a causa complicanza legata a patologie preesistenti".
Il responsabile del gruppo di lavoro del Grassi ci parla proprio di un caso, oggetto di studio e di molte pubblicazioni, avvenuto nel 1995, "un caso che ha visto un body packers rischiare la vita perche' gli ovuli di cocaina erano andati a finire in un'ernia di cui il paziente non era a conoscenza. L'intervento e' stato necessario e delicatissimo e per fortuna non e' costato la vita al trafficante".
Cosa c'e' nel futuro di questa unita' operativa non riconosciuta? De Bartolomeo risponde auspicando che "si costituisca al piu' presto un gruppo di 'competenza' che, in collaborazione con le forze dell'ordine, possa tutelare la salute di quelle che per noi sono vittime del traffico di droga.
Ovviamente  senza ospedalizzazione, ma attraverso la creazione o l'utilizzo di strutture di osservazione e controllo sanitario".
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