Italia. Padova: parte il progetto sulle staminali autologhe contro la SLA
Ci sara' anche l'ospedale di Padova tra le 4 aziende che condurranno lo studio-pilota sul trapianto di cellule autologhe staminali nei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica. Una patologia neurologica invalidante in continuo aumento, che oggi colpisce 6.000 persone in Italia, una trentina a Padova. Una malattia che si manifesta fra i 30 e i 60 anni con una progressiva debolezza muscolare, fino all'insufficienza respiratoria e di conseguenza la morte, che subentra entro un massimo di 5 anni.
"La malattia e' provocata da un eccesso di acido glutammico che bombarda i neuroni provocandone la morte", spiega il professor Corrado Angelini, direttore del centro Malattie neuromuscolari dell'Azienda ospedaliera di Padova, che cura i casi di sclerosi laterale amiotrofica. "Lo studio che ha visto Torino apripista mondiale nella sperimentazione sull'uomo, prevede il prelievo di cellule staminali dall'anca e il trapianto, tramite intervento chirurgico, nella colonna vertebrale dove c'e' l'interruzione del collegamento neuronale".
La sperimentazione conclusa nel novembre 2002 sui primi 7 pazienti sottoposti a intervento (ancora vivi, malgrado siano stati presi in fase avanzata) ha dimostrato non esserci conseguenze in seguito al trapianto. A questo punto, dopo il via del ministero della Salute, la sperimentazione sara' allargata oltre a Torino e Padova (dove verranno arruolati una decina di pazienti) anche a Genova e Pisa, per valutare gli effetti positivi. L'equipe di specialisti padovani (un ematologo, un neurologo e un neurochirurgo) seguira' il paziente a Torino per il trapianto, mentre il decorso post-operatorio verra' seguito a Padova.
"La malattia e' provocata da un eccesso di acido glutammico che bombarda i neuroni provocandone la morte", spiega il professor Corrado Angelini, direttore del centro Malattie neuromuscolari dell'Azienda ospedaliera di Padova, che cura i casi di sclerosi laterale amiotrofica. "Lo studio che ha visto Torino apripista mondiale nella sperimentazione sull'uomo, prevede il prelievo di cellule staminali dall'anca e il trapianto, tramite intervento chirurgico, nella colonna vertebrale dove c'e' l'interruzione del collegamento neuronale".
La sperimentazione conclusa nel novembre 2002 sui primi 7 pazienti sottoposti a intervento (ancora vivi, malgrado siano stati presi in fase avanzata) ha dimostrato non esserci conseguenze in seguito al trapianto. A questo punto, dopo il via del ministero della Salute, la sperimentazione sara' allargata oltre a Torino e Padova (dove verranno arruolati una decina di pazienti) anche a Genova e Pisa, per valutare gli effetti positivi. L'equipe di specialisti padovani (un ematologo, un neurologo e un neurochirurgo) seguira' il paziente a Torino per il trapianto, mentre il decorso post-operatorio verra' seguito a Padova.
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