Italia. Padova. In progetto altri muri antispaccio
Dove ancora non ci sono muri e cancelli i cittadini di Padova di una delle zone piu' 'calde' tentano di tenere lontani spacciatori e prostitute bersagliandoli con arance lanciate dalle finestre e dai balconi.La 'guerra delle arance' e' scoppiata alcune sere fa nella zona di via Manara, non lontana da via Anelli, una strada battuta da pusher, prostitute e dai loro clienti. Come tutte le guerre che si rispettino anche questa ha le sue battaglie notturne le cui tracce si vedono al mattino: spiaccicati sul selciato restano i 'proiettilli' che hanno mancato i loro bersagli. Esasperati dal caos notturno che impedisce loro di dormire, i residenti di via Manara dicono di essere 'davvero...alla frutta'.
La strada e' nel quartiere 'Stanga', limitrofa a via Anelli, dove l' amministrazione comunale aveva realizzato un anno fa il 'muro' per tenere lontani gli spacciatori. Pochi giorni fa in un'altra area adiacente sono stati montati due cancelli in acciaio per limitare l'accesso nella strada privata che porta ad un parcheggio, diventato nuovo centro di spaccio di droga.
Soddisfatti i residenti, che restano pero in attesa che anche proprio via Manara, quella della battaglia delle arance, venga chiusa, visto che due palazzine starebbero mostrando gli stessi segni di degrado che portarono alla decisione di sgomberare il complesso 'Serenissima' di via Anelli che era diventato rifugio di spacciatori. Ma chiudere via Anelli senza fare altrettanto con la vicina via Manara, 'e' stato come soffiare sui coriandoli', dice il presidente del Comitato Stanga, Paolo Manfrin: in pratica, spiega, le attivita' si sono trasferite poco distante. Anche per questo, ha assicurato l'assessore comunale alla sicurezza Marco Carrai, ci sara' una nuova recinzione per dare una risposta immediata all'esasperazione dei residenti di via Manara. Agli abitanti che hanno impugnato gli agrumi pronti per il lancio, Carrai chiede solo di avere ancora un po' di pazienza, poiche' prima di poter procedere con gli interventi c'e' la necessità di mettere d'accordo i proprietari dei due complessi che si affacciano sul cortile che e' ritrovo soprattutto di extracomunitari.
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