Italia. Padre Sangrin: preoccupato per proposte di testamento biologico
Padre Luciano Sangrin, preside del Camillianum, un istituto legato all'ordine fondato da San Camillo de Lellis, attivo nell'assistenza sanitaria, prende le distanze dalle prospettive di testamento biologico affioranti anche in Italia. Nel periodico 'Settimana' del centro dehoniano di Bologna, parte da una ricerca svolta negli stati Uniti d'America nel 2004. Secondo i suoi risultati, pubblicati nella rivista di bioetica 'Asting Center Report' dopo anni di discussione 'solo il 18% degli americani ha il 'living will' o testamento biologico. Inoltre il 68% di coloro che hanno il living will espresso 'non lo fanno pervenire ai medici'. Tale scelta e' legata anche a una mancata 'soddisfacente conversazione' tra medico e paziente sui 'trattamenti finali'. E 'senza parlare dei costi globali che l'implementazione del living will comporta' sul sistema sanitario.
In tale contesto, Padre Sandrin spezza una lancia a favore di un sistema integrato di 'cure palliative' capace, secondo lui, di evitare la Scilla dell'accanimento terapeutico e Cariddi dell'eutanasia.
Infatti, conclude padre Sandrin 'dove le cure palliative vengono attivate con competenza, il desiderio di porre fine alla propria vita perde gran parte della spinta motivazionale da cui proviene'.
In tale contesto, Padre Sandrin spezza una lancia a favore di un sistema integrato di 'cure palliative' capace, secondo lui, di evitare la Scilla dell'accanimento terapeutico e Cariddi dell'eutanasia.
Infatti, conclude padre Sandrin 'dove le cure palliative vengono attivate con competenza, il desiderio di porre fine alla propria vita perde gran parte della spinta motivazionale da cui proviene'.
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