Italia. A Paestum il Symposium sui cannabinoidi
Il 14.mo Symposium dell'International Cannabinoid Research Society (clicca qui), tenutosi a Paestum dal 22-27 giugno, ha visto una importante presenza delle case farmaceutiche, a dimostrazione della crescente attenzione per i cannabinoidi naturali.Nella cannabis sativa, una delle varieta' di cannabis, sono stati identificate oltre 60 molecole appartenenti alla famiglia dei cannabinoidi. Si tratta di sostanze di varia applicazione farmacologica, ma tutte facenti capo a due recettori: i CB1, localizzati in diverse zone del cervello, come il corpo striato, il globo pallido, il cervelletto, la corteccia cerebrale, l'ippocampo e l'ipotalamo, e i CB2, recettori periferici il cui ruolo e' ancora da investigare.
A fare il punto sulla ricerca e sulle possibile terapie e' Il Pensiero Scientifico Editore.
Una delle proprieta' piu' interessanti della cannabis sarebbe la capacita' di rallentare il progresso di disordini neurovegetativi, come il Parkinson e l'Alzheimer, grazie a un meccanismo neuroprotettivo. Fino a oggi, il suo utilizzo piu' promettente sembra essere quello per la sclerosi multipla, come testimoniamo anche le ricerche dell'Endocannabinoid Research Group del CNR di Napoli. Da tempo sono inoltre note le sue proprieta' antalgiche e anti-infiammatorie. E studi specifici rivelano come possa essere utile per i pazienti affetti da AIDS, nei quali aumenta l'appetito, nel glaucoma, grazie alla sua capacità di abbassare la pressione oculare, e nel trattamento della nausea causata dalla chemioterapia. Infine, ci sono importanti evidenze scientifiche dell'effetto positivo della cannabis su alcuni tipi di tumore.
Ma al centro delle piu' recenti ricerche ci sono gli endocannabinoidi, sostanze scoperte alla fine degli anni '90, prodotte dall'organismo umano e in gran parte degli organismi animali.
I recettori degli endocannabinoidi sono gli stessi dei cannabinoidi, sebbene il loro ruolo nella fisiologia animale non sia ancora del tutto chiaro. Quello che si e' appurato con certezza e' che gli endocannabinoidi sono un sistema di segnaletica chimica che si attiva in condizioni di forte stress o patologiche. Tutto questo, pero', deve fare i conti con la legge. La cannabis e' sostanzialmente vietata in quasi tutti i Paesi occidentali, ma qualcosa da dieci anni a questa parte e' cambiato, grazie soprattutto alle spinte delle varie organizzazioni civili che si sono battute per il riconoscimento del diritto a curarsi con la marijuana.
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