Italia. A Palermo un fabbrica di staminali
Una 'fabbrica' di cellule staminali per la cura dei pazienti degli ospedali del Sud Italia e dei Paesi del Mediterraneo. E' la sfida che l'Ismett (Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione), in collaborazione col centro medico dell'Universita' di Pittsburgh (Stati Uniti) lancia a Palermo.
L'obiettivo a lungo termine e' realizzare nel capoluogo siciliano un centro di ricerca biotecnologica e biomedica per avviare la sperimentazione di terapie cellulari e farmaci relativi.
Il punto di partenza e' un finanziamento del ministero per l'Innovazione di cinque milioni di euro in due anni. "Ma siamo anche alla ricerca di fondi europei e americani" -spiega Bruno Gridelli, direttore scientifico dell'Ismett- vogliamo sviluppare a Palermo un centro che porti alla creazione di un incubatore di aziende biotecnologiche".
Il primo progetto che partira' ha come scopo la valutazione della sicurezza dell'uso di cellule staminali adulte provenienti dal midollo del paziente e coinvolgera' una cinquantina di gravi infartuati.
Tra qualche mese dovrebbe avviarsi anche l'attivita' di trapianto di "insulae" pancreatiche, un metodo innovativo che consente di infondere questi mini-organi, contenenti le cellule beta che producono l'insulina, al posto dell'intero pancreas nei pazienti ammalati di diabete.
L'obiettivo a lungo termine e' realizzare nel capoluogo siciliano un centro di ricerca biotecnologica e biomedica per avviare la sperimentazione di terapie cellulari e farmaci relativi.
Il punto di partenza e' un finanziamento del ministero per l'Innovazione di cinque milioni di euro in due anni. "Ma siamo anche alla ricerca di fondi europei e americani" -spiega Bruno Gridelli, direttore scientifico dell'Ismett- vogliamo sviluppare a Palermo un centro che porti alla creazione di un incubatore di aziende biotecnologiche".
Il primo progetto che partira' ha come scopo la valutazione della sicurezza dell'uso di cellule staminali adulte provenienti dal midollo del paziente e coinvolgera' una cinquantina di gravi infartuati.
Tra qualche mese dovrebbe avviarsi anche l'attivita' di trapianto di "insulae" pancreatiche, un metodo innovativo che consente di infondere questi mini-organi, contenenti le cellule beta che producono l'insulina, al posto dell'intero pancreas nei pazienti ammalati di diabete.
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