Italia. Palermo. Perquisita banca del cordone ombelicale
Le indagini della Gdf sulla banca del cordone ombelicale, che si trova nell' ospedale di Sciacca, coordinate dal procuratore Massimo Palmeri, hanno fatto emergere, dice lo stesso magistrato 'un inquietante quadro della situazione dell'istituto nel quale molti esami obbligatori sulle sacche di sangue raccolte non verrebbero effettuati e tra questi anche quelli immunologici da compiere a 6-12 mesi dalla donazione sia sulla madre sia sul bambino il cui sangue cordonale viene donato e dai quali si potrebbero evidenziare patologie infettive. Le malattie, come Aids e diverse epatiti, si potrebbero manifestare dopo la donazione sul paziente'.
Secondo la procura, all' interno della struttura ospedaliera vi 'sarebbe stata una gestione personalistica e al di fuori di ogni regola di buona amministrazione da parte del direttore che, tra l'altro, avrebbe concordato l' aggiudicazione delle forniture a ditte di suo gradimento con cui aveva stabilito preventivamente le caratteristiche e le modalita' delle forniture che sovente non sarebbero transitate per la farmacia' La banca del cordone ombelicale nacque con decreto dell' assessorato regionale alla Sanita' nel maggio '97 e nel '99 comincio' la raccolta e la criopreservazione delle cellule.
Nel 2000 venne riconosciuta come Centro di riferimento regionale per le cellule staminali da cordone collegandosi con 79 centri di raccolta di sangue cordonale che sono nelle Divisioni di Ostetricia e Ginecologia di quasi tutti gli ospedali della Sicilia. La Banca di Sciacca per il numero di unita' criopreservate, 7.359, e' al secondo posto nel mondo dopo la Banca di New York (con 16.173 unita') e al primo posto sia in Italia sia in Europa.
Il sangue placentare e' una importante sorgente di cellule staminali utilizzabili per il trapianto e i dati statistici indicano che i pazienti che hanno ricevuto il sangue placentare hanno una sopravvivenza, due anni dopo, superiore al 65%.
LA REPLICA
'Ho dedicato la mia vita alla banca del cordone ombelicale di Sciacca, mai rubando ma spesso rimettendoci di tasca'. Lo dice Calogero Ciaccio, responsabile dell' istituto di Sciacca impegnato nella ricerca sulle cellule staminali, indagato nell'ambito di un'inchiesta della guardia di finanza di Sciacca su presunte forniture e appalti irregolari gestite dalla stessa banca del cordone.
'Rispetto il lavoro degli inquirenti, ma sono certo che molto presto tutto sara' chiarito. Certo, non posso nascondere di essere profondamente amareggiato per cio' che e' successo'. La procura ha ipotizzato, nei confronti di Ciaccio e della biologa Michela Gesu', l'ipotesi di turbativa d'asta, peculato e somministrazione di farmaci scaduti.
Secondo la procura, all' interno della struttura ospedaliera vi 'sarebbe stata una gestione personalistica e al di fuori di ogni regola di buona amministrazione da parte del direttore che, tra l'altro, avrebbe concordato l' aggiudicazione delle forniture a ditte di suo gradimento con cui aveva stabilito preventivamente le caratteristiche e le modalita' delle forniture che sovente non sarebbero transitate per la farmacia' La banca del cordone ombelicale nacque con decreto dell' assessorato regionale alla Sanita' nel maggio '97 e nel '99 comincio' la raccolta e la criopreservazione delle cellule.
Nel 2000 venne riconosciuta come Centro di riferimento regionale per le cellule staminali da cordone collegandosi con 79 centri di raccolta di sangue cordonale che sono nelle Divisioni di Ostetricia e Ginecologia di quasi tutti gli ospedali della Sicilia. La Banca di Sciacca per il numero di unita' criopreservate, 7.359, e' al secondo posto nel mondo dopo la Banca di New York (con 16.173 unita') e al primo posto sia in Italia sia in Europa.
Il sangue placentare e' una importante sorgente di cellule staminali utilizzabili per il trapianto e i dati statistici indicano che i pazienti che hanno ricevuto il sangue placentare hanno una sopravvivenza, due anni dopo, superiore al 65%.
LA REPLICA
'Ho dedicato la mia vita alla banca del cordone ombelicale di Sciacca, mai rubando ma spesso rimettendoci di tasca'. Lo dice Calogero Ciaccio, responsabile dell' istituto di Sciacca impegnato nella ricerca sulle cellule staminali, indagato nell'ambito di un'inchiesta della guardia di finanza di Sciacca su presunte forniture e appalti irregolari gestite dalla stessa banca del cordone.
'Rispetto il lavoro degli inquirenti, ma sono certo che molto presto tutto sara' chiarito. Certo, non posso nascondere di essere profondamente amareggiato per cio' che e' successo'. La procura ha ipotizzato, nei confronti di Ciaccio e della biologa Michela Gesu', l'ipotesi di turbativa d'asta, peculato e somministrazione di farmaci scaduti.
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