Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Pannella e i militanti radicali, assolti in appello per la disobbedienza di piazza Navona

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"E' una sentenza importantissima, non solo per me e per i miei compagni, ma una decisione importantissima per tanti che sono in carcere, dove spesso avvengono suicidi, tanti sconosciuti". Cosi' Marco Pannella, al termine della sentenza che lo ha assolto dall'accusa di cessione di sostanze stupefacenti, emessa dalla I Sezione penale della Corte d'Appello di Roma, in merito alla disobbedienza civile del 12 ottobre del '97 in piazza Navona. "Sono felice, il senso della nostra lotta andava in difesa proprio dei tanti che sono in carcere, per tante famiglie disperate e sono felice di condividere questa assoluzione con queste persone. E con gli altri compagni autori delle manifestazioni".
La Corte ha anche assolto anche Rita Bernardini, tesoriere dei Radicali Italiani. Per Pannella e Bernardini il Procuratore Generale, Elio Costa, aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a tre mesi di carcere, convertiti poi in una pena pecuniaria di 4.186 euro. Il Pg ha invece chiesto l'assoluzione, nei confronti degli altri quattro militanti -Pier Giuseppe Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese e Mauro Zanella: il fatto non sussiste, considerato che le bustine di hashish loro sequestrate contenevano una dose non idonea a provocare effetto drogante. Per Pannella e Bernardini invece era stata ribadita la responsabilita'. Pur avvertendo la polizia della manifestazione che si sarebbe svolta, furono loro infatti a lanciare verso le persone riunite per la manifestazione le bustine contenenti la sostanza anche se in dose minima, violando in tal modo la legge sugli stupefacenti.
"E' importante dal punto di vista politico e per altri processi, che sia stata accettata la nostra tesi (della perizia Malizia-Muller) sulla dose drogante", spiega Rita Bernardini che sottolinea come questo risultato sia stato ottenuto dopo "una lotta antiproibizionista ripresa da 10 anni, dal 1995 a Porta Portese", e che comporta pesanti conseguenze per chi ha realizzato queste disobbedienze civili come il non poter essere candidati alle elezioni amministrative.
I legali della difesa, Giandomenico Caiazza e Giuseppe Rossodivita, pur precisando che sara' utile leggere le motivazioni della sentenza di assoluzione, questo processo ha comunque preso una piega importante fin dall'inizio dell'udienza, quando durante la requisitoria, il Procuratore Generale ha fatto una riflessione "sulla necessita' di non essere conformisti" in questa materia.
Lo stesso Pannella, che ha fatto dichiarazioni spontanee, al termine dell'udienza, e i suoi difensori, hanno inoltre sollevato la questione di legittimita' costituzionale rispetto all'articolo 73 del codice di procedura penale che sanziona con il carcere la cessione, a qualsiasi titolo avvenga, delle droghe cosiddette leggere.. Anche oggi i difensori degli imputati, nelle loro arringhe, hanno ripetutamente sottolineato "l'irragionevolezza" della legge che "si presenta incostituzionale sotto il profilo tecnico".
"Negli anni -ha detto l'avvocato Caiazza- abbiamo assistito a diversi pronunciamenti dei vari tribunali, ognuno diverso dall' altro, a volte anche contraddittori. Tutto cio' perche' la stessa legge non garantisce un'univocita' di giudizio".
Nicola CARLESI, Capo del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, ha cosi' commentato l'assoluzione in appello di Marco Pannella accusato, insieme ad altri, di detenzione di hashish a fini di cessione:
"La Corte sembra aver aderito alla tesi della difesa, ovvero che il principio attivo (250 mg. di hashish) era irrilevante per poter essere giudicato dannoso. La Corte di Cassazione qualche giorno fa, come e' noto, ha sentenziato che un chilo e mezzo di cocaina pura, pari ad oltre 10.000 dosi, non e' da considerarsi una ingente quantita'.
Queste sentenze dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che attualmente non ci sono regole certe circa la possibilita' di definire il discrimine tra uso personale e spaccio e che, quindi, e' necessario un intervento urgente da parte del legislatore.
Per il resto non mi sembra comunque positivo, dal punto di vista educativo e di una efficace prevenzione, assolvere chi distribuisce derivati della cannabis. Una sostanza che, contrariamente ai messaggi troppo tranquillizzanti come quello trasmesso dalla sentenza di oggi, non e' comunque priva di effetti negativi per la salute psichica soprattutto degli adolescenti."
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