Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Paola (Cs): sentenza sulla cannabis terapeutica

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Nel 1999 un impiegato e istruttore di volo di 49 anni era stato arrestato per coltivazione e detenzione di canapa indiana. Dopo l'arresto ha trascorso un anno con l'obbligo di firma fino al processo. Nel dibattimento, la difesa, composta dall'avvocato Gian Domenico Caiazza, ha sostenuto che la canapa veniva utilizzata per uso terapeutico, essendo l'imputato afflitto da uveite (una malattia che colpisce gli occhi, simile al glaucoma ma meno grave) e da reumatismi. Le foglie, inoltre, venivano usate anche come cicatrizzante e per usi alimentari, secondo una tradizione contadina consolidata in Calabria.
La "fondatezza scientifica" dell'uso terapeutico della canapa e' stata supportata dall'audizione, in qualita' di perito, del professor Fabrizio Starace, direttore dei servizi psichiatrici dell'ospedale Cotugno di Napoli e consulente dell'Organizzazione mondiale della sanita' per problemi specifici.
Cosi' la sezione distaccata del Tribunale di Paola (Cosenza) ha assolto l'imputato ritenendo "plausibile e legittimo" l'uso terapeutico della cannabis, con la formula: "il fatto non sussiste", respingendo cosi' la richiesta del Pubblico Ministero che richiedeva invece la condanna ad otto mesi.
"Si tratta di una decisione molto coraggiosa e significativa -ha detto l'avvocato Gian Domenico Caiazza- proprio nel momento in cui si e' riaperto nel paese il dibattito e la polemica sull'uso terapeutico della canapa".
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