Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Paolo Ferrero: depenalizzeremo lo spinello

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Depenalizzeremo lo spinello. Il consumo di sostanze non puo' essere trattato come un crimine. Entro il mese di settembre sara' pronto il disegno di legge da presentare in Parlamento. Al centro ci sara' una diversa filosofia. Niente carcere': l'anticipazione arriva dal ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero ed e' affidata alle colonne de 'Il Messaggero'.
"Abrogheremo la legge Fini-Giovanardi e si tornera' alla distinzione tra droghe leggere e pesanti. Non si puo' mettere sullo stesso piano cannabis ed eroina. A cio' si aggiunge l'eliminazione delle sanzioni amministrative, che nella vita di un ragazzo producono lo stesso effetto di una sanzione penale. Mi riferisco al sequestro dei documenti, della patente, del passaporto, dell'auto e del motorino". Sulle tabelle previste dalla Fini-Giovanardi, il ministro ha anticipato che 'verranno modificate, se ne occupera' il ministero della Salute. Per quello che mi riguarda ho proposto di raddoppiare la quantita' di cannabis'.
"Legalizzazione nel senso di non rendere punibile il consumo di droga". Lo precisa il ministro Ferrero parlando a Padova dopo l'intervista rilasciata oggi a 'Il Messaggero'. "La non punibilita' e' una delle strade cui si deve arrivare per tentare di togliere il terreno sotto i piedi dello spaccio e soprattutto dividere i mercati il piu' possibile: che sia impossibile che un ragazzino un giorno si compri della cannabis e la settimana dopo si compri della cocaina da fumare".

"Dopo la stanza del buco per drogarsi meglio ora diamo anche gli spinelli a tutti. Il ministro Ferrero continua imperterrito nella sua azione distruttrice. Con questo provvedimento si vuole il male per i nostri figli". Parla Isabella Bertolini, di Forza Italia. "E' una vergogna che mentre un esponente del Governo dell'unione dice cose di questa gravita' il Presidente del Consiglio faccia finta di niente pur di fare vivacchiare il suo esecutivo infischiandosi di tutto. Prodi evidentemente e' complice di Ferrero e vuole che la gioventu' italiana sia schiava della droga. Questi due signori sono una rovina per il Paese ma soprattutto per i nostri figli che sono il futuro dell'Italia".

"E' da salutare positivamente l'intenzione manifestata dal ministro Ferrero di intervenire in materia di droghe. Gia' alla ripresa parlamentare, tra qualche giorno, sara' disponibile una nostra proposta di legge per superare di slancio la legge Giovanardi, e per costruire una nuova politica in materia di droghe". Ad annunciarlo e' Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani ed esponente della Rosa nel Pugno.
"Mi appello non solo ai ragazzi, ma anche e soprattutto ai genitori. Potra' magari dispiacere sapere che il proprio figlio 'fuma uno spinello', ma l'idea che per qualche spinello possa scattare la perquisizione, l'arresto, il processo e poi una condanna penale, e' una follia".

"Mobiliteremo i giovani contro Ferrero, le nuove generazioni hanno piu' consapevolezza, non si lasceranno rintontire dagli spinelli del Ministro dei centri sociali". Lo afferma in una nota Giovanni Donzelli, presidente di Azione Universitaria. "Il ministro Ferrero, irresponsabile e provocatorio, e' sempre piu' stupefacente. Non fa altro che giocare con la vita delle giovani generazioni gia' fin troppo deboli davanti al mercato della droga che non risparmia proprio nessuno: non e' di questi esempi che hanno bisogno i nostri ragazzi. Dopo la stanza del buco, per iniettarsi in tutta tranquillita' eroina nelle vene ecco che Ferrero lancia la sua nuova sfida: depenalizzare gli spinelli perche', si legge nella sua intervista, comperare e consumare droga non e' sbagliato. Interviste di questo tipo, possono indurre adolescenti deboli e influenzabili a sottostimare il pericolo della droga; sono profondamente irresponsabili e inadeguate ad un uomo delle Istituzioni. Riteniamo inoltre folle permettere a chi usa abitualmente droga di guidare la macchina e il motorino: le sanzioni amministrative, oltre ad una funzione educativa, hanno anche una funzione di salvaguardia della incolumita' di tutti. Se la sinistra dovesse proseguire su questa strada, ci mobiliteremo in tutti gli Atenei e nelle piazze, per difendere la nostra generazione dalle droghe e da chi le difende".

"La legge Fini-Giovanardi e' sbagliata e del tutto inutile per affrontare il problema droga in Italia. Quel che occorre e' una maggiore prevenzione ed una lotta piu' severa contro il narcotraffico. Siamo d'accordo con il ministro Ferrero sulla necessita' di depenalizzare lo spinello e abrogare una legge inutile e dannosa". Lo afferma in una nota il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino, componente della commissione Affari Sociali della Camera.
"Occorre lavorare molto sulla prevenzione e affrontare il tema delle tossicodipendenze in maniera seria e scientifica. La droga e' un problema sociale che non puo' diventare un terreno di scontro ideologico che genera mostri come la Fini-Giovanardi. Il consumo di sostanze stupefacenti e' cambiato molto nel corso degli ultimi anni ed e' quindi indispensabile che degli esperti analizzino questa evoluzione, soprattutto per quanto concerne le nuove devastanti sostanze sintetiche, per dare la risposta piu' appropriata".

"L'annuncio del Ministro della solidarieta' sociale di presentare prossimamente un disegno di legge che depenalizzi lo spinello e reintroduca la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti e' davvero da irresponsabili". A parlare e' Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Sociali della Camera. "Cosi' vi e' l'intenzione di capovolgere l'obiettivo della legge Fini-Giovanardi attraverso una superata ed antiscientifica separazione tra droghe leggere e droghe pesanti. Infatti voglio ricordare che, secondo dati scientifici, l'utilizzo della cannabis e' nella maggior parte dei casi solo il primo passo verso il consumo di droghe ben piu' pesanti, quali ad esempio l'eroina. La legge approvata dal governo Berlusconi nella scorsa legislatura puntava al recupero dei giovani tossicodipendenti, alla prevenzione del fenomeno e a condannare duramente gli spacciatori e non a criminalizzare i consumatori. Quindi l'annuncio del ministro Ferrero non puo' che essere considerato insensibile verso le numerose famiglie che conoscono il fenomeno e vivono quotidianamente il dramma dei propri giovani attualmente in preda alla droga, e che vivono nella speranza che lo Stato li aiuti ad uscire da questo orribile tunnel".

Bene il ministro Paolo Ferrero con la sua intervista oggi al quotidiano "il Messaggero" in cui sostiene che a breve dovra' essere legalizzato il consumo di cannabis. Lo fa sapere l'on. Donatella Poretti, della Rosa nel Pugno.
La questione e' molto urgente, altrimenti, grazie anche alle nuove norme della legge Fini-Giovanardi il problema carcere esplodera' con piu' fragore, andando anche ben oltre i livelli precedenti l'indulto. Non solo ma e' bene che nei nostri codici comincino ad avere piu' peso norme che non penalizzino i comportamenti individuali che, come nel caso dei consumatori di spinelli, non provocano alcun danno alla societa' e all'economia.
A suo tempo, proprio per questa urgenza, avevo gia' chiesto che si procedesse con un decreto del Governo. Comunque, siccome entro l'11 settembre, alla commissione parlamentare di cui sono segretaria -Affari Sociali- dovranno pervenire le richieste di mettere all'ordine del giorno le discussioni su varie proposte di legge, tra quelle che faro' per la Rosa nel Pugno ci saranno anche i testi sulle droghe che al momento saranno stati presentati.
E' bene ricordare, infine, che la legalizzazione del consumo di cannabis e' un passo importante per evitare la commistione con quel mercato delle droghe pesanti che continua a crescere, grazie al metodo proibizionista intrapreso per combatterlo: distruzione delle piantagioni senza valide alternative per i coltivatori. E' di ieri il rapporto Onu che da' in aumento del 49% la produzione di oppio in Afghanistan, dove l'impegno dei vari Paesi nella ricostruzione e' profuso anche con questi inutili metodi proibizionisti. Questo significa che nei prossimi mesi i nostri mercati vedranno un rifiorire dell'offerta di eroina, e non e' certamente salutare che i nostri giovani continuino ad acquistare la loro erba da chi, contemporaneamente, fara' di tutto per vender loro la piu' lucrosa eroina.

"Signor ministro ci ripensi". Lo ha chiesto don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione Giovanni XXIII, al titolare del dicastero della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, in tema di depenalizzazione dello spinello.
"Oggi i giovani si trovano in una situazione gravissima. Ora si abbatte su di loro un'altra sventura: il ministro Ferrero sta preparando un decreto che sara' pronto entro settembre per depenalizzare subito lo spinello", ha detto don Benzi, ricordando i danni che provocano le droghe leggere e chiedendo la convocazione del comitato nazionale per le tossicodipendenze: il ministro "di cosa ha paura? Questo governo che vuol essere popolare annulla il consiglio di chi vive veramente con il popolo, consiglio che lo Stato stesso e' obbligato a sentire. La depenalizzazione diventa un invito a fare uso dello spinello e farlo ritenere solo un gioco che porta alla rovina". Anche perche' la legalizzazione che Ferrero vuole introdurre "in pratica e' una vera liberalizzazione".
Don Benzi ha fatto appello a Napolitano e Prodi: "L'economia e' importante, ma la vita dei nostri giovani lo e' ancora di piu'".

"Mobiliteremo i giovani contro Ferrero, le nuove generazioni hanno piu' consapevolezza, non si lasceranno rintontire dagli spinelli del Ministro dei centri sociali". Lo dichiara in una nota Giovanni Donzelli, presidente di Azione Universitaria, movimento studentesco di An a commento dell'intervista rilasciata dal Ministro della solidarieta' sociale Ferrero.
"Il ministro Ferrero, irresponsabile e provocatorio, e' sempre piu' stupefacente. Non fa altro che giocare con la vita delle giovani generazioni gia' fin troppo deboli davanti al mercato della droga che non risparmia proprio nessuno: non e' di questi esempi che hanno bisogno i nostri ragazzi".

Il consigliere regionale di An e componente la commissione Sanita' di palazzo Ferro-Fini Raffaele Zanon, esprime, in una nota, "forte preoccupazione per le posizioni espresse dal ministro Paolo Ferrero all'indomani della sua visita in via Anelli".
"Un ministro della Repubblica che parla di legalizzazione della cannabis quasi che fosse spalmabile sul pane come la nutella si accoda al coro di quanti per ignoranza erroneamente ritengono l'uso di tale sostanza innocua o tollerabile in linea con la confusione che regna nel centrosinistra sul tema della droga".
Sempre secondo Zanon "dopo la proposta insensata delle 'stanze del buco' che trasformerebbe lo Stato in spacciatore le dichiarazioni del ministro la dicono lunga sulla volonta' del governo di contrastare e ridurre l'uso di sostanze psicoattive, collegato al mercato illecito e allo sfruttamento di fasce sociali deboli e giovanili??.
"Le dichiarazioni improvvide di Ferrero non fanno altro che deresponsabilizzare la societa' e non permettono di alzare la guardia nella lotta alla droga, coniugando la repressione dello spaccio con una forte politica di prevenzione, basata sulla riaffermazione dell'illiceita' del drogarsi".

Marco Cappato, esponente radicale della Rosa nel pugno, si compiace per la posizione del ministro per la solidarieta' sociale. Intervistato da Radio radicale, Cappato definisce "molto positiva l'iniziativa del ministro Ferrero", perche' "e' importante fare di tutto perche' una persona non finisca in carcere per il fatto di consumare questa o quella sostanza". La posizione della Rosa nel pugno, spiega Capppato e' la legalizzazione, con modalita' diverse "a seconda della pericolosita' delle sostanze". "Per esempio per una sostanza quale l'eroina deve voler dire innanzitutto, come in Svizzera, la somministrazione sotto controllo medico".
Cappato chiede quindi che "si apra un dibattito anche parlamentare, e ci auguriamo possa esserlo a partire non da dati ideologici ma dalla efficacia non solo della legge Fini- Giovanardi, che e' di recentissima approvazione, ma anche delle legislazioni dei decenni scorsi attestate solo su una visione proibizionista", accusata da Cappato di "alimentare e produrre i migliori proventi della mafia e della criminalita' organizzata".
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