Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Pasticche in discoteca… sicuri che siano ecstasy?

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Non e' una regola ritenere che, in discoteca, ogni offerta di pasticche sia un'offerta di ecstasy. Pertanto i giudici -in mancanza di specifiche prove- non possono condannare per spaccio e detenzione di stupefacenti i ragazzi sorpresi ad offrire una pastiglia all'amica. Non regge il teorema per cui "per lo piu'" sarebbe l'ecstasy la pasticca piu' in voga nei locali notturni. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza numero 20966. Con questo verdetto, infatti, e' stata annullata con rinvio la condanna a 10 mesi di reclusione e 1.500 euro di multa inflitta dalla Corte d'Appello di Milano a un ventenne sorpreso in una nota discoteca milanese ad offrire una pastiglia, non meglio identificata, a una ragazza. Gli agenti in borghese che controllavano il locale avevano denunciato il giovane. In primo grado la pena era stata pesante: 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di carcere oltre a 12 mila euro di multa. In appello i magistrati erano stati piu' clementi. Ma la Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato che chiedeva di non essere condannato in base alla "pura e semplice evocazione del senso comune su cio' che per lo piu' avverrebbe nelle discoteche". E la Suprema Corte gli ha dato ragione ed ha ordinato alla Corte d'Appello di Milano di riaprire il caso cercando prove piu' concrete, come una perizia sulla sostanza, accertamenti di polizia o ammissioni di testi. Perche' non esiste nessuna regola di comune esperienza che unisca, sistematicamente, l'offerta di ecstasy al trovarsi in discoteca.
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