Italia. Patteggia il frate arrestato per possesso di cocaina: non era per me
'Consapevole che l'osservanza del vincolo del segreto avrebbe comportato per lui sicura condanna, padre Franco Marzioni ha preferito non barattare una sua possibile assoluzione con il venir meno della fiducia accordatagli dalle persone che si erano rivolte a lui.'. Cosi' gli avvocati Andrea Speciale e Emanuele Cardinali, difensori del frate arrestato nel luglio 2006 per detenzione di cocaina, hanno spiegato in una lettera la sua decisione di patteggiare una pena di sei mesi davanti al gup Paola Moscaroli.La missiva, consegnata dai legali ai giornalisti al termine dell'udienza di oggi, e' pubblicata 'anche al fine di evitare il rischio che la notizia (del patteggiamento; ndr) possa essere accolta in modo non aderente al vero'. La scelta di padre Marzioni, spiegano gli avvocati, 'e' stata dettata esclusivamente dalla sua volonta' di non coinvolgere nel procedimento penale (neppure come testimoni) le famiglie dei tossicodipendenti che, per la sua attivita' di sacerdote e di educatore, si erano rivolte a lui. Da quelle famiglie che gli hanno dato fiducia, chiedendogli un aiuto per consentire ai figli di uscire dalla difficile situazione in cui si trovano, padre Franco ha ricevuto il materiale che gli e' stato sequestrato nel corso delle indagini'.
Dunque, il religioso ha scelto di 'rischiare di sacrificare la propria dignita' ed onorabilita' anziche' quella degli altri'.
'Il desiderio di padre Franco e' ora di lasciarsi alle spalle la vicenda che lo ha visto incolpevole protagonista, per continuare con serenita' a prodigarsi nell'interesse di chi ne ha bisogno, sostenuto anche dalle centinaia di attestati di stima ed affetto tributategli da chi ha avuto modo di conoscerlo'.
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