Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. A Pavia un convegno e un appello sulle staminali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Uova di rana, ovociti, speciali terreni di coltura sono soltanto alcuni degli strumenti grazie ai quali il mondo scientifico internazionale sta facendo un nuovo passo in avanti verso la possibilita' di trasformare le cellule staminali in una concreta opportunita' per la medicina del futuro. Una delle scommesse e' 'far ringiovanire' le cellule adulte direttamente in laboratorio, senza passare per la formazione di embrioni e i primi risultati in questo campo sono incoraggianti.
Le ricerche piu' recenti in questo campo di frontiera presentate al convegno di Pavia del 16 maggio, organizzato dai dipartimenti di Scienze chirurgiche e di Biologia animale, e che ha riunito i protagonisti della ricerca sulle cellule staminali a livello internazionale, come il pioniere delle ricerche sulla clonazione John Gurdon, del Centro britannico per la ricerca sul cancro della Wellcome Trust, il papa' di Dolly Keith Campbell, dell'universita' di Nottingham, e ricercatori italiani che stanno lavorando in questo settore di frontiera all'estero, come Camillo Ricordi, autore di lavori si primo piano sul diabete nell'universita' di Miami, Tizano Barberi dello Sloan-Kettering Institute e Michele Boiani dell'Istituto di Biologia molecolare Max Planck di Muenster. Il mondo scientifico festeggera' cosi' i 100 anni del Nobel a Camillo Golgi e alle sue ricerche sul cervello, il primo Nobel nella biomeidicina frutto di un lavoro interamente fatto in Italia nonche' il nome piu' citato nella letteratura scientifica mondiale.
Gli esperti di cellule staminali di tutto il mondo hanno deciso di celebrarlo confrontandosi sui risultati scientifici piu' avanzati finora raggiunti nel settore. 'Un'analisi da affrontare con una mente aperta, perche' sia la ricerca sulle staminali adulte tanto quella sulle embrionali devono essere entrambe esplorate', ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia, Carlo Alberto Redi, che organizzato il convegno insieme a Paolo Dionigi, dell'Istituto di Chirurgia epatopancreatica, e Mario Vigano', dell'Istituto di Cardiochirurgia.
'Le cellule staminali -ha aggiunto Redi- sono il materiale biologico ideale per la rigenerazione dei tessuti e degli organi danneggiati'. Le promesse di questo settore della ricerca sono molte, anche se il passaggio per trasformare queste conoscenze in future cure richiedera' ancora molto tempo.
Tuttavia, la comunita' scientifica e' consapevole di vivere un momento rivoluzionario. Insieme alla grande rivoluzione portata dalle scienze biologiche, la ricerca sulle cellule staminali 'e' uno dei motori del progresso sociale ed economico nei Paesi avanzati', ha detto Redi. 'Oggi le societa' occidentali vivono di applicazioni che nascono dall'avanzamento del sapere e non c'e' dubbio che in Italia la vera questione e' quella scientifica.'. Secondo l'esperto 'sara' possibile portare l'Italia fuori dal decino che sta vivendo solo investendo in ricerca e capitale umano. Soltanto cosi' il Paese puo' sperare di uscire dalla situazione in cui si e' trovato. E' sulla questione scientifica e sul capitale umano che si deve intervenire. E' un dovere per le generazioni future'.

Piu' finanziamenti per la ricerca e piu' attenzione alle opinioni degli scienziati nelle decisioni relative alla ricerca scientifica, attivita' cruciale per lo sviluppo economico del Paese. E' l'appello lanciato ai neoministri chiamati ad occuparsi di Ricerca, Fabio Mussi, e Salute, Livia Turco, dai maggiori esperti italiani e internazionali di cellule staminali, riuniti a Pavia in occasione del convegno organizzato per i 100 anni del Nobel a Camillo Golgi.
Ecco il testo dell'appello: ' Signori Ministri, oggi in Pavia celebriamo i cento anni del primo Nobel italiano, assegnato ad un ricercatore, Camillo Golgi, il cui lavoro fu tutto svolto in Italia.
Gli organizzatori ed i partecipanti al convegno desiderano ancora una volta sottolineare il ruolo centrale che la scienza e la ricerca vengono a svolgere nelle economie delle societa' occidentali. Fatto, questo, che pare dimenticato nel nostro Paese.
I valori che discendono dall'avanzamento delle conoscenze svolgono un ruolo cruciale nella ridefinizione di concetti di democrazia, cittadinanza e coesione sociale. Cittadini a pieno titolo saranno coloro che potranno accedere, al di la' di datita' naturali, etnie o censo, alle applicazioni dei nuovi saperi delle scienze.
La vera questione del nostro Paese e' la questione scientifica: investire in ricerca e' il modo piu' efficace per arrestare il declino del Paese e per avviare un nuovo sviluppo.
In questo contesto gli scienziati devono avere piu' potere: devono essere ascoltati e consultati nelle scelte di indirizzo strategico.
Inoltre solo una corretta informazione portata a tutti i cittadini permettera' loro una piena autonomia nelle decisioni che attengono alla sfera individuale. Fiduciosi in una forte attenzione delle istituzioni nei confronti della ricerca scientifica, Vi auguriamo buon lavoro'.
'Cari amici, il vostro appello non restera' inascoltato. Il governo che oggi entra in carica condivide pienamente il punto che sollevate: la questione della ricerca, della conoscenza e della scienza e' assolutamente centrale per avviare un nuovo sviluppo. Il programma con cui il centrosinistra ha vinto le elezioni e' chiarissimo su questo, e si pone l'obiettivo di un forte investimento, anche economico'. Lo afferma Fabio Mussi, neo ministro alla Universita' e ricerca, in risposta all'appello. 'Condivido pienamente anche la sottolineatura sul maggiore potere che deve esercitare la comunita' scientifica. Sperando d'incontrarvi presto, intanto vi ringrazio della sollecitazione e dell'attenzione dimostrata. Tenteremo di fare un buon lavoro', prosegue Mussi.
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