Italia. Pedrizzi (An): "menzogne tossiche contro la nuova legge"
Il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito, ha nuovamente difeso la cosiddetta "Legge Fini" sulle droghe."Siamo di fronte -dice- a una scelta di campo ben precisa: vogliamo ridurre concretamente l'impatto di questa drammatica piaga nella nostra societa' o preferiamo guardare da un'altra parte, raccontandoci la storiella che in fondo la droga, se presa con intelligenza, non fa poi cosi' male? La prima strada presuppone fermezza e amore ed e' quella imboccata dalla legge Fini antidroga e antispaccio. La seconda e' quella di chi avversa questo provvedimento. Con questa legge vogliamo alzare la guardia nella lotta alla droga. E' da troppo tempo, infatti, che si trasmettono ai giovani messaggi nocivi che hanno effetti deleteri nella societa'. "L'assunzione di uno stupefacente, soprattutto la cannabis, e' oramai considerato un fatto naturale. Nessuno, si fa domande, lo Stato non lo punisce, lo tollera, lo permette e allora va bene. L'attuale legislazione e' del tutto incongruente ed inefficace, per colpa dello sciagurato referendum antiproibizionista del 93 che, mutilando la buona legge Jervolino-Vassalli, ha di fatto legalizzato il consumo della droga, rendendo assolutamente labile, a causa dell'eliminazione del concetto di dose media giornaliera, il confine fra la detenzione ad uso personale e quella a fine di spaccio. Oggi ci troviamo di fronte ad una sorta di vuoto legislativo nel quale la magistratura imperversa, sostituendosi al legislatore e andando a tentoni alla ricerca di paletti, che devono essere fissati per legge".
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