Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Perduca: proibisci oggi proibisci domani, aumenta il consumo...

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Secondo un'anticipazione della relazione annuale sulle tossicodipendenze il primo contatto con la "droga" avverrebbe a 11 anni, mentre dai 15-16 l'uso di sostanze illecite non sarebbe piu' occasionale e riguarderebbe nella maggioranza dei casi soprattutto cannabinoidi
Per Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista: "Quanto contenuto nella relazione del Governo Berlusconi conferma le tendenze italiane degli ultimi due decenni in materia di consumo di sostanze stupefacenti illecite e quanto gli antiproibizionisti radicali denunciano da sempre in merito ai fallimenti del proibizionismo sulle 'droghe'. Il documento getta anche le basi per il contrattacco del Governo che, in perfetta continuazione col passato, ha annunciato il lancio di un fantomantico 'Sistema di allerta rapido' che, secondo il Dottor Fantoma prevedrebbe 'il coinvolgimento delle forze dell'ordine per il sequestro delle sostanze; degli esperti per l'immediata analisi delle stesse; degli operatori del 118, dei pronto soccorsi e dei servizi per la diffusione della conoscenza dei loro effetti' al fine di aggiornare, magari di concerto coi partner europei, il monitoraggio che in Italia 'e' stato molto antiquato'.
"Quanto contenuto nella Relazione 2005 non dovrebbe meravigliare ne' i politici ne' gli operatori del settore; anzi -magari anche a seguito del dibattito sulle proibizioni in materia di ricerca scientifica che in questi giorni ha visto nascere schieramenti trasversali 'anti-proibizionisti'-, invece che essere meramente ratificato dal Parlamento, quanto presentato nel testo dovrebbe fungere da scintilla per l'accensione di un dibattito politico che dall'identikit del consumatore si sposti alle politiche di governo del fenomeno 'droghe', anche perche' la qualita' della prima risposta governativa e' piuttosto preoccupante. Infatti, secondo un'ANSA dell'8 giugno, il Governo ha annunciato di voler affrontare il problema puntando a una "collaborazione congiunta fra istituzioni e privato sociale e non privilegiare alcuno strumento su altri (il metadone piuttosto che le comunita', oppure i sert)" il tutto mirando "alla soluzione del problema con uno sguardo globale alla persona".
"Come la ricerca scientifica, il problema delle 'droghe' riguarda la 'globalita' della personae' ed e' quindi un problema politico e come tale va affrontato. Questioni sanitarie e di ordine pubblico sono sicuramente presenti e importanti, ma non sono la radice a cui puntare per governare la questione. Senza l'avvio di un dibattito sulla regolamentazione legale del consumo, e quindi produzione e commercio, di quanto oggi e' proibito, le tendenze italiane, come quelle del resto del mondo, resteranno tutte volte all'aumento della presenza di tutte le sostanze illecite."
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