Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Perugia. Comune si costituira' parte civile contro spacciatori?

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Dopo due nuove morti per droga avvenute ieri e l' appello 'disperato' al sindaco da parte della madre di un giovane ucciso dall' eroina, il Comune di Perugia 'valutera' la possibilita' di costituirsi parte civile contro gli spacciatori come ha fatto, con successo, nei procedimenti a carico degli sfruttatori delle donne costrette a prostituirsi': lo ha annunciato il sindaco, Renato Locchi.
'L' appello disperato di una madre che ha pagato un prezzo cosi' drammatico alla piaga della droga -ha detto il sindaco- non puo' lasciare indifferenti'.
'Quello della droga  non e' un problema di ordine pubblico, ma una emergenza sociale contro la quale mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione, educazione e cura di cui disponiamo. A Perugia esiste una rete di servizi, associazioni, iniziative che funzionano. Del resto il tessuto sociale della citta' e' sano e rappresenta ancora il miglior meccanismo di tutela contro la tentazione che deriva degli stupefacenti. Gli spacciatori invece sono un problema di ordine pubblico'.
'Perugia  e' diventata, nostro malgrado, un crocevia del traffico, un punto di incontro di venditori e compratori che arrivano da tutta l' Italia centrale.
Talvolta questo drammatico turismo del narcotraffico finisce in dramma, ma, morti a parte, non meno drammatico e' lo spettacolo di degrado umano, sofferenza, emarginazione che la dipendenza alla droga induce. E' uno spettacolo che vediamo tutti i giorni e contro il quale il Comune continua a sollecitare interventi da parte di chi ha il compito istituzionale di proteggere la citta''.
'Purtroppo  dobbiamo prendere atto che l' attivita' di contrasto e' insufficiente. Se da un lato le forze dell' ordine hanno saputo mettere a segno importanti risultati nella lotta quotidiana allo spaccio, dall' altro dobbiamo dire che il fenomeno non regredisce'.
Ieri, dopo la morte per overdose di un colombiano di 20 anni e di un ventottenne perugino, una donna, a nome di un gruppo di madri di giovani uccisi dall' eroina, aveva scritto una lettera aperta al sindaco: 'Da lei - aveva scritto, fra l' altro - non abbiamo mai sentito la voce grossa, l' urlo 'basta''.
'Alla signora  dico che la sua protesta e' anche quella di tutta la citta''.
In passato il Comune si era costituito parte civile in alcuni procedimenti per sfruttamento della prostituzione e -primo in Italia, secondo i legali dell' ente- aveva ottenuto il riconoscimento del danno patrimoniale e d' immagine subito.
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