Italia. Perugia. Confronto medici-giuristi sull'eutanasia
Il miglior modo per curare ogni tipo di malato e' averne cura. Lo ha sottolineato questa sera il professor Adolfo Puxeddu, preside della facolta' di medicina dell'Universita' di Perugia e presidente del comitato etico regionale, intervenendo nel capoluogo umbro a un convegno promosso dal Soroptimist international club.
'Scelte del paziente, accanimento terapeutico ed eutanasia' il tema della tavola rotonda.
Il professor Puxeddu ha ricordato che la legge italiana non prevede l'eutanasia ma anche come l'accanimento terapeutico sia vietato dal codice etico dei medici. 'Il problema principale dei pazienti definiti in fase terminale - ha aggiunto - e' il dolore e quindi e' importante il ricorso alle cure palliative per non farli soffrire'. Riguardo alla necessita' di assistere al meglio i malati, il presidente del comitato etico ha spiegato che quando non si determinano le condizioni socio-economiche necessarie 'si creano situazioni dirompenti per le famiglie'.
'E' quindi necessario un supporto sanitario per i malati, ma anche psicologico per chi gli sta vicino'.
In apertura della tavola rotonda il vicedirettore della Nazione Mauro Avellini ha ricordato il caso di Piergiorgio Welby esaminato in queste ore dal tribunale di Roma.
Sugli aspetti giuridici della questione si e' invece soffermato il magistrato Fausto Cardella, consigliere di Cassazione. 'La legge non prevede che si possa staccare la spina. Una possibilita' alla quale si lascia spazio nella Costituzione che pero' si rivolge al legislatore con precetti generali che poi devono essere riempiti da delle norme.
L'unico riferimento in tal senso e' l'articolo 579 del codice penale che punisce l'omicidio del consenziente. La vita e' infatti per la legge un bene indisponibile che non puo' essere tolto da alcuno, nemmeno con il consenso dell'interessato'.
'Casi complessi, carichi di implicazioni giuridiche, scientifiche ed etiche proposti negli ultimi mesi dai media (Terry Schiavo, Eluana Englaro e piu' recentemente Piergiorgio Welby) - ha spiegato la presidente del Soroptimist club di Perugia Laura Paglicci Reattelli - hanno riaperto il dibattito su temi legati alle scelte di fine vita, al prolungamento forzato della sopravvivenza, al confine tra accanimento terapeutico, suicidio assistito ed eutanasia creando profonde divisioni tra gli operatori sanitari e nella classe politica'.
Il convegno si svolge nell'ambito delle iniziative per il Soroptimist day.
'Scelte del paziente, accanimento terapeutico ed eutanasia' il tema della tavola rotonda.
Il professor Puxeddu ha ricordato che la legge italiana non prevede l'eutanasia ma anche come l'accanimento terapeutico sia vietato dal codice etico dei medici. 'Il problema principale dei pazienti definiti in fase terminale - ha aggiunto - e' il dolore e quindi e' importante il ricorso alle cure palliative per non farli soffrire'. Riguardo alla necessita' di assistere al meglio i malati, il presidente del comitato etico ha spiegato che quando non si determinano le condizioni socio-economiche necessarie 'si creano situazioni dirompenti per le famiglie'.
'E' quindi necessario un supporto sanitario per i malati, ma anche psicologico per chi gli sta vicino'.
In apertura della tavola rotonda il vicedirettore della Nazione Mauro Avellini ha ricordato il caso di Piergiorgio Welby esaminato in queste ore dal tribunale di Roma.
Sugli aspetti giuridici della questione si e' invece soffermato il magistrato Fausto Cardella, consigliere di Cassazione. 'La legge non prevede che si possa staccare la spina. Una possibilita' alla quale si lascia spazio nella Costituzione che pero' si rivolge al legislatore con precetti generali che poi devono essere riempiti da delle norme.
L'unico riferimento in tal senso e' l'articolo 579 del codice penale che punisce l'omicidio del consenziente. La vita e' infatti per la legge un bene indisponibile che non puo' essere tolto da alcuno, nemmeno con il consenso dell'interessato'.
'Casi complessi, carichi di implicazioni giuridiche, scientifiche ed etiche proposti negli ultimi mesi dai media (Terry Schiavo, Eluana Englaro e piu' recentemente Piergiorgio Welby) - ha spiegato la presidente del Soroptimist club di Perugia Laura Paglicci Reattelli - hanno riaperto il dibattito su temi legati alle scelte di fine vita, al prolungamento forzato della sopravvivenza, al confine tra accanimento terapeutico, suicidio assistito ed eutanasia creando profonde divisioni tra gli operatori sanitari e nella classe politica'.
Il convegno si svolge nell'ambito delle iniziative per il Soroptimist day.
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