Italia. Perugia: tra i tossicodipendenti irrompono gli psicofarmaci al posto dell'eroina
Si iniettano psicofarmaci per stordirsi: dopo l' assunzione contemporanea di eroina e cocaina, sembra essere questa la nuova tendenza tra i tossicodipendenti di Perugia che utilizzano sempre di piu' antipsicotici, ansiolitici e antidepressivi al posto delle sostanze stupefacenti che tradizionalmente si trovano sul mercato.
"Normalmente questi farmaci vengono prescritti dai medici per controllare i sintomi delle malattie psichiatriche -ha spiegato la dottoressa Claudia Covino del Sert di Perugia- mentre gli assuntori di droghe ricercano gli effetti collaterali, quelli sulla memoria, che normalmente questi medicinali procurano se presi in grandi dosi. Ma non bisogna generalizzare, il 70 per cento degli utenti del Sert assume ancora prevalentemente eroina, anche se c'e' una fascia sempre piu' grande dei cosiddetti poliassuntori che passa da una sostanza all'altra e che, assumendo dosi elevate di psicofarmaci, punta quasi ad un annullamento delle sensazioni. Va anche detto che questi medicinali si trovano facilmente in farmacia ed hanno un costo ridotto rispetto all'eroina e alla cocaina, anche se poi, per averli, bisogna presentare la ricetta del medico".
Il fenomeno e' stato riscontrato anche dagli operatori del Cabs (Centro di accoglienza a bassa soglia), di piazza Grimana e dai poliziotti di quartiere che controllano il centro storico di Perugia. "Chi viene al Cabs -hanno spiegato gli operatori- ha sempre fatto uso di questi farmaci in sostituzione della droga, ma negli ultimi tempi il consumo e' esploso e gli psicofarmaci vengono scelti come sostanza primaria e non in alternativa della droga. Al Cabs arrivano ragazzi in stato di incoscienza e per noi e' un problema".
Per i poliziotti di quartiere "questi ragazzi si preparano le dosi da soli con gravi rischi per la salute. Inoltre, sotto l'effetto di questi medicinali sono completamente assenti e rischiano di creare disagi non solo a loro stessi, ma anche agli altri". Per procurarsi i farmaci i tossicodipendenti sarebbero arrivati a falsificare le prescrizioni mediche. "Per quattro o cinque volte consecutive -racconta un farmacista del centro storico di Perugia- un ragazzo si e' presentato con una ricetta di uno psicofarmaco prescritta da una dottoressa che non conoscevo. Ho scoperto -telefonando all' ordine dei medici- che non esisteva. La ricetta probabilmente era stata riprodotta al computer".
"Normalmente questi farmaci vengono prescritti dai medici per controllare i sintomi delle malattie psichiatriche -ha spiegato la dottoressa Claudia Covino del Sert di Perugia- mentre gli assuntori di droghe ricercano gli effetti collaterali, quelli sulla memoria, che normalmente questi medicinali procurano se presi in grandi dosi. Ma non bisogna generalizzare, il 70 per cento degli utenti del Sert assume ancora prevalentemente eroina, anche se c'e' una fascia sempre piu' grande dei cosiddetti poliassuntori che passa da una sostanza all'altra e che, assumendo dosi elevate di psicofarmaci, punta quasi ad un annullamento delle sensazioni. Va anche detto che questi medicinali si trovano facilmente in farmacia ed hanno un costo ridotto rispetto all'eroina e alla cocaina, anche se poi, per averli, bisogna presentare la ricetta del medico".
Il fenomeno e' stato riscontrato anche dagli operatori del Cabs (Centro di accoglienza a bassa soglia), di piazza Grimana e dai poliziotti di quartiere che controllano il centro storico di Perugia. "Chi viene al Cabs -hanno spiegato gli operatori- ha sempre fatto uso di questi farmaci in sostituzione della droga, ma negli ultimi tempi il consumo e' esploso e gli psicofarmaci vengono scelti come sostanza primaria e non in alternativa della droga. Al Cabs arrivano ragazzi in stato di incoscienza e per noi e' un problema".
Per i poliziotti di quartiere "questi ragazzi si preparano le dosi da soli con gravi rischi per la salute. Inoltre, sotto l'effetto di questi medicinali sono completamente assenti e rischiano di creare disagi non solo a loro stessi, ma anche agli altri". Per procurarsi i farmaci i tossicodipendenti sarebbero arrivati a falsificare le prescrizioni mediche. "Per quattro o cinque volte consecutive -racconta un farmacista del centro storico di Perugia- un ragazzo si e' presentato con una ricetta di uno psicofarmaco prescritta da una dottoressa che non conoscevo. Ho scoperto -telefonando all' ordine dei medici- che non esisteva. La ricetta probabilmente era stata riprodotta al computer".
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