Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Pessina: testamento biologico lesivo della dignita' della persona umana malata

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, che da sempre ha sostenuto la legittimita' morale della sospensione dei trattamenti quando diventano accanimento terapeutico, esprime un giudizio assolutamente negativo nei confronti del cosiddetto testamento di vita, proposto da Umberto Veronesi e oggi avallato da alcuni notai.
Il testo reso noto, secondo il direttore del Centro di Bioetica Adriano Pessina, 'oltre ad essere generico e fuorviante, gravemente lesivo della dignita' della persona umana malata, il cui valore non dipende certo dal criterio di riferimento ad una normale vita di relazione, costituisce le premesse per una prassi di totale abbandono terapeutico dei molti pazienti che potrebbero, con l'ausilio della tecnologia, continuare a vivere e, in molti casi, ad esprimere la loro personalita''.
Pessina spiega che stupisce che 'una simile impostazione venga proposta da un medico e da un ricercatore che ha sempre sostenuto la necessita' di promuovere la ricerca per migliorare le condizioni di vita dei pazienti'.
'Il problema oggi non e' quello dell'accanimento terapeutico (che riguarda pochi casi e potrebbe essere risolto con un'adeguata formazione dei medici e del personale di assistenza), ma quello di un vero e proprio abbandono sociale e terapeutico delle persone. Abbandono che, insieme con l'eutanasia, sembra segnare una sorta di implicito rifiuto della persona malata, vista come un costo economico ed un peso esistenziale'.
Il Centro di Bioetica auspica cosi' che l'Ordine dei Medici, l'associazione dei pazienti e la stessa societa' civile 'rifiutino questa demonizzazione della tecnologia e della medicina di supporto vitale. La cessazione dell'accanimento terapeutico nasce, infatti, all interno di una cultura propositiva, che ha il senso della proporzionalita' degli interventi, della dignita' intrinseca di ogni persona e del suo irripetibile valore sociale e per questo sa coniugare il senso del limite con il rispetto della persona, al di fuori, comunque, di qualsiasi atteggiamento rinunciatario'.

Cinquecento medici aderenti all' associazione professionale Medicina e Persona riuniti in convegno hanno espresso 'estrema preoccupazione' per la proposta di Umberto Veronesi di un testamento biologico, 'che rappresenta uno stravolgimento del rapporto medico-paziente, con conseguenze imprevedibili sulla pratica clinica quotidiana'.
''Introdurre un atto notarile per regolare un rapporto innanzitutto umano, spesso drammatico ed unico, diverso da paziente a paziente, appartiene ad una concezione antropologica che troppo facilmente si arrende di fronte alla fatica ed all' impegno di un' assistenza garantita fino alla fine", ha scritto l'associazione. "L' iniziativa di Veronesi, che, si noti bene, non ha alcun valore ne' legale ne' vincolante per la decisione medica, e' solo una provocazione culturale bene architettata e sorprendentemente sostenuta in modo unilaterale dai principali mass media, che interviene in modo fuorviante a regolamentare situazioni che non hanno nulla a che fare con un reale accanimento. Le professioni infatti hanno gia' ben codificato indicazioni sulla proporzionalita' e straordinarieta' degli interventi. Il documento prefigura invece un vero e proprio abbandono terapeutico 'preventivo' da attuarsi in caso di malattia grave o invalidante. Cio' in base a un concetto di qualita' di vita ideologico e non fondato su elementi oggettivi che, in un contesto sensibile alla scarsita' di risorse, espone al pericolo di scelte opportunistiche non certo controllate dal paziente''.
"E' a partire dal riconoscimento della dignita' della persona che si promuove la qualita' della vita, non il contrario", dice Felice Achilli, Presidente di Medicina e Persona. "E' evidente che farsi carico delle situazioni che emergono in condizioni estreme di bisogno significa intervenire sulla cultura della societa' e sulle risorse del sistema creando le condizioni (hospice, strutture intermedie, sostegno alle famiglie che ospitano disabili, ecc.) per cui i pazienti di qualsiasi condizione possano avere la certezza di essere assistiti in piena dignita'".

Il testamento biologico secondo Verionesi "oltre ad essere inaccettabile dal punto di vista etico, e' incostituzionale e giuridicamente contrario al nostro ordinamento, perch, costituisce una via d'accesso, una corsia preferenziale, il grimaldello per l'autorizzazione dell'eutanasia, del suicidio assistito e dell'abbandono terapeutico, e nulla ha a che vedere con il dovere di evitare forme di accanimento terapeutico".
Lo sostiene l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN. "Altra cosa, ben diversa, e' la proposta di dichiarazione anticipata di trattamento approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003, che ci vede d'accordo. Tale proposta, infatti, dice no sia all'eutanasia (cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte) sia all'accanimento terapeutico (cioe' alle cure ormai inefficaci), stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico".
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