Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Pianta di marijuana sulla tomba di chi la consumava contro i dolori del cancro

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Non era un fumatore di 'canne' di marijuana che, morendo, aveva voluto sfidare la legge ed i suoi congiunti non sono trafficanti di droga. La pianta di canapa indiana scoperta la scorsa settimana a Levanto (La Spezia) sulla tomba di un giovane di 25 anni morto per un tumore al cervello veniva coltivata per eseguire le sue ultime volonta', in segno di riconoscimento per le qualita' terapeutiche della pianta.
I carabinieri, che hanno scoperto la pianta, hanno denunciato i genitori del defunto, il fratello e la fidanzata di questi per coltivazione illegale di canapa. Ma la sua, spiegano gli amici e gli avvocati, e' una normale e rispettabile famiglia di lavoratori.
Giovanni (il nome e' di fantasia) aveva chiesto quell'ultimo gesto al fratello maggiore, mettere una pianta di canapa indiana sulla tomba, per motivi personali. Dopo avere lottato con tutte le forze contro il cancro che lo aveva aggredito, il giovane aveva fatto ricorso anche alla marijuana, su prescrizione dei medici, per alleviare le crisi sempre piu' dolorose. Prima di cedere, Giovanni era anche andato a Milano e si era sottoposto a quattro operazioni chirurgiche presso l' Istituto Besta. I medici gli avevano poi preparato un protocollo terapeutico che prevedeva anche l' assunzione di marijuana, in flebo e in pastiglie, da usare in particolare per lenire gli attacchi epilettici che lo assalivano negli ultimi periodi di vita.
La pianta accanto alla lapide e' un simbolo, oltre che un ornamento, come sottolineano gli avvocati di famiglia. Finora, e' costata pero' una denuncia penale a carico dell'intera famiglia del giovane morto.
"Quando ho visto le locandine dei giornali -ha spiegato oggi l'avvocato Fiorenzo Celasco, legale e amico della famiglia - non riuscivo a credere ai miei occhi. Sono stati indicati come dei coltivatori di canapa che addirittura andavano a sistemare le piante sulla tomba del figlio. Niente di piu' sbagliato. Sono amico dei due fratelli, conosco bene i genitori e ho seguito da vicino il loro dramma".
La notizia era stata data dai carabinieri di Levanto, che avevano spiegato di avere scoperto casualmente la pianta di canapa tra le tombe del cimitero del piccolo paese ligure. Era seguita una indagine, erano stati compiuti appostamenti per giorni. Poi, una mattina, alla tomba si e' fermata una ragazza che si e' presa cura della pianta innaffiandola. Sono iniziati nuovi accertamenti ed e' stato scoperto che la giovane e' fidanzata con il fratello del ragazzo sepolto nella tomba, morto quattro mesi fa per il tumore. L'indagine e' proseguita a casa del giovane, che vive insieme ai genitori, e nel giardino e' stata trovata una seconda pianta di canapa. Tutti i componenti della famiglia rischiano ora una condanna dai due ai sei anni.
"Abbiamo parlato con il pm della Spezia -ha detto l'avvocato Celasco- e le abbiamo fornito nuovi elementi sulla vicenda. Ora chiederemo un'audizione degli interessati per chiarire ogni aspetto e per chiedere che il campo degli indagati sia circoscritto solo al fratello". La pianta -e' la tesi della difesa- e' stata coltivata per uso ornamentale, la sua coltivazione rientra nel caso di uso domestico. Ma all'avvocato preme soprattutto difendere il nome del defunto e della famiglia: "e' stato un terribile equivoco".
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