Italia. Pic: bene decreto Turco su farmaci cannabis, ora si muova l'Aifa
"Sono molto felice del decreto del ministero della Salute che permette la vendita dei farmaci cannabinoidi in Italia". Lo afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama."È una scelta di civilta', di attenzione e di cura verso i tantissimi malati che, sino a oggi, per avere quei farmaci dovevano ricorrere a procedure complicatissime, quasi impossibili e quindi proibitive, oppure erano costretti a importarli illegalmente in Italia. Infatti, quei medicinali -difficile da credere ma vero- venivano considerati al pari di una droga".
"Il gruppo Verdi-Pdci ha lavorato molto, assieme alla commissione Sanita' del Senato, per raggiungere questo risultato. Cosi' come ha lavorato in questa direzione il ministro Livia Turco, alla quale desidero esprimere un apprezzamento sincero".
"Il via libera ai farmaci cannabinoidi ha un valore soprattutto morale, adesso hanno la dignita' che spetta loro". E' soddisfatto del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato scorso, Alberto Sciolari, vicepresidente dell'associazione 'Pazienti impazienti cannabis', malati che si curano appunto con queste sostanze. "Anche se- dice- a livello pratico non e' automatica la loro commercializzazione in farmacia, in quanto ancora non e' stato dato il via libera da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa)". Il 'delta-9-tetraidrocannabinolo' e 'trans-delta-9-teatraidrocannabinolo' sono stati inseriti come antidolorifici nella tabella II dal decreto del ministero della Salute, pubblicato poi in Gu, perche' rivelatisi efficaci nella trattamento delle patologie neuro-degenerative come la sclerosi multipla. "Il ministero ha gia' chiesto il parere dell'Aifa, ma l'Agenzia ancora non si e' espressa.
L'importante e' che ora c'e' il riconoscimento dell'inserimento della cannabis nella farmacopea italiana e che i medici non debbono piu' temere rappresaglie quando la prescrivono ai loro pazienti". Dopodiche' auspica: "Speriamo non ci vogliano anni perche' i medici lo capiscano e si adeguino".
Certo, aggiunge Sciolari, "c'e' il rischio che poi vengano autorizzati solo i farmaci sintetici, cioe' le pasticche e non la sostanza naturale". Il portavoce dei pazienti fa riferimento a tre farmaci naturali che sono invece stati autorizzati dal governo olandese.
"Il rischio- sottolinea il rappresentante dell'associazione 'Pazienti impazienti cannabis'- e' che molti pazienti muoiano prima di riuscire a ricevere questi farmaci dall'Olanda o che debbano pagarli sino a 300 euro".
Sciolari ricorda poi che le piante di cannabis "hanno ognuna un fenotipo diverso ed e' stato scoperto che ciascuna di loro ha un effetto diverso sulle varie malattie". In conclusione, la richiesta e' che "si faccia anche ricerca e che non si puniscano i pazienti che, in mancanza di accesso legale a questa terapia, coltivano le loro piante in casa senza dare fastidio a nessuno".
"Giusto e corretto" il via libera in Gazzetta Ufficiale ai derivati della cannabis terapeutica che si sono dimostrati efficaci nel trattamento del dolore di patologie neurovegetative come la sclerosi multipla. Rosanna Cerbo, docente e direttore del Centro di medicina del dolore del Policlinico Umberto I di Roma, plaude al decreto del ministero della Salute pubblicato sabato scorso in Gu. Proprio nel suo centro e' avviata da tempo una sperimentazione per la raccolta di dati scientifici in merito all'uso della cannabis nella riduzione del dolore.
"Questi derivati- sottolinea la professoressa- oltre a far diminuire la nausea e a far aumentare l'appetito nelle sindromi catatoniche da Aids e da tumori, le uniche due indicazioni in tutto il mondo, hanno gia' dato evidenze scientifiche per quanto riguarda il trattamento della riduzione della spasticita' nella sclerosi multipla".
Il protocollo del Centro dell'Umberto I, prosegue Cerbo, "serve per portare avanti la sperimentazione nei casi di dolore oncologico e neuropatico, in questa direzione i lavori scientifici sono ancora troppo pochi per supportarne l'efficacia.
Stiamo lavorando per aumentare queste prove".
Ma c'e' ora un nuovo obiettivo che il Centro di medicina del dolore del Policlinico Umberto I di Roma punta a raggiungere sui derivati della cannabis. "E' l'utilizzo di questi farmaci contro il dolore in pazienti con deficit motorio cronico, per esempio quelli che stanno in carrozzella, paralizzati- spiega Rosanna Cerbo-. Sia che questa situazione sia conseguenza di incidenti, sia di ictus, la spasticita' causata dal mantenimento di una posizione obbligata di giorno, da seduti, si manifesta molto spesso quando vanno a dormire. Questi pazienti riposano male perche' hanno dolori importanti e non rispondono bene alle terapie farmacologiche usuali. Il nostro studio testera' l'utilizzo dei derivati della cannabis anche in questi casi".
"Una misura doverosa. Il mancato riconoscimento della cannabis terapeutica era un'offesa alla scienza. Ma non e' risolutiva, solo propedeutica alle prossime".
Franco Corleone, presidente dell'associazione Forum Droghe, si e' espresso cosi' sul via libera in 'Gazzetta Ufficiale' a due derivati della cannabis contro il dolore, a margine del convegno organizzato a Pisa su 'Canapa medica: le prospettive per i malati'. Le prossime tappe, ricorda Corleone, saranno "prima di tutto l'approvazione del ddl al Senato del ministro Turco" per la terapia del dolore, nel quale c'e' un riferimento alla canapa terapeutica. Poi ai augura venga affrontata la riforma complessiva sulle droghe Fini-Giovanardi.
Secondo il presidente del Forum, "non si puo' pensare di consentire un uso terapeutico della canapa, e criminalizzare gli altri". Bisogna trovare "una misura delle cose", e la possibilita' per i pazienti di avere a disposizione la canapa terapeutica "nelle sue forme, naturale o farmaci, come avviene nei Paesi europei e in Canada". E inoltre, dice, "si deve depenalizzare il consumo di canapa a scopo non medico, ma ludico". Bisogna anche "che sia facilitata l'importazione dei farmaci, in particolare dall'Olanda", facendo si' che questi siano gratuiti, a disposizione dei pazienti che hanno la ricetta dei medici "non solo nelle Asl ma anche in farmacia". Poi, aggiunge, "occorre arrivare ad una produzione anche italiana, senza bisogno dell'importazione".
Per quanto riguarda il superamento della legge Fini-Giovanardi, Corleone sottolinea: "Stamattina Giuseppe Vaccari, consulente del ministero della Salute, intervenendo al convegno ci ha detto che si e' arrivati all'ipotesi di una legge-delega: mi auguro sia presto presentata al Parlamento e che questo decida". Altrimenti, conclude il presidente del Forum, se questo non dovesse avvenire, "lanciamo la richiesta che si passi all'esame di altre proposte parlamentari che sono quella di Boato alla Camera, e quella di Russo Spena al Senato".
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