Italia. Piemonte. Fi e Lega chiedono regolamentazione dei rave party
In Piemonte Forza Italia e Lega chiedono di regolamentare i rave party per evitare il ripetersi di incidenti come quello di Segrate, in cui ha perso la vita un diciannovenne. La richiesta degli azzurri e' contenuta in un odg che impegna la giunta di Mercedes Bresso a sollecitare il governo nazionale affinche' i rave 'si svolgano nel rispetto delle piu' basilari regole di ordine pubblico e sicurezza'.'I rave party - afferma l'esponente di Forza Italia Francesco Toselli - stanno diventando fiere del delirio inammissibili per un paese che si dice civile e vanno regolamentati con un serio e tempestivo intervento delle forze dell'ordine. Il Piemonte e' stato piu' volte teatro di questi raduni, anche in ragione della sua vicinanza alla Francia, dove i rave sono vietati e da cui provengono quindi molti giovani in cerca di sballo'.
'Si tratta di manifestazioni che con la scusa della musica diventano luoghi di consumo smodato di alcol e spaccio di droga di ogni tipo. Senza contare il rumore assordante della technomusic, che disturba e stordisce giorno e notte chi abita nei pressi delle aree dove si organizzano questi eventi. Molti giovani poi dopo l'ubriacatura si mettono al volante di una auto, esponendo a serio pericolo la via propria e di chi li incontra per strada'.
'Non e' nostra intenzione proibire in assoluto tali incontri - conclude - ma non e' accettabile che essi avvengano nella piu' totale illegalita' e in assenza di controlli da parte delle forze dell'ordine'.
Il segretario provinciale del Carroccio, Stefano Allasia, parla di 'manifestazioni pericolose e contro qualsiasi forma di legalita' e di democrazia'. 'I rave party devono essere regolamentati come avviene in altri paesi europei, perche' accettandoli con passivo silenzio si legittimano comportamenti in completa distonia con una societa' che si vorrebbe sana ed equilibrata'.
"Sarebbe necessaria, su tutto il territorio del Comune di Roma, la realizzazione di punti d'ascolto e documentazione nei pressi di locali notturni e discoteche, con la presenza di operatori sanitari e la distribuzione di libretti su cosa evitare e come intervenire in caso di malore". E' quanto propone Giordano Tredicine, capogruppo di Fi in IX Municipio e candidato al Comune di Roma per il Pdl, a proposito della diffusione di stupefacenti tra i giovanissimi.
"Solo nel Lazio abbiamo avuto, nel 2007, 105 decessi connessi all'abuso di stupefacenti, di cui 83 a Roma. Sono numeri impressionanti, di un'emergenza che va assolutamente affrontata, promuovendo tra i giovani comportamenti responsabili a tutela della propria salute e dell'incolumita' degli altri cittadini".
Don Gino Rigoldi, fondatore di 'Comunita' nuova' e da anni impegnato nel recupero dei tossicodipendenti, chiede alle scuole, alle famiglie, agli oratori di informare di piu' i giovani sugli effetti delle droghe. 'La morte avvenuta dopo il rave di domenica e' una tragedia, ma quello che non sopporto sono le denunce fini a se stesse seguite dal disinteresse'.
Di fronte al 'dilagare di nuove droghe sintetiche, al ritorno prepotente dell'eroina, all'abbassamento dei prezzi', ha chiarito il religioso, a margine della presentazione di un libro a Milano, 'i giovani vengono abbandonati, sono orfani, formalmente e mediaticamente molto amati, ma nella sostanza abbandonati'. E' necessario, quindi, ha proseguito Rigoldi, 'che in tutti gli ambiti sociali, dalla scuola alle famiglie, agli oratori, si parli coi ragazzi del pericolo e degli effetti delle droghe, altrimenti li lasciamo soli col loro passaparola che conduce spesso alla morte'.
Fatte le denunce, ha concluso don Rigoldi, 'servono i fatti, ci dobbiamo occupare veramente di questi ragazzi soli, tremendamente orfani'.
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