Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Piemonte. Valpreda: maggiore impegno per la riduzione del danno

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'Occorre rafforzare gli interventi a bassa soglia e di riduzione del danno, che permettono di intercettare tante persone con problemi di dipendenza, che altrimenti non si rivolgerebbe mai al sistema sanitario'. Lo ha detto Mario Valpreda, assessore regionale alla sanita', parlando al convegno sul fenomeno droga organizzato dalla Prefettura di Torino alla Scuola di applicazione militare.
In Piemonte, nel 2005, sono stati quasi 19 mila gli utenti presi in carico dai servizi tossicodipendenze, di cui 13 mila per droghe, 4.700 per alcol e piu' di mille per altri tipi di dipendenza. La media e' di 2 mila nuovi utenti ogni anno, tasso superiore alla media italiana, con un rapporto tra uomini e donne che e' di 5 a uno.
Il profilo delle sostanze per le quali le persone si rivolgono ai servizi sta gradualmente cambiando, con una diminuzione relativa del ruolo dell' eroina, che comunque continua a rappresentare il problema principale nell' 80 per cento degli utenti dei Sert, mentre sono in aumento quelli per uso di cocaina, cannabinoidi o altre sostanze.
Da non sottovalutare, secondo Valpreda, altri tipi di dipendenza. 'Particolarmente grave  e' l' impatto sulla salute dell' abuso di alcool, che si stima abbia prodotto in Piemonte, nel triennio 1998-2000, mille e cinquecento decessi l' anno, pari al 3 per cento della mortalita' generale'.
Negli ultimi anni, inoltre, e' cresciuto l' allarme per le dipendenze patologiche da comportamenti, in primo luogo il gioco d' azzardo, fortemente insidiose perche' spesso le persone non percepiscono di avere un problema di salute e quindi non si rivolgono ai servizi.
Per quanto riguarda l' intervento della Regione, Valpreda ha sottolineato come i cardini dell' azione intrapresa dall' assessorato siano riconducibili a due principi fondamentali: non escludere nessuno dalle terapie e intraprendere iniziative che poggino su criteri di evidenza scientifica ed efficacia. 'Per lungo tempo  l' unico approccio legittimato e' stato quello finalizzato a rimuovere totalmente la dipendenza. Nel corso degli anni, pero', e' emerso come questo risultato sia conseguibile solo in una parte di soggetti. In molti casi, quindi, gli obiettivi da porsi sono diversi da quelli dei trattamenti drug-free e vanno dalla riduzione della mortalita' e delle patologie associate all' incremento delle abilita' e dell' inclusione sociale'.
Valpreda, infine, si e' soffermato sul problema dei giovani.
Recenti studi   hanno messo in luce come in Piemonte, nel 2004, il 33 per cento dei quindicenni maschi e il 28 per cento delle femmine abbia dichiarato di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 10 e 5 per cento, rispettivamente, di averlo fatto piu' di 40 volte. L' 8 per cento dei maschi e il 4 per cento delle femmine, inoltre, ha assunto almeno una volta nella vita una sostanza tra ecstasy, amfetamine, oppiacei, cocaina, solventi, Lsd. 'Di fronte a un simile quadro  le istituzioni, tutte insieme, devono lavorare soprattutto sulla prevenzione. La scuola resta uno degli ambiti privilegiati di intervento'.
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