Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Polemica sulla politica del Governo dopo lo sventato attacco terroristico in Gb

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Lo sventato attacco terroristico a Londra continua a sollevare numerose reazioni anche in Italia, specialmente per quanto riguarda i recenti provvedimenti del Governo i materia di immigrazione ed cittadinanza.

"Troppi in Europa stanno piuttosto contro America e Israele, a fianco di Hamas e Hezbollah. Ce ne sono, di questi fiancheggiatori e simpatizzanti, nelle élites culturali e politiche. Ce ne sono anche nel governo". Marcello Pera, ex presidente del Senato, spiega così in una intervista al 'Messaggero' l'attacco terroristico sventato in Inghilterra: i terroristi, dice, "ci riprovano", perché sanno "quanto l'Europa sia penetrabile alle loro ragioni".
Per l'esponente azzurro "il ritiro dall'Iraq è esattamente ciò che vogliono i terroristi", ai quali "interessa solo una cosa: distruggere l'America e Israele". Secondo Pera, "L'Europa chiude gli occhi oggi come li chiuse nel 1938, quando Ahmadinejad si chiamava Hitler".
Sul piano della lotta al terrorismo, il caso Abu Omar "è emblematico", dice: "Il terrorismo porta la guerra in Europa e l'Europa manda assolti i terroristi, se sono in carcere li beneficia con l'indulto, e processa l'America". In Italia, sostiene ancora Pera, "è in corso l'ennesimo braccio di ferro fra la magistratura e la classe politica su chi debba fare la lotta al terrorismo. Per i magistrati è affar loro, perciò ritengono che l'intelligence debba essere guidata o orientata da loro, magari con una superprocura antiterrorismo 'autonoma e indipendente'. Speriamo che il ministro Mastella non cada nella trappola".
L'ex presidente del Senato si scaglia poi contro la decisione del governo di abbreviare i tempi per la concessione della cittadinanza agli immigrati: "Mi suggerisce l'Eurabia, la fine precoce della nostra identità e tradizione. Il ministro amato farebbe bene a pensare che se Sassuolo, Reggio Emilia, Padova e tante altre città in cui è già proibito dire 'Buona Natale', avessero dimensioni maggiori, i conflitti sociali e razziali delle banlieu di Parigi sarebbero già scoppiati anche da noi".

La nuova legge sulla cittadinanza del governo "e' una vera e propria stupidaggine. Il sistema di integrazione e' fallito, quello che e' successo ieri a Londra e' il simbolo di questo fallimento". Lo afferma il leader della Lega nord, Umberto Bossi, intervistato dal quotidiano del Carroccio 'La Padania'.
Bossi critica le nuove norme sull'immigrazione sostenendo che "la gente non vuole dare la cittadinanza facile agli immigrati, non vuole farsi comandare da chi e' appena arrivato. Ma siamo matti? La sinistra sta commettendo una stupidaggine, una follia, non si puo' battere una via gia' seguita altrove con risultati disastrosi". Secondo il senatur "bisogna capire che gli uomini tornano sempre alle proprie radici. Le divisioni religiose non si annullano con la cittadinanza facile", e avverte: "noi siamo pronti a tutto, anche al referendum. La sinistra - aggiunge Bossi - pensa ai voti e crede di ottenere il loro consenso. Gli immigrati sono soprattutto in Veneto e Lombardia dove la sinistra ha perso. Questo spiega tutto. Ora anche gli industriali sono sistemati...", perche' "ci hanno sempre detto di volere gli immigrati per lavorare e poi li sottopagavano. Ora si beccano gli attentati... Ogni persona deve rimanere al proprio Paese".

"Colpisce il numero degli arrestati, ma ancor di piu' la loro nazionalita'. Nel nostro Paese il governo vorrebbe spostare i paletti con cui si concede la cittadinanza italiana. Da dieci a cinque anni". Commenta cosi' la strage sventata ieri a Londra, e i 24 arrestati con passaporto britannico, l'ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna che al 'Giornale' spiega:"in linea di principio io sono favorevole. Io sono per l'integrazione. Ma cinque anni mi sembrano troppo pochi".
Per Vigna, c'e il rischio di un kamikaze col passaporto italiano: "il Parlamento -dice- rifletta bene, studi la questione, non sia frettoloso". Chi vuole ottenere la nazionalita' "deve essere monitorato a lungo, almeno sette anni e mezzo", suggerisce poi l'ex procuratore antimafia che osserva come in Italia "adesso abbiamo un problema in piu'", ovvero, "il Sismi e' in crisi -dice Vigna- Le recenti inchieste, le intercettazioni, gli arresti hanno messo in difficolta' i nostri 007". E, avverte, potrebbero esserci contraccolpi "se non sul piano della struttura, certamente sul piano psicologico".

"Terroristi e cittadini, cosi' possiamo sintetizzare il programma del governo italiano in materia di immigrazione": lo afferma Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di An, in una riflessione sull'attentato sventato a Londra.
"I terroristi che hanno agito a Londra - ricorda - sono tutti cittadini britannici. Questa ulteriore conferma dimostra che in tema di immigrazione non bisogna abbassare le barriere, ma aumentare i controlli. Invece di erigere ridicoli muri nelle periferie come ha fatto il sindaco di Padova, bisogna rendere piu' difficile l'accesso alla cittadinanza, verificando in maniera attenta la natura delle persone che fanno questa richiesta, controllando la loro adesione ai principi della democrazia e della nostra civilta' occidentale".
"L'Italia, aprendo ad altri immigrati con maxisanatorie e ricongiungimenti familiari facili, si espone ai gravi rischi, che nemmeno la politica di complicita' con il terrorismo internazionale dei D'Alema e dei Diliberto, riducono. Avere al governo chi critica Israele aggredito e chi stringe le mani all'hezbollah e' per l'Italia un'onta e una vergogna. Dobbiamo rendere piu' severa la politica contro l'immigrazione clandestina, archiviare proposte demagogiche sulla cittadinanza agli stranieri, rendere piu' efficace l'azione dei servizi segreti, liberandoli dai fastidi di alcuni settori della magistratura ma anche - conclude - dalla presenza di qualche carabiniere sprovveduto".

Il ministero dell'Interno non alza il livello di pericolosita', ma invita con una circolare - inviata a tutti i questori e i posti di frontiera - a una maggiore vigilanza. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo continuera' a monitorare la situazione e a riunirsi piu' frequentemente. Soltanto per lunedi' prossimo il ministro Giuliano Amato ha deciso di convocare il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza e ha informato anche il capo dello Stato. Al Viminale ritengono che la radice anglo-pakistana dell'azione terroristica in preparazione a Londra non avrebbe potuto avere alcuna ripercussione nel nostro Paese. Comunque, si stanno facendo accurate ricerche per appurare se qualcuno dei fermati e dei ricercati dalla polizia britannica, abbia avuto qualche rapporto con immigrati in Italia.

L'espulsione come provvedimento "quasi obbligato" per "tutelare la sicurezza nazionale". Cosi' l'ex procuratore di Milano Stefano D'Ambruoso, che ora si occupa di terrorismo alla sede Onu di Vienna, spiega, in un'intervista al Gr, l'importanza del provvedimento che permette l'espulsione dal nostro paese degli stranieri sospetti di contiguita' con l'estremismo islamico, usciti grazie all'indulto.
"Si tratta -spiega- di un provvedimento di espulsione fondato prevalentemente su quello che e' noto come decreto Pisanu. Un'espulsione, cioe', non legata a difetti di regolarizzazione, come siamo abituati a sentire per gli immigrati clandestini, ma a soggetti che, quand'anche fossero regolari pero' sono portatori di un pericolo per la sicurezza nazionale: e' un tipo di espulsione ad hoc nella disponibilita' del Ministero dell'Interno".
Un provvedimento importante, per D'Ambrosuo, visto che "l'alternativa e' quella di fare indagini che portino ad eventuali condanne, ma ci si trova molte volte in situazioni in cui piu' che di prove si e' capaci di raccogliere indizi, non per incapacita' degli investigatori, ma perche' l'attivita' di monitoraggio porta, in paesi democratici come il nostro, a raccogliere elementi che non sono sufficienti per le condanne, ma che lo sono, si badi bene, per dire che questi soggetti sono sicuramente legati ad un'area portatrice di pericolo per la sicurezza del paese". Che fare, allora, si chiede l'ex procuratore, "lasciarli nel nostro paese e mantenere un monitoraggio che di fatto e' impossibile? L'espulsione diventa quindi un provvedimento quasi obbligato, per garantire la sicurezza del paese".

Il vicepresidente della giunta regionale, Federico Gelli, rilancia l'impegno per l' integrazione delle comunita' islamiche, invita ad andare a fondo sulle ragioni dell'odio ed osserva che "quanto accade in Inghilterra deve far riflettere sui rischi dell' integrazione fallita".
In una nota, Gelli esprime "sollievo per le stragi sventate, ma anche grande inquietudine per l' azione di terroristi che non provengono da paesi nemici e che anzi rappresentano sostanzialmente il risultato di politiche di integrazione insufficienti e inadeguate".
"Rispetto a questo fallimento - osserva il vicepresidente della regione - la Toscana puo' offrire un suo contributo in termini di esperienza positiva di confronto e integrazione".
Parlando di quanto e' stato sventato in Gran Bretagna, Gelli, che nel governo regionale ha anche la delega alle politiche per la sicurezza, sottolinea che si tratta di "fatti che devono essere di insegnamento anche per l'Italia, a dimostrazione che per debellare il terrorismo rigorose attivita' di intelligence sono piu' efficaci di operazioni militari su larga scala". "Ma - prosegue il vicepresidente - si tratta anche di un' ulteriore conferma che nei paesi europei esiste un pericolo fondamentalismo che non arriva dall' esterno, ma nasce dall' interno. I terroristi arrestati, come quelli che l' anno scorso furono protagonisti degli attentati a Londra, sono tutti giovani britannici. E allora prima che alzare impossibili muri per isolare le comunita' islamiche e' di importanza decisiva riflettere su quanto e' stato fatto e non fatto sul piano del dialogo e dell' integrazione. E a questo riguardo ritengo l'esperienza toscana particolarmente preziosa anche a livello nazionale ed europeo".
"L'Italia - spiega ancora il vicepresidente - non e' o non e' ancora la Gran Bretagna, dove oltre un quarto dei musulmani non sentono di appartenere a quel paese e addirittura un giovane su tre tra i 18 e i 24 anni dichiara che preferirebbe vivere sotto la Sharia che sotto la legge inglese. Pero' anche da noi, solo per fare un esempio, il Censis ha rilevato che la mancata integrazione delle seconde generazioni di immigrati, conseguenza dell' insuccesso scolastico e dell' esclusione del mercato del lavoro qualificato rischia di alimentare un serbatoio di marginalita' sociale e di devianza". Secondo Gelli "e' da qui che bisogna partire per indagare fino in fondo sulle ragioni dell'odio".
Gelli sottolinea che, "al contrario, il modello toscano si caratterizza per la ricerca di un continuo dialogo tra le istituzioni e la realta' degli oltre 220 mila immigrati (piu' del 6 per cento della popolazione regionale), di cui piu' del 30 per cento di fede musulmana. "Un dialogo - spiega Gelli - che si e' sostanziato, per esempio, nella storica intesa, la prima di questo genere in Italia, tra il comune di Colle Val d'Elsa e la comunita' dei mussulmani di Siena e provincia, oppure nei diversi incontri con la comunita' fiorentina, o ancora nel lavoro che da tempo stiamo portando avanti per lanciare in Toscana un modello di polizia di comunita', con personale ben formato a gestire adeguatamente le differenze culturali, anche grazie ai corsi organizzati con le tre universita' toscane. Mi sembra, tra l'altro, che il nostro impegno sia stato ben recepito dalla societa' nel suo complesso, se e' vero che in solo due anni i toscani che considerano l'immigrazione come una risorsa sono passati dal 45 al 54 per cento".

"Il governo decida subito di stanziare piu' fondi per l'antiterrorismo". Lo chiede in una nota il parlamentare Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Fi.
"Dobbiamo avere come riferimento l'esempio inglese: quasi il 90 per cento del budget annuale dell'MI5 e' ormai destinato a combattere la minaccia di attentati - dice Martusciello - Non e' certo un caso che si sia riusciti a sventare un complotto internazionale ai danni dell'Occidente".
"Le generiche rassicurazioni del premier Romano Prodi sono del tutto inadeguate alla gravita' della situazione: meglio farebbe a dichiarare ai cittadini italiani che i nostri servizi segreti lavoreranno presto con piu' mezzi - prosegue l'esponente azzurro -, al riparo di una sinistra oltranzista che vede gli 007 come una forza oscura e sempre al servizio dell'imperialismo americano. E' evidente invece che i nostri nemici sono le cellule terroristiche, che vanno combattute con ogni strumento disponibile, fornendo piu' risorse e aumentando i controlli, stando attenti pero' a non criminalizzare i musulmani onesti".
"Inoltre i moniti dell'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e dell'ex procuratore nazionale antimafia Luigi Vigna - si aggiunge nella nota - sul rischio che le scelte frettolose del governo in materia d'immigrazione, possano favorire reclutamenti e infiltrazioni di terroristi, devono far riflettere il governo dell'Unione".
"Dunque l'efficacia delle azioni d'intelligence e delle opportune contromisure sara' essenziale per garantire la sicurezza nel nostro Paese, che sotto il governo Berlusconi e' stata impeccabile - conclude Martusciello - L'esempio del Regno Unito, dove la minaccia maggiore e' venuta da alcuni fondamentalisti tenuti sotto controllo, serva da insegnamento". "I falliti attentati terroristici di Londra ci devono far riflettere sulle politiche dell'immigrazione che il Governo sta ponendo in essere". Lo dichiara Filippo Ascierto, responsabile sicurezza di Alleanza Nazionale.
"A Londra - continua l'esponente di An - i terroristi arrestati erano ormai cittadini Inglesi ed apparivano integrati, ma in realta' il fanatismo covava ed era in agguato. Il fanatismo e' al disopra di ogni possibile integrazione e puo' sfruttare, comodamente, anche l'opportunita' di una facile acquisizione di cittadinanza pur di raggiungere i suoi obiettivi. Quindi bisogna riflettere sul concedere la cittadinanza dopo solo 5 anni poiche' non e' certo questo il motivo che puo' agevolare l'integrazione".
"I tempi - conclude Ascierto - non sono ancora maturi e pertanto invito il Ministro degli Interni a dedicarsi maggiormente alla nostra sicurezza invece di compiere atti che la potrebbero minare".

"La Cdl in queste ore sta strumentalizzando in maniera irresponsabile e pericolosa quanto accaduto per alimentare un'isteria xenofoba di cui l'Italia non ha alcun bisogno". Lo afferma il capogruppo alla Camera dei Verdi Angelo Bonelli. "Alimentare una tale psicosi facendo credere che vi sia un nesso diretto tra l'immigrazione ed il terrorismo è dannoso - avverte - sia per la civile convivenza nel nostro Paese sia perché l'aumento dell'intolleranza favorisce il disegno dei terroristi, che vogliono creare un clima di paura nelle società democratiche".
Secondo l'esponente dei Verdi, "su questioni di così grande importanza per tutto il Paese sarebbe lecito attendersi dalla Cdl un atteggiamento più responsabile".
Peraltro, conclude Bonelli, "quanto accaduto a Londra dimostra che il terrorismo non si sconfigge con le bombe ed i carri armati ma con l'intelligence e le forze di polizia. Per questo occorre destinare loro più risorse per affrontare meglio la lotta al terrore, evitando pericolose strumentalizzazioni. E' chiaro a tutti che la guerra ha rafforzato il terrorismo ed alimentato terribili spirali di violenza".

"Il perpetuarsi di una grave minaccia al sistema occidentale pretenderebbe di essere fronteggiata adeguatamente dal governo italiano, al contrario di quello che si è visto in questi ultimi giorni. Le dichiarazioni del vice presidente del Consiglio, onorevole Rutelli sono tali da giustificare l'azione terroristica invece di contrastarla, così come l'attacco mosso da parti dell'attuale maggioranza ai nostri servizi, ha comportato una caduta verticale della credibilità dell'Italia presso le intelligence alleate". Lo afferma il segretario del Pri Francesco Nucara.
"Infine - aggiunge Nucara - non aiuta il progetto di estendere il diritto di cittadinanza agli immigrati extracomunitari senza la necessaria severità che assicuri la piena affidabilità democratica di questi nostri futuri cittadini".

"Essere di religione islamica per un detenuto straniero e' oggi una colpa aggiuntiva? Una domanda non retorica, viste le recenti dichiarazioni del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, sulla loro presunta pericolosita' e, soprattutto, visto l'uso diffuso delle espulsioni verso i loro Paesi d'origine per i detenuti stranieri che hanno beneficiato dell'indulto. Fra questi alcuni, come il caso di un immigrato tunisino a Milano, in attesa di definire presso la Cassazione la propria posizione processuale in Italia". A evidenziare la questione e' il responsabile nazionale immigrazione dei Comunisti italiani, Maurizio Musolino.
"Chiediamo al governo -prosegue- di bloccare immediatamente queste espulsioni, di monitorare con attenzione questi casi e di respingere la logica 'islam uguale terrorista' che, in alcuni casi, puo' portare a rimpatriare uomini e donne verso Paesi che -conclude- riservano ai detenuti politici trattamenti disumani e in netto contrasto con il diritto internazionale".

"L'attentato terroristico sventato oggi ci deve far riflettere seriamente sul pericolo che i nostri paesi continuano a correre e sulla minaccia continua a cui siamo sottoposti. Questo pero' non significa che dobbiamo chiudere le nostre frontiere a tutte le persone, perche' immigrato non e' sinonimo di terrorista". Cosi', in una nota, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. "I valori della solidarieta' e della democrazia - dice - devono essere al centro di ogni cosa, se cosi' non fosse ci ritroveremmo a fronteggiare la guerra con la guerra".
Per il ministro, "questo non toglie che sono necessarie tutte le forme possibili di messa in sicurezza del nostro paese non solo. Per questo e' piu' che necessario che oggi l'Italia riacquisti il ruolo internazionale di paese in grado di affrontare situazioni di prevenzione al terrorismo".

"La politica migratoria e' uno dei migliori risultati conseguiti dal nostro governo. Sarebbe pericoloso confondere un atto di civilta', come la legge sulla cittadinanza, con il necessario contrasto al terrorismo".Lo sostiene il capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera, Gennaro Migliore.
"La prudenza e' indispensabile -afferma- ma le armi per contrastare il terrorismo non possono contrastare, a loro volta, la democrazia e la civilta' di accoglienza di un Paese che sta cambiando profondamente la propria politica estera. La guerra ha aumentato il pericolo del terrorismo: il primo contrasto al terrorismo -conclude- deve essere, quindi, una politica di pace".

No all'equazione immigrazione uguale terrorismo. Il monito arriva dalla Fondazione Ismu (Studi e ricerche sulla multietnicita') soprattutto alla luce degli sventati attacchi terroristici a Londra: gli arrestati, infatti, non sono immigrati, ma cittadini inglesi di religione musulmana. Circostanza che ha rianimato il dibattito tra centrodestra e centrosinistra sulla recente proposta di modifica della legge sull'immigrazione. L'Ismu ha tracciato l'identikit del potenziale futuro cittadino italiano di origine straniera: in prevalenza proverrebero dal Marocco, sarebbero prevalentemente maschi e con un alto livello di istruzione (18% di laureati), godrebbero di un lavoro a tempo indeterminato e di uno stipendio medio di oltre mille euro al mese. Da un'apposita indagine svolta dalla Fondazione ISMU per conto del Ministero del lavoro, i potenziali "aspiranti alla cittadinanza" a seguito della nuova normativa sarebbero 331 mila unita'. Di questi, il 53% uomini; con una significativa prevalenza sulla quota totale di marocchini (20%), albanesi (12%) e filippini (7%). Il 31% avrebbe una casa di proprieta' e un altro 66% vivrebbe in affitto unicamente con i propri familiari. Notevole i livelli di scolarita': il 44% avrebbe un diploma, il 18% sarebbe in possesso della laurea. Inoltre, 84 persone su cento lavorerebbe, con una netta prevalenza di occupati regolari a tempo indeterminato (53% degli attivi) e una buona rappresentanza di imprenditori (9,2%). Lo stipendio medio medio mensile arriverebbe a poco meno di 1,150 mila euro.

"Sono terroristi che non mollano, ma non bisogna generalizzare pensando che tutti gli immigrati siano estremisti perche' e' proprio quello che vogliono queste persone: piu' c'e' malessere, piu' le loro idee trovano seguito. Per questo, l'unica risposta possibile e' l'integrazione". Cosi' Souad Sbai, presidente dell'associazione donne marocchine in Italia e membro della Consulta islamica del Viminale, parla degli attentati sventati a Londra e plaude all'iniziativa italiana di espellere chi e' sospettato di contiguita' con il terrorismo. "E' giustissimo -dice- chi non e' d'accordo, chi addirittura puo' essere pericoloso per il paese, vada fuori, torni a casa sua. Non bisogna aver paura di mandare via persone non gradite che diffondono odio".
Souad Sbai spiega che uno strumento eccezionale per garantire l'integrazione e allontanare lo spettro del terrorismo e' la scuola, che, "dice, deve essere assolutamente pubblica, senza scuole coraniche". Nello stesso tempo, pero', "non bisogna aver paura della lingua araba, va inserita nelle scuole, come il francese o l'inglese, perche' e' anche attraverso l'insegnamento della lingua che possono passare questi messaggi". Bisogna "salvaguardare" questi bambini, dice ancora, "ed e' importante, in questo senso, la nuova norma che gli concede la cittadinanza".
Purtroppo, conclude, "jiahdisti predicano l'odio ci sono, soprattutto nel nord d'Italia, ma anche a Roma e dintorni, per questo non dobbiamo mollare e andare avanti sulla strada dell'integrazione".

Accelerare le procedure di voto per gli immigrati a Roma e rinnovare i consiglieri aggiunti in Campidoglio e nei Consigli Municipali. Queste le proposte dell'assessore al XVI municipio del Comune di Roma Maurizio Bartolucci.
"Le recenti proposte del governo in materia di immigrazione - ha sostenuto in una nota - testimoniano la volonta' di lavorare con forza sul terreno della legalita' e della cittadinanza. Una linea diversa da quella dei governi di centrodestra, che dovra' consolidare l'integrazione dei cittadini stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese.
"In questo quadro - ha aggiunto - e' necessario accelerare le procedure di voto degli immigrati a Roma per rinnovare i Consiglieri aggiunti in Campidoglio e nei Consigli Municipali. Qui viviamo l'anomalia di un Consiglio Comunale rinnovato dai cittadini romani con il voto di maggio ed una rappresentanza degli stranieri che e' ancora il frutto del voto espresso nel Marzo 2004, anno in cui si svolsero le prime elezioni dei cittadini stranieri nella capitale".
"Al ritorno dalle ferie - ha concluso Bartolucci - bisognera' riprendere contatti con le comunita', le associazioni, le Ambasciate per garantire la massima partecipazione alla tornata elettorale che dovra' necessariamente aver luogo prima della fine del 2006".

"Un fenomeno come quello dell'immigrazione non va ideologicamente contrastato ma guidato, cosi' come e' sbagliato collegarlo al terrorismo". Ad affermarlo e' il segretario dei Popolari-Udeur , Clemente Mastella, che accusa la Casa delle Liberta' di strumentalizzare il piano terroristico sventato a Londra dai servizi segreti.
"Nessuno - prosegue Mastella - contesta all'opposizione il diritto di non condividere il disegno di legge sulla cittadinanza italiana per gli stranieri. Ma la sede per confrontarsi non puo' che essere quella parlamentare. Se cinque anni sembrano pochi, se ne puo' discutere e trovare soluzioni idonee, purche' il dialogo avvenga in maniera costruttiva e non con intenti ostruzionistici".
Per Mastella, "in un sistema democratico, l'obiettivo di chi dissente non puo' essere solo quello di creare problemi al Governo ma di contribuire con la propria azione parlamentare ad eventuali miglioramenti delle leggi".
"L'immigrazione - conclude Mastella - e' una realta', non solo italiana e pensare di contrastarla collegandola al terrorismo, oltre che strumentale, puo' essere pericoloso perche' rischia di fare il gioco di chi punta sulle divisioni per fare proselitismo".

"Il ddl del governo sulla cittadinanza, inaccettabile per cento altre ragioni, avrà anche l'effetto di incentivare la prolificità, non delle famiglie italiane che sono tra le meno fertili del mondo, ma degli stranieri che risiedono in Italia, che già hanno molti più figli". Lo sostiene il senatore di Forza Italia Lucio Malan.
"È una regola che ricorda gli incentivi di Mussolini alle famiglie prolifiche - aggiunge Malan -: ma lui voleva più italiani per arrivare all'esercito degli 'otto milioni di baionette', mentre oggi l'incentivo sembra incoraggiare piuttosto gli 'otto milioni di scimitarre' visto che spingerà gli stranieri a fare figli per restare in Italia". "Come se non bastasse - conclude il senatore azzurro -, mentre negli Usa dove vige lo 'ius soli' il fatto di avere un figlio minorenne americano non costituisce titolo per il soggiorno, la norma governativa darebbe luogo al diritto per i genitori di restare in Italia".

"La cittadinanza puo' diventare un'arma pericolosa, se concessa in modo indiscriminato". Ad affermarlo, in una intervista al 'Giornale', e' il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, che giudica "imprudente" la proposta del governo italiano di concederla dopo 5 anni.
"Mi preoccupa -dice Frattini- chi parla con superficialita' di integrazione senza avere riflettuto sulle condizioni indispensabili per farlo nel modo serio. Altrimenti i rischi sono alti", avverte, sottolineando che "Occorre un'opera di controllo per capire se queste persone rispettino e accettino non solo le nostre leggi, ma l'identita' e i valori del nostro Paese. Altrimenti -dice Frattini- rischiamo di aprire le braccia a persone che possono portare dentro casa nostra la violenza".
Per Frattini, sono gli Usa "il modello da seguire. Li' la procedura e' lunga -dice- e garantisce che i nuovi cittadini si sentano davvero americani". Quanto alle nuove minacce del terrorismo islamico, "entro il 20 agosto ci sara' a Bruxelles -dice il vicepresidente della Commissione Ue- un vertice straordinario di esperti antiterrorismo, a cui parteciperanno la Commissione europea, la presidenza Ue, Gran Bretagna e Germania. Il vertice -spiega Frattini- si dedichera' all'elaborazione di misure per un coordinamento ancora piu' forte sulla sicurezza del traffico aereo e il reclutamento dei giovani terroristi".

"Quello che e' molto piu' importante e' che allo straniero che aspira alla nostra cittadinanza vengano chiesti una serie di requisiti, che non possono esaurirsi alla definizione di un termine piu' o meno lungo". Ad affermarlo Alfredo Mantovano (An), ex sottosegretario all'Interno in un'intervista a "Quotidiano nazionale". Quanto ai tempi per ottenere la cittadinanza, per Mantovano "si puo' convenire sul fatto che dieci anni siano troppi, e d'altra parte sono almeno dodici perche' ci sono circa due anni di disbrigo pratiche".
"Il problema - secondo Mantovano - e' che la legge attuale, che risale al 1991, per un verso si basa quasi esclusivamente sul decorso del tempo, che in effetti e' troppo lungo, e per un altro non richiede requisiti che invece sono indispensabili". Quanto al numero di anni per l'ottenimento della cittadinanza italiana, per l'esponente di An "possono essere sei, sette o otto".
Nello specifico per Mantovano tali requisiti sarebbero "non solo la conoscenza della lingua, ma anche la frequenza obbligatoria di un corso che dia una conoscenza elementare del diritto italiano, della nostra costituzione e permetta di conoscere un minimo della nostra storia. Sostenuti i corsi, l'immigrato dovrebbe superare un esame e, stante la mancanza di precedenti penali, di carichi pendenti significativi e di informazioni di polizia negative, potrebbe avere la cittadinanza". A tale percorso per Mantovano "occorre avere l'accortezza di aggiungere un periodo di 'osservazione' nel quale, se un nuovo cittadino commette reati o assume un comportamento contrario all'integrazione puo' essergli revocata la cittadinanza da poco acquisita".

"Non sottovalutare la minaccia terroristica come si tende a fare quando non se ne parla per mesi. Non e' che l'Italia possa essere l'attore globale, pero' assumere delle responsabilita' si', come per l'Afghanistan, sia pure con qualche mal di pancia". Lo ha dichiarato Emma Bonino, ministro delle Politiche europee e del Commercio internazionale, in un'intervista a "La Repubblica". "L'Italia - ha aggiunto - deve negoziare con tutti pero' partendo da un punto chiaro: in Medio Oriente ad esempio l'aggredito e' Israele".
Riguardo l'affermazione del vicepremier Francesco Rutelli, secondo cui si pagheranno le conseguenze della guerra in Iraq, Bonino ha spiegato che "l'hard power, l'intervento militare, non ha funzionato, ma neppure il soft power funziona. Difficile quindi dare lezioni agli altri, agli Usa o a Israele. La minaccia terroristica c'e'. Ma non ci sono soluzioni miracolistiche, siamo di fronte ad uno scontro asimmetrico. Nulla va lasciato intentato". "La Turchia - ha aggiunto il ministro - non ha lasciato passare le truppe americane, e ha avuto tre attentati. Questa teoria che basta essere anti-Bush per essere al riparo dal terrorismo non regge".
Emma Bonino non concorda con chi ritiene pericolosa la cittadinanza agli immigrati: "Questi immigrati, islamici e non, vivono gia' tra di noi. Il vincolo previsto dal ddl e' di 5 anni di presenza legale, e non c'e' automatismo. E' un tentativo di acquisirli ai valori e alle regole della democrazia, ai diritti e ai doveri, cosi' - ha concluso - da meglio isolare gli altri".

"In Italia c'è una serie di collaborazionisti oggettivamente collusi con il terrorismo islamico. Purtroppo una parte consistente e importante di queste persone è al governo. Io non escludo neanche che abbiano già intavolato trattative sottobanco con Al Qaeda". Non lascia spazio a dubbi l'intervista rilasciata dal presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli, alla 'Padania'.
"Con i personaggi che ci sono oggi al governo - continua l'ex ministro della Giustizia - non mi stupirebbe che stiano cercando in qualche modo di ripetere in maniera folle la politica a suo tempo fatta con l'Olp. I segnali ci sono. Non è un caso che Rutelli dice che tutto quello che sta accadendo è colpa della guerra in Iraq, quando tutti sanno che l'11 settembre è precedente all'inizio di quel conflitto".
Il problema secondo Castelli, comunque, risiede nelle politiche per l'immigrazione: "Sento un mucchio di anime belle buoniste che continuano a predicare la necessità dell'integrazione dei musulmani. Costoro dimenticano che i terroristi che volevano far saltare gli aerei a Londra erano integratissimi, erano cittadini inglesi. Più integrati di così è impossibile. Questo dimostra che la storia dell'integrazione è una favola".
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