Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Italia. Potenza. Primo trapianto allogenico di midollo osseo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' stato effettuato il primo trapianto allogenico di midollo osseo presso l'Unità operativa complessa di Ematologia dell'Ospedale San Carlo di Potenza. Il paziente, un lucano di 51 anni, affetto da leucemia acuta, ha ricevuto la donazione dal fratello. Nel giro di soli sei mesi il professor Attilio Olivieri, nuovo direttore del Dipartimento clinico-oncologico assistenziale dell'azienda ospedaliera potentina, ha così completato l'avvio del programma per lo sviluppo di un centro di trapianti ematici in Basilicata, raggiungendo la quota di dodici trapianti effettuati (10 autologi e 2 allogenici). Già nel mese di luglio, quando ancora non era stata completata la ristrutturazione del reparto, era stata sottoposta a una reinfusione delle cellule staminali autologhe una paziente, di 69 anni, affetta da linfoma ad alto grado di malignità in seconda ricaduta. Ad agosto lo stesso tipo di intervento è stato effettuato su una seconda paziente, di 40 anni affetta da linfoma aggressivo con esito altrettanto positivo. Dopo l'inaugurazione a ottobre del nuovo reparto (4 stanza a bassa caricabatterica, altre 6 stanze con aria filtrata e climatizzata, aperte con un significativo contributo finanziario dell'Ail) e del centro trapianti per le cellule staminali emopoietiche è stato possibile avviare la raccolta di cellule staminali da conservare a freddo -una tecnica di cui Olivieri è uno dei pionieri italiani- ed effettuare a dicembre il primo trapianto di cellule staminali (i due soggetti erano gemelli).
Grazie allo sviluppo delle tecnologie, infatti, alla tradizionale tecnica di trapianto del midollo osseo sta subentrando la diffusione dell'uso di cellule staminale emopoietiche, cioè capaci di suscitare a partire dalla circolazione sanguigna un meccanismo di rigenerazione del midollo. Questa tecnica è oramai adottata nel 99% dei casi di trapianto autologo (cioè da parte dello stesso paziente) mentre sta significativamente aumentando il suo uso anche in caso di donazione da parte di soggetti esterni. Nonostante i progressi scientifici e farmacologici, per cui oggi si guariscono il 40% delle leucemie acute e comunque anche i pazienti condannati a morire vedono allungarsi i tempi di sopravivenza da pochi mesi ad alcuni anni, uno dei principali problemi nella lotta alle leucemie resta la lentezza dei tempi del trapianto, che pure negli ultimi sei anni si sono ridotti da una media di 260 a 200 giorni. A incidere in modo particolare sono i tempi necessari per le verifiche sulla compatibilità, che richiedono ancora in media cinque mesi. La possibilità quindi in soggetti a patologie particolarmente aggressive di poter usufruire di trapianto con soggetti parzialmente compatibili rappresenta una frontiera particolarmente interessante.
Il professor Olivieri, 51 anni, ha una consistente esperienza di studio e di ricerca all'estero (Francia, Germania, Israele, Stati Uniti) ed è referente italiano di numerose riviste scientifiche internazionali. Da più di 25 anni si occupa della conservazione delle cellule emopoietiche per il trapianto autologo, e ha recentemente pubblicato i risultati della sperimentazione di nuove tecniche di crioconservazione e manipolazione. La sua esperienza pluridecennale si è affinata in uno dei primi centri italiani di trapianto del midollo osseo, quello di Ancona, e si è arricchita tra le diverse attività di ricercatore, docente e medico, tra Università e Policlinico Umberto I di Ancona (responsabile del programma per le cellule staminali degli Ospedali riuniti di Ancona). A tutto il giugno 2005 erano ben 550 i trapianti (di cui 70 eterologhi) e 80 gli espianti effettuati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →