Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Prc: abolire legge Fini-Giovanardi sulla droga

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Dopo l'indulto via le leggi repressive della Cdl e, possibilmente, l'amnistia. Rifondazione comunista ha lanciato, assieme all'associazione Antigone, una campagna per la tutela dei diritti dei detenuti, partita con la visita dei capigruppo di Camera e Senato, Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, al carcere di Regina Coeli a Roma.
Nel mirino, spiega Migliore, "la Bossi-Fini, da abolire secondo il programma dell'Unione, la Fini-Giovanardi sulla droga e la ex Cirielli sulla recidiva". Per Rifondazione si tratta di leggi che puniscono in modo particolare i giovani, gli extracomunitari e gli autori di piccoli reati, vanificando di fatto l'effetto positivo dell'indulto, che ha ristabilito il livello della popolazione carceraria secondo le possibilita' di capienza delle strutture: "Il rischio che si corre -sottolinea Russo Spena- e' oggi di avere 'soltanto' un carcere con meno detenuti, mentre noi chiediamo un carcere diverso, in sintonia con il dettato della Costituzione". Il Prc chiede, infatti, anche la piena attuazione del regolamento penitenziario varato nel 2000 e che avrebbe dovuto realizzarsi completamente nel 2005, invece ancora oggi la qualita' della vita dei detenuti per "vitto, spazi, igiene, diritto alla salute" non corrisponde ai parametri previsti.

'Il triste ed inarrestabile elenco delle morti di overdose della nostra regione richiede un impegno concreto da parte della politica umbra, soprattutto dalle forze dell'Unione': lo sostiene il capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale Stefano Vinti.
Per l'esponente di Prc 'emerge con forza il fallimento dell'intero impianto della normativa sulle droghe in vigore, non in grado, come evidenziano i fatti di questi giorni di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il fenomeno'.
Secondo Vinti 'la legge in vigore drena energie preziose sul lato del contrasto all'offerta, destinandole, in una logica punitiva da stato etico, sul versante del consumo di sostanze cercando di scoraggiarlo'. 'In realta'  fallisce entrambi gli obbiettivi, perche' i consumi di sostanza sono in aumento, e non ci pare che le reti criminali siano sconfitte.
Anzi, pur apprezzando il lavoro delle nostre forze dell'ordine portato avanti in questi anni, e' innegabile constatare che il mercato delle droghe si e' allargato. Sostanze come la cocaina, diffusissima nella nostra regione, dovrebbero farci riflettere della potenza che hanno acquistato in questi ultimi anni le reti mafiose, anche in rapporto alla loro infiltrazione nell'economia legale. Per questo dovremo indagare piu' a fondo nella dimensione dello spaccio, non solo rispetto al piccolo, ma ai flussi finanziari che attraversano i nostri territori, al collegamento fra economie legali ed illegali favorito anche dall'elusione e dall'evasione fiscale'.
'Occorre che la nostra Regione  convochi al piu' presto un tavolo di discussione con i ministri competenti (Amato, Ferrero, Turco) e con le regioni limitrofe.
Abbiamo la necessita' non solo di rafforzare i nostri servizi esistenti, lasciati troppo spesso nella precarieta', ma di renderli piu' moderni, programmando un intervento su un fenomeno complesso, come quello del consumo di sostanze, con un'impronta di tipo sociale. Se Perugia e' diventata una piazza dello spaccio intraregionale occorre infatti che anche con le altre Regioni, soprattutto la Toscana e le Marche, coordinino i propri interventi con noi, attivando spazi di formazione congiunta tra gli operatori'.
Osservando quanto avvenuto in altri paesi europei, Vinti propone di sperimentare 'la creazione di un sistema di 'allerta rapido' in grado d'informare in poche ore i consumatori della pericolosita' delle sostanze illegali che girano nelle piazze' e di allargare 'le possibilita' rispetto ai trattamenti con nuove terapie, come la 'somministrazione sotto controllo medico' dell'eroina, e l'ampliamento delle pratiche di riduzione del danno'.
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