Italia. Presentata la relazione annuale sulle tossicodipendenze al Parlamento
Aumenta il consumo di stupefacenti nella popolazione e in particolare tra gli studenti, ma cambia il tipo di sostanza: si consuma meno eroina mentre cresce il ricorso ai derivati della cannabis, alla cocaina e agli psicostimolanti. Il 32,1% degli studenti ha fatto uso di cannabis e il 4,8% di cocaina almeno una o piu' volte nella vita. Sono alcuni dei dati salienti della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, relativa all'anno 2004, che e' stata trasmessa ieri ai presidenti di Camera e Senato e che il ministro Carlo Giovanardi ha presentato oggi alla stampa.Il consumo di sostanze illegali, come emerge dalla Relazione, appare gia' consistente tra gli studenti di 15 anni, e lascia intuire che il primo contatto con le droghe possa avvenire, per una porzione di giovanissimi, gia' qualche anno prima. Nel 2004 si riducono, rispetto al 2001, le percentuali di coloro che si espongono all'eroina tra i piu' giovani.
Per quanto riguarda la popolazione in generale, i dati -che si riferiscono in questo caso al 2003- evidenziano come il 26% della popolazione tra i 15 e i 44 anni di eta' ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita; il 5,4% riferisce di aver fatto uso di cocaina almeno una volta.
I giovanissimi (15-19 anni) percepiscono sempre meno l'uso di droga come un rischio per la propria salute: in quattro anni, dal 2000 al 2004, si e' passati dal 90% che esprimeva preoccupazione al 60%, un terzo in meno.
I dati, relativi a indagini campionarie Espad sulla popolazione giovanile che frequenta la scuola secondaria superiore, evidenziano come siano le femmine e le classi di eta' piu' elevate a percepire maggiormente i pericoli per la salute.
Sono i piu' giovani, quindi, cioe' proprio quelli maggiormente esposti all'iniziazione alle droghe, ad aver "abbassato la guardia". Le responsabilita', secondo la Relazione, sarebbero nel "clima di banalizzazione", nella "disilluzione rispetto alla possibilita' di contrastare il fenomeno" e in una "sorta di velata disponibilita' a convivere con le sostanze illegali".
Per quanto riguarda la popolazione in generale, circa il 70% percepisce come rischioso per la propria salute il consumo di qualunque droga, un dato pressoche' invariato dal 2000 al 2003; anche in questo caso, sono le donne e le persone piu' grandi (35-44 anni) a preoccuparsi maggiormente. Aumentano, poi, coloro che esprimono forte disapprovazione verso l'uso di droghe: nel 2003 erano il 10% in piu' rispetto al 2001. Anche la disapprovazione aumenta nelle donne e nelle persone piu' adulte.
"Ormai la legislatura e' agli sgoccioli e sembra molto difficile che la legge Fini sulle tossicodipendenze possa essere approvata, ma forse si possono estrapolare e approvare in tempo due punti qualificanti", ha detto Giovanardi. I due punti che, secondo Giovanardi potrebbero essere estrapolati dalla proposta di legge riguardano la "definizione, per legge, della quantita' di sostanza che comporta reato". A questo proposito infatti, ha aggiunto il ministro, "la legislazione e' piuttosto aleatoria". L'altro punto "qualificante" e' quello di consentire ai giovani che stanno portando avanti un percorso di recupero presso una comunita' di non andare in carcere per scontare la pena ma di restare nella comunita'. "E' una verifica che faremo nei prossimi mesi".
"Non e' vero che il fenomeno dell'assunzione di droga cominci a 11-12 anni: il fenomeno comincia intorno ai 15 anni", ha aggiunto il ministro per gettare acqua sul fuoco dopo l'allarme diffuso poche settimane fa sull'uso precoce di sostanze stupefacenti, gia' dalla scuola elementare.
Giovanardi ha parlato di "allarme infondato". "Vogliamo lanciare una parola di speranza l'inizio dell'assunzione di droga si colloca intorno ai 15 anni e non a 11-12 anni. Sembrava che il fenomeno cominciasse gia' dalla scuola elementare ma per fortuna non e' cosi', anche se la situazione ha comunque aspetti preoccupanti". A questo proposito, il ministro ha sottolineato un dato della relazione, dove si afferma che il 32,1% degli studenti ha fatto uso di cannabis e il 4,8% di cocaina almeno una o piu' volte nella vita (dati 2004).
"La scolarita' e l'istruzione abbattono l'uso di sostanze stupefacenti e costituiscono un fattore primario di prevenzione insieme al ruolo della famiglia".
Giovanardi ha quindi sottolineato un dato sul quale, ha detto, sono tutti d'accordo: "Non c'e' alcuna differenza per quanto riguarda i danni tra droghe cosiddette leggere e droghe pesanti. Fanno tutte male".
Giovanardi ha quindi spiegato qual e' la "triade" sulla quale puntare per affrontare il fenomeno dell'aumento del consumo di sostanze stupefacenti ottenendo risultati soddisfacenti: "prevenzione, recupero e repressione dello spaccio e del traffico".
"Prevenzione perche' si diffonda sempre di piu' la cultura dei danni irreversibili che puo' provocare il consumo di sostanze stupefacenti; recupero, perche' con il concorso di pubblico e privato-sociale nessuno di coloro che sono entrati nel tunnel della droga possa sentirsi abbandonato e non abbia una possibilita' di reinserimento a pieno titolo nella societa'; repressione, perche' si irrobustisca a livello nazionale e internazionale il contrasto ai mercanti di morte". A proposito di repressione, il ministro ha reso noto che tra il 2004 e il primo trimestre del 2005, nel Centro-Nord, sono stati chiusi 29 locali da ballo "dove era particolarmente diffuso l'uso di droga": i giovani usano "le sostanze stupefacenti, soprattutto quelle stimolanti, per poter ballare tutta la notte".
La conferenza stampa e' disponibile in audiovideo sul sito del Governo: clicca qui
"L'approvazione della proposta di legge del governo in materia di tossicodipendenza deve rappresentare per An una assoluta priorita'". Lo afferma in una nota, l'ex ministro Maurizio Gasparri. "Il nostro partito deve chiedere che il Parlamento si pronunci su una proposta che e' stata fortemente sostenuta dal vice premier Fini e dall'intero esecutivo. Non si puo' abbandonare questo impegno e dobbiamo assumere iniziative immediate ed incisive che, a mio avviso, devono puntare a fare della discussione nell'Aula di Palazzo Madama di questa legge una 'conditio sine qua non' in riferimento ad altre riforme e ad altri progetti all'esame dei due rami del Parlamento'. La linea della prevenzione e del recupero devono essere affermate con determinazione. Ovviamente la discussione nel merito e' aperta ma la diserzione non e' ammessa. Altrimenti, non vedo perche' dovremmo da destra a nostra volta sostenere altre leggi ed altri progetti. Se per altri ci sono delle priorita', per la destra la priorita' e' la nuova legge sulla droga, senza la quale altri provvedimenti non meriterebbero la nostra attenzione".
"Il ministro Giovanardi dichiara la resa sul ddl Fini che aveva la pretesa di rafforzare il proibizionismo sulle droghe, costringendo al carcere migliaia di consumatori anche occasionali". E' quanto ha dichiarato il verde Paolo Cento, vicepresidente della commissione giustizia. Si tratta di "una prima vittoria del movimento antiproibizionista che ha contrastato questo progetto autoritario. Ora il Governo rinunci anche al tentativo subdolo di definire per legge la modica quantita' e di equiparare di conseguenza droghe pesanti e leggere". Per Cento e' necessario concentrare gli sforzi sulla prevenzione "anche con interventi sul sistema penitenziario mirati a rafforzare le pene alternative per i tossicodipendenti".
Il ddl Fini e' "giusto e Necessario" e la sua approvazione e' "solo una questione di volonta' politica". Lo afferma il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e presidente della consulta etico -religiosa del partito, chiedendo un'azione coerente da parte dell'esecutivo e della maggioranza.
"Il tempo per far vedere la luce a questo provvedimento ancora c'e'", ha aggiunto Pedrizzi spiegando che la legislazione fino a questo momento si e' dimostrata 'carente' per due ragioni: "sanzioni incerte riguardo all'uso, alla detenzione e allo spaccio e difficolta' di recupero dei tossicodipendenti spesso costretti a tornare in carcere dopo il recupero. Per questo se stralciare dal ddl le norme che intervengono su questi aspetti, fosse la via maestra per arrivare all'approvazione del provvedimento, la proposta del ministro Giovanardi sarebbe da accogliere".
I dati contenuti nella relazione 2004 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, secondo Pedrizzi, presentano un quadro preoccupante e, per questo, la lotta alla droga deve essere una priorita'. Non si tratta di una questione ideologica ma di un confronto con una 'angosciante deriva di morte' che riguarda i decessi per overdose, il consumo di nuove droghe, gli incidenti stradali provocati dall'uso di droghe leggere. "Non invochiamo il pugno di ferro ne' i giri di vite ma la scelta di incidere sul problema a monte, mettendo mano a quella riforma della normativa sugli stupefacenti che e' la conditio sine qua non per far uscire dal tunnel chi vi e' entrato e per non farvi entrare altri giovani".
"La sconsolata confessione di Giovanardi testimonia che la strada della propaganda e' Fallimentare": lo ha detto il presidente di 'Forum droghe', Franco Corleone. "Ora la palla passa al nuovo Parlamento ma soprattutto alle regioni che gia' oggi hanno competenze costituzionali per individuare politiche avanzate in materia di droga. Il ministro dovrebbe pero' fare uno sforzo e chiedersi perche', dopo anni di smodata propaganda, oggi si trova ad annunciare la resa. La verita' e' che la proposta del Governo, vero e proprio cavallo di battaglia della CdL gia' bocciata dalla maggioranza di comunita', esperti ed operatori, ha suscitato anche la contrarieta' di settori della maggioranza per la natura criminogena e punizionista del testo. Ora Giovanardi ipotizza stralci di parti del testo. E' il classico caso in cui la toppa sarebbe peggio del buco. Ci batteremo per sventare eventuali colpi di coda. Cio' che serve e' invece un'efficace e seria politica di riduzione del danno sulla base delle piu' avanzate esperienze europee".
"Per ora possiamo tirare un sospiro di sollievo, ma non possiamo abbassare la guardia". Andrea de Angelis, presidente di Antiproibizionisti.it, associazione antiproibizionista telematica, commenta cosi' le affermazioni del ministro Giovanardi. "Apprendiamo con sollievo che lo sciagurato disegno di legge in materia di droga annunciato a gran voce dal Governo nei mesi scorsi non vedra' la luce in questa legislatura. Le parole del ministro Giovanardi hanno pero' qualcosa di inquietante. notiamo che proprio quella parte che piu' andava contro il volere dei cittadini italiani, il ripristino della cosiddetta 'dose minima giornaliera', abrogato dal referendum del 1993, vIENE riproposto dal ministro come 'punto da estrapolare' dal ddl Fini". Ribadendo la "ferma intenzione di contrastare in ogni modo qualunque modifica peggiorativa dell'attuale legge sulle droghe, auspichiamo -conclude il presidente di Antiprooibizionisti.it- che la prossima campagna elettorale per le politiche del 2006 possa vedere anche il tema del proibizionismo (e dell'antiproibizionismo) al centro del dibattito politico italiano".
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