Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Presentato nuovo codice deontologico per i medici

U.E. - ITALIA
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La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, rinnova il suo Codice deontologico. Composto da 73 articoli, oltre ai tradizionali precetti deontologici , tra i quali quelli che ribadiscono il fermo 'no' all'eutanasia e all'accanimento terapeutico, detta linee di indirizzo vincolanti per tutti i medici italiani in tema di educazione alla salute e rapporti con l'ambiente, sulla sicurezza del paziente e la prevenzione del rischio clinico, sulla donazione e sui trapianti di organi, tessuti e cellule, sull'abusivismo e prestanomismo.
Per la prima volta al Codice deontologico sono allegati due regolamenti riguardanti aspetti fondanti dell'esercizio della professione medica quali la pubblicita' sanitaria e il conflitto di interesse.
L'ordinamento della professione aggiorna quello redatto nel 1998. Il confronto era iniziato con i convegni che la FNOMCeO ha tenuto a Sanremo nell'aprile 2005 e a Matera nel luglio dello stesso anno.
'Non si e' trattato quindi di un intervento di maquillage del Codice del 1998 - ha dichiarato il presidente della FnomCeO Amedeo Bianco - per alcuni aspetti avveniristico, piuttosto abbiamo cercato di realizzare un documento che ribadisca con forza il concetto che nella tutela della salute il medico e' comunque portatore di un progetto, dove la cura della malattia e' saldamente correlata al rapporto di fiducia con il proprio paziente'. Si e' trattato di un lavoro particolarmente impegnativo, ha aggiunto Bianco specificando che l'organismo di autogoverno della professione sia riuscito, 'con questa nuova stesura del Codice, a fornire risposte sul piano etico e deontologico che i colleghi attendevano e, contemporaneamente, a farsi carico di quelle responsabilita' morali nei confronti della collettivita' derivanti dal proprio ruolo istituzionale, nell'ottica di un nuovo patto per la salute tra medico e paziente'.
Bianco ha precisato poi che il Codice 'avendo come fine ambizioso quello di renderlo, per cosi' dire, proiettato nel prossimo futuro sviluppando quelle tematiche che inevitabilmente entreranno a far parte del bagaglio culturale e professionale dei medici italiani. Mi riferisco al ruolo del medico nel piu' volte rivendicato 'governo clinico', sia all'interno delle strutture ospedaliere che nell'assistenza primaria; alla gestione della formazione continua, all'appropriatezza delle cure, alla verifica dei risultati e all'analisi degli errori, per finire alla gestione delle risorse a fronte delle aumentate esigenze di salute dei cittadini'.

Il nuovo Codice deontologico per i medici italiani che sara' presentato sabato dalla Fnomceo (Federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri) 'nasce gia' vecchio'. Lo sottolinea in una nota il medico radicale Silvio Viale secondo cui nel documento 'non si da' alcuna nuova risposta ai temi dell'attualita' etica'.
'Paradossalmente - sottolinea Viale - proprio mentre molti medici escono allo scoperto sui temi della morte e dell'assistenza nella morte e alla morte, il nuovo Codice lascia nell'incertezza, dimostrando l'impotenza della Federazione nel dare indirizzi al legislatore'.
'Avrebbe potuto essere l'occasione per superare la confusione teorica e pratica su accanimento terapeutico, sospensione e rifiuto delle cure, suicidio assistito, eutanasia e rispetto della volonta' del paziente - conclude Viale - e invece ancora una volta dimostra come la Federazione e il codice siano destinati ad accodarsi alle decisioni dei politici, lasciando che i medici si arrangino da soli con i loro pazienti'.
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