Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Presentato Odg sull'oppio afghano. Se ne parla anche in Germania

Notizia ·
E' stato presentato alla Camera l'annunciato ordine del giorno che propone la parziale legalizzazione della produzione afgana illegale di oppio. Porta le firme di tutti i capigruppo dell'unione.
L'odg impegna il governo "a sostenere nelle sedi internazionali competenti, in attuazione della mozione n. 1/00014, ogni iniziativa tesa ad individuare un'efficace strategia di contrasto alla coltivazione e al commercio illegale di oppio, anche attraverso eventuali programmi di riconversione delle colture illecite di oppio in Afghanistan in colture legali, ai fini di una sua utilizzazione per le terapie del dolore".
Questo il testo integrale dell'ordine del giorno dell'Unione sull'oppio:

"La Camera dei Deputati, premesso che:

- condizione per la stabilizzazione dell'Afghanistan è il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza per la popolazione attraverso il controllo del territorio e un livello di sufficiente sviluppo economico e di promozione sociale tale da migliorare sensibilmente le condizioni di vita delle popolazione: - per ottenere tali risultati - come peraltro previsto dalle Risoluzioni delle Nazioni unite in materia - assume rilevanza la definizione di un'efficace strategia di contrasto e riconversione delle coltivazioni illegali di poppio, aumentate in questo ultimo anno, che alimentano una condizione di ricattabilità dei contadini afgani da parte dei mercanti di droga e dei cosiddetti 'signori della guerra' che utilizzano i rilevanti proventi del traffico illegale per i propri fini;

impegna il governo a sostenere nelle sedi internazionali competenti, in attuazione della mozione n. 1/00014, ogni iniziativa tesa ad individuare un'efficace strategia di contrasto alla coltivazione e al commercio illegale di oppio, anche attraverso eventuali programmi di riconversione delle colture illecite di oppio in Afghanistan in colture legali, ai fini di una sua utilizzazione per le terapie del dolore".


GERMANIA, SPD: COMPRARE OPPIO A FINI TERAPEUTICI - Trasformare l'oppio afgano in farmaci per la terapia del dolore? A pensarlo non è solo la sinistra radicale italiana, ma anche il portavoce Spd per gli Affari esteri al Bundestag, la Camera Bassa del Parlamento tedesco, Gert Weisskirchen, che si allinea così con la recente presa di posizione di alcuni partiti italiani: "Personalmente trovo che sia la cosa più intelligente, provare a utilizzare il raccolto per scopi terapeutici", ha dichiarato Weisskirchen allo Spiegel online.
Distruggere o bruciare le coltivazioni del papavero da oppio, secondo lui "ha meno senso". Lo Spiegel online, riporta anche la proposta "insolita" avanzata da numerosi partiti italiani -a cui, oltre a Rc e Verdi, va aggiunto l'appoggio di Rosa nel Pugno, Forum droghe e Croce Rossa Italiana- che hanno suggerito di trasformare l'oppio afgano in morfina, codeina o metadone per soddisfare la domanda a livello mondiale di antidolorifici.


COMMENTI

'L'ordine del giorno al decreto sull'Afghanistan che Prc, Verdi e Rnp, tra i peana del ministro Ferrero e la 'benedizione' del ministro D'Alema, intendono presentare, ha dell'inaudito: la sinistra radicale (nel senso di pannelliana), con il placet del governo, vuole comprare l'oppio afghano per farne morfina anti-dolore. Cioe': vuole finanziare i terroristi di Al Qaeda a spese dei contribuenti italiani'. Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale di An.
'La soluzione escogitata da queste menti sopraffine per risolvere il problema dei narcotrafficanti afghani, insomma -osserva Pedrizzi- non e' quella di intervenire con volonta' politica, a livello di Onu e comunita' internazionale, per finanziare uno sradicamento e una riconversione delle colture, ma quella di incentivare l'attivita' di coltivazione e produzione della droga.
Quando tutti sanno che gran parte dei proventi del narcotraffico afghano serve a finanziare i terroristi di Al Qaeda'.
'Del resto -aggiunge l'esponente di An- basta vedere da chi viene avanzata tale soluzione: dallo stesso fronte che avversa ferocemente la legge Fini e che ha sempre proposto la legalizzazione della droga come arma efficace per sconfiggere il terrorismo, cioe' per non far guadagnare soldi ai talebani. Ora, invece, i soldi ai talebani glieli farebbero guadagnare, ma il fine e' sempre lo stesso: arrivare a legalizzare le sostanze stupefacenti.
Quando la strada da battere e' opposta: utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per combatterne efficacemente la diffusione della droga'.
'Uno di essi e' certamente, lo ribadiamo, la riconversione delle colture, una strategia di lungo termine che ha iniziato a dare, in questi ultimi anni, i primi risultati. Certo, non e' un percorso semplice e lineare. Ma va perseguito con forza, coerenza e determinazione, affiancandolo con un impegno concreto di tutti i Paesi del mondo nel ridurre la domanda interna, vero motore -conclude Pedrizzi- della tragica escalation nei consumi alla quale assistiamo'.

"Cervellotica e fantasiosa la proposta della sinistra radicale di acquistare l'oppio dell'Afghanistan.
Siamo proprio a chi la dice piu' grossa dimenticando tra l'altro che l'approvvigionamento di oppiacei a fini farmaceutici non ha certo bisogno di una ulteriore offerta proveniente dall'Afghanistan". Lo scrive Maurizio Ronconi (Udc), aggiungendo che "la proposta invece sottende la determinazione della sinistra a difendere i Talebani e i signori della droga oltre a differenziare in modo assolutamente inaccettabile l'Italia dalla posizione dell'Onu sulla necessita' di distruggere le coltivazioni di oppiacei".
"Il rischio ormai sempre piu' attuale- conclude- e' che nella comunita' internazionale il nostro Paese venga definitivamente catalogato tra quelli non credibili mandandoci a fare compagnia al Venezuela e a Cuba".

'No al narcotraffico di Stato. No all'Italia mercante di oppio'. Lo ha affermato il vice presidente dei deputati di Forza Italia, Isabella Bertolini, commentando la proposta di Verdi, Prc e Rosa nel pugno di acquistare l'oppio prodotti in Afghanistan per utilizzarlo a scopi terapeutici.
'Dopo Caruso che pianta marjuana nelle fioriere della Camera e la Turco che aumenta i quantitativi legali dell'uso di cannabis, questa maggioranza irresponsabile - dice ancora la Bertolini - sponsorizza l'Italia come finanziatore dei Talebani produttori di oppio'. 'Come del resto sta gia' avvenendo, per aiutare l'Afghanistan a stimolare crescita e sviluppo, occorre riconvertire i campi di oppio, non favorirne l'estensione. Del resto, la stessa Onu si e' detta decisamente contraria all'acquisto dell'oppio a fini terapeutici per i pericolosi rischi collegati'.

'Il governo anche sull'Afghanistan dovra' avere 158 voti di senatori eletti a favore per poter rimanere in vita, il voto favorevole del centrodestra rappresenta un atto di coerenza con le nostre scelte di politica estera, ma non certamente un puntello ad un esecutivo moribondo'. Lo sottolinea Maurizio Gasparri dell'esecutivo di Alleanza Nazionale.
'Riteniamo comunque che il governo farebbe bene a valutare la pericolosita' della missione afgana - osserva Gasparri - gli aspetti militari sono sempre piu' evidenti, votando si', quindi, bisogna saper assumersi fino in fondo tutte le responsabilita' nel quadro della solidarieta' internazionale dei paesi impegnati nella lotta al terrorismo'.
'Chiariremo questo nel dibattito in corso alla Camera, in occasione del quale contrasteremo anche con determinazione la follia di trasformare la vicenda afgana in una sorta di narcotraffico istituzionalizzato con l'acquisto di oppio da parte dell'Italia' ha detto ancora l'esponente di An.

"La polemica sollevata dal centrodestra e' del tutto pretestuosa e infondata. Con l'ordine del giorno dell'Unione non chiediamo affatto al governo di diventare un narcotrafficante acquistando l'oppio dai talebani. Si tratta, invece, di promuovere nelle sedi internazionali competenti, a cominciare dall'Onu, una sperimentazione per convertire le colture illegali di oppio in Afghanistan anche in colture legali da utilizzare, sotto un rigido controllo internazionale, per fini medico-scientifici e, in particolare, per la terapia del dolore".
Lo afferma Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio. "Non sarebbe solo un'iniziativa a fini umanitari, ma sarebbe anche un tentativo rivolto a ripristinare la sovranita' e la legalita' in Afghanistan.
Evidentemente alcuni esponenti del centrodestra - conclude il parlamentare dello Sdi - non si rendono conto che in questo modo l'oppio continua a essere utilizzato dai talebani come arma per destabilizzare il paese e a essere distribuito nei canali del narcotraffico, indebolendo cosi' anche la missione militare in Afghanistan".

'La grande partita per l'eliminazione dell'oppio si gioca in Afghanistan: un esempio positivo viene dal Triangolo d'oro del Sud-est asiatico, dove si e' passati in pochi anni dai 180mila ettari di coltivazione ai ventimila di oggi'. Lo ha detto Pino Arlacchi, gia' direttore esecutivo dell'ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, secondo cui, pero', 'la proposta di acquistare l'oppio per uso legale non e' praticabile'. Arlacchi ne ha parlato intervenendo oggi a Bari ad un incontro organizzato nell'Universita' Lum di cui e' attualmente responsabile per le relazioni internazionali.
'Di questo passo - ha proseguito Arlacchi - Birmania, Laos e Tailandia usciranno dal novero dei Paesi produttori e restera' il problema dell'Afghanistan'. 'La proposta di acquistare l'oppio per uso legale non e' praticabile - ha detto ancora - ma ha il vantaggio di muoversi in un'ottica diversa da quella di distruggere le coltivazioni che viene costantemente perseguita dal governo americano. Si tiene conto cioe' dei problemi dei contadini che devono produrre sostanze diverse'.
'La proposta - ha spiegato - non e' praticabile perche' la domanda mondiale di oppio legale che serve agli ospedali per terapie antidolore e' ampiamente soddisfatta dai Paesi che sono autorizzati: Australia, Francia Turchia e India. Il mercato illecito dell'oppio e' da seimila tonnellate, quello lecito da quattrocento tonnellate: e' evidente che la saturazione sarebbe immediata e non sapremmo cosa fare di tonnellate di oppio afgano immesse sul mercato'.
'Produrre oppio per il mercato lecito, inoltre - ha proseguito - significa creare un apparato di controllo enorme, tanto varrebbe allora eliminare queste produzioni e sostituirle con colture legali'.
Nel corso dell'incontro e' stato presentato un video sul narcotraffico girato dal reporter Franco Guarino con immagini inedite di viaggi in America Latina e in Afghanistan, dove e' stato a stretto contatto con i Talebani. Guarino, 61 anni, nato a Taranto, ha lavorato per venticinque anni con il TG1 e collabora con Rai news 24 e Rai international.

"Le proposte di An sul piano concreto dei risultati purtroppo fallite perche' i dati dicono che le colture di oppio sono aumentate". Questo e' il commento di Francesco Martone, senatore di Rifondazione comunista commentando la proposta di comprare oppio afghano per trasformarlo in morfina da usare a fini terapeutici.
"Secondo Gasparri e Pedrizzi di An- spiega Martone- la proposta di acquistare l'oppio afghano per farne morfina anti-dolore sarebbe inaudita, ma da anni i talebani e i signori della guerra si finanziano con il traffico dell'eroina". Nel paese, spiega il senatore Prc, "si e' creato un corto circuito fra la guerra contro il terrorismo e quella contro la droga. Lo stesso Karzai "pur spinto dall'Onu ad intervenire con fermezza, si e' piu' volte detto contrario alla fumigazione delle piantagioni, per paura di rivolte dei contadini che finirebbero per legittimare i talebani". La proposta presentata ieri da Verdi, Prc e Rnp "vuole distinguere tra narcotrafficanti e contadini- spiega ancora Martone- offrendo a questi ultimi la possibilita' di scegliere un'alternativa legale, il dibattito pertanto non e' tra proibizionisti e antiproibizionisti, ma tra chi sostiene politiche fallimentari e chi, prendendo atto del fallimento- conclude il senatore di Rifondazione- prova ad aprire altre strade".

"L'idea avanzata dalla sinistra radicale di aprire un mercato dell'oppio con l'Afghanistan e' indecente: cosi' diamo un bruttissimo esempio ai nostri ragazzi e produciamo devastanti effetti per i giovani afghani": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, annuncia il voto contrario all'ordine del giorno di Prc, Verdi e Rnp. "Con questo odg si favoriscono solo i signori della guerra. Qualcuno, a sinistra, si e' chiesto - domanda il deputato leghista - perche' l'86% dell'oppio mondiale e' stato prodotto in Afghanistan e perche' le entrate derivanti dal commercio di questa sostanza rappresentano ben il 52% del Pil afghano? I Talebani avevano incentrato l'intero sistema economico del paese che governavano sulla coltivazione dell'Oppio e chi ora propone la sua 'legalizzazione' non fa altro che incentivare il terrorismo". "Questa proposta rappresenta un bruttissimo esempio per i nostri giovani che assistono quotidianamente - conclude Grimoldi - alle ambiguita' del centrosinistra sul tema delle droghe ed e' devastante per i giovani dell'Afghanistan costretti a diventare schiavi della produzione di oppio. E' ora che la sinistra radicale faccia uno sforzo di serieta'".

"Leggo con stupore le dichiarazioni di Pino Arlacchi che giudica non praticabile l'acquisto di oppio afghano per finalita' farmaceutiche. Ho il dubbio che dietro i numeri dati ci sia la volonta' di salvaguardare gli interessi delle multinazionali che oggi gestiscono il mercato 'lecito'". Lo dichiara il deputato di Rifondazione comunista-Sinistra Europea, Daniele Farina.
"Non vorrei- dice Farina- che le sue dichiarazioni avessero lo stesso valore di quelle dell'Odccp (Office for drug control and crime prevention), agenzia Onu da lui diretta, con cui, fin dal 1998, lanciando la War on drugs, prometteva di eliminare o ridurre significativamente la domanda e l'offerta di droghe illegali prima del 2008". Questa la conclusione polemica di Farina: "Come e' andata a finire e' di fronte agli occhi di tutti".
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