Italia. Presidente Corte costituzionale: necessaria legge sui malati terminali
'Un auspicio piu' che condivisibile'. Cosi' il presidente della Corte costituzionale Franco Bile definisce l'appello in favore di una legge del Parlamento sui malati terminali, lanciato dal presidente anziano della Cassazione Gaetano Nicastro in occasione dell'apertura del nuovo anno giudiziario.
'E' un tema che e' all'attenzione dell'opinione pubblica, anche dopo le recenti vicende dolorose -ricorda Bile nel corso della tradizionale conferenza stampa a Palazzo della Consulta- quello espresso in favore di una legge e' un auspicio piu' che condivisibile.
Su quale sara' poi la scelta del legislatore, ora sarebbe fuori luogo qualunque anticipazione di giudizio. Quando la questione sara' posta davanti la Corte, ce ne occuperemo'.
"Il Parlamento ascolti l'autorevole appello del presidente della Consulta Franco Bile, che segue di pochi giorni quello lanciato dal primo presidente di Cassazione Gaetano Nicastro: una legge sul testamento biologico rappresenta un vero e proprio atto di civilta'". Lo sostiene il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera Tommaso Pellegrino, promotore di un'apposita proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
"La grande sensibilita' mostrata da Bile e Nicastro - osserva - risponde ad una richiesta propria della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, in particolare di coloro che vivono una situazione di particolare sofferenza". Secondo il parlamentare dei Verdi, "bisogna colmare al piu' presto il vuoto legislativo esistente sul tema del fine-vita. Occorre, inoltre, venire incontro anche alle esigenze dei medici, che non vanno lasciati soli in situazioni cosi' drammatiche".
Sul tema dell'eutanasia Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN e responsabile per le politiche della famiglia, in merito alle dichiarazioni del presidente della Corte Costituzionale.
Secondo il deputato di AN, Bile, condividendo quanto affermato da Gaetano Nicastro, presidente facente funzioni della Corte di Cassazione, sulla necessita' di una normativa in materia, dimentica che gli articoli 579 e 580 del codice penale intervengono in maniera precisa, chiara e inequivocabile sui casi come quello di Welby . Pedrizzi continua affermando che tali articoli applicano la Costituzione repubblicana, la quale considera la vita un bene indisponibile. Non esiste in alcun luogo costituzionale, infatti, un diritto alla morte, che dunque e' giuridicamente insussistente. Nemmeno l'articolo 32, quello sul diritto alla salute, - continua l'esponente di AN - sancisce un ipotetico diritto a lasciarsi morire: non esime dall'effettuare interventi salvavita, atti giuridicamente dovuti, n, attribuisce al malato facolta' tali da permettergli, attraverso l'esercizio del diritto di rifiutare trattamenti sanitari non imposti dalla legge, di essere arbitro della propria vita . Infine, per il rappresentante di AN quelli a cui era sottoposto Welby non erano meri trattamenti sanitari, non erano semplici atti medici, ma mezzi dovuti di sostegno vitale, di supporto alla vita. Dunque nulla avevano a che fare con l'accanimento terapeutico (come ha sancito anche il Consiglio superiore di sanita') e non potevano essere interrotti .
'E' un tema che e' all'attenzione dell'opinione pubblica, anche dopo le recenti vicende dolorose -ricorda Bile nel corso della tradizionale conferenza stampa a Palazzo della Consulta- quello espresso in favore di una legge e' un auspicio piu' che condivisibile.
Su quale sara' poi la scelta del legislatore, ora sarebbe fuori luogo qualunque anticipazione di giudizio. Quando la questione sara' posta davanti la Corte, ce ne occuperemo'.
"Il Parlamento ascolti l'autorevole appello del presidente della Consulta Franco Bile, che segue di pochi giorni quello lanciato dal primo presidente di Cassazione Gaetano Nicastro: una legge sul testamento biologico rappresenta un vero e proprio atto di civilta'". Lo sostiene il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera Tommaso Pellegrino, promotore di un'apposita proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
"La grande sensibilita' mostrata da Bile e Nicastro - osserva - risponde ad una richiesta propria della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, in particolare di coloro che vivono una situazione di particolare sofferenza". Secondo il parlamentare dei Verdi, "bisogna colmare al piu' presto il vuoto legislativo esistente sul tema del fine-vita. Occorre, inoltre, venire incontro anche alle esigenze dei medici, che non vanno lasciati soli in situazioni cosi' drammatiche".
Sul tema dell'eutanasia Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN e responsabile per le politiche della famiglia, in merito alle dichiarazioni del presidente della Corte Costituzionale.
Secondo il deputato di AN, Bile, condividendo quanto affermato da Gaetano Nicastro, presidente facente funzioni della Corte di Cassazione, sulla necessita' di una normativa in materia, dimentica che gli articoli 579 e 580 del codice penale intervengono in maniera precisa, chiara e inequivocabile sui casi come quello di Welby . Pedrizzi continua affermando che tali articoli applicano la Costituzione repubblicana, la quale considera la vita un bene indisponibile. Non esiste in alcun luogo costituzionale, infatti, un diritto alla morte, che dunque e' giuridicamente insussistente. Nemmeno l'articolo 32, quello sul diritto alla salute, - continua l'esponente di AN - sancisce un ipotetico diritto a lasciarsi morire: non esime dall'effettuare interventi salvavita, atti giuridicamente dovuti, n, attribuisce al malato facolta' tali da permettergli, attraverso l'esercizio del diritto di rifiutare trattamenti sanitari non imposti dalla legge, di essere arbitro della propria vita . Infine, per il rappresentante di AN quelli a cui era sottoposto Welby non erano meri trattamenti sanitari, non erano semplici atti medici, ma mezzi dovuti di sostegno vitale, di supporto alla vita. Dunque nulla avevano a che fare con l'accanimento terapeutico (come ha sancito anche il Consiglio superiore di sanita') e non potevano essere interrotti .
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