Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Presto decreti sui controlli dipendenze per i lavori a rischio per terzi

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Tempi brevi per l'emanazione di due decreti, che consentiranno controlli medici sugli addetti ai lavori a rischio per i terzi (come ad esempio i conducenti degli autobus), sono stati assicurati dal ministero dei Trasporti in una lettera inviata al procuratore aggiunto Franco Cozzi, titolare dell'inchiesta sull'incidente dell'autobus finito fuori strada per un malore del conducente ex tossicodipendente.
Secondo quanto asserito dal Ministero, i decreti sono all'esame per la loro stesura delle commissioni dei ministeri competenti, del Lavoro e della Salute.
I decreti, uno previsto dalla legge sugli stupefacenti del 1990 e l'altro dalla normativa sull'alcooldipendenza del 2001, indicando le categorie e le lavorazioni a rischio per gli utenti, consentiranno ai datori di lavoro di poter ordinare accertamenti medici sui dipendenti sospettati di assumere alcool o droghe.
"La materia sollevata da questo incidente -spiega Cozzi- e' molto delicata perche' coinvolge molti interessi non ancora tutelati espressamente dalle leggi vigenti: la sicurezza degli utenti, i diritti-doveri dell'azienda e dei lavoratori, il diritto alla salute a quello alla riservatezza".
Il procuratore aggiunto Cozzi aveva infatti inviato una lettera ai ministeri del Lavoro e della Salute per chiedere di colmare il vuoto normativo riscontrato nell'attuazione della legge sugli stupefacenti e della normativa sulle alcooldipendenze.
Nel corso delle indagini il magistrato aveva appurato che i due ministeri non avevano emanato i decreti previsti dalle leggi per stabilire le professioni che possono mettere a rischio la salute dei terzi e degli utenti. In mancanza di questo elenco, infatti, ora i datori di lavoro non possono accertare se un dipendente ha problemi o meno di tossicodipendenza o di alcoolismo.
Per l'autobus finito fuori strada sono per ora indagati, oltre all'autista, Federica Moro, ex tossicodipendente, tre dirigenti di Amt: il direttore generale Stefano Pesci, Massimo Cecchini, direttore del Movimento, e il suo vice Oliviero Dall'Asen.
L'ultimo a essere interrogato dagli inquirenti e' stato ieri Cecchini il quale, dopo aver respinto ogni addebito, avrebbe raccontato che altri tre dipendenti della societa' erano a conoscenza del "caso Moro".
Le ipotesi di accusa formulate dal magistrato nei confronti degli indagati sono concorso in guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e lesioni colpose in concorso (rispettivamente art.187 del codice della strada e art. 590 del codice penale).
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