Italia. Presto un nuovo cavallo, copia di un campione
Un altro clone di cavallo e' in arrivo in Italia. Nascera' entro agosto e questa volta si tratta della copia di un campione. Lo ha detto l'esperto di clonazione Cesare Galli, del Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona.
"E' in corso la gravidanza di un cavallo, questa volta di interesse commerciale". Si tratta infatti "di un campione", ha detto, senza voler aggiungere dettagli. E' un cavallo francese, un purosangue arabo, ma fino alla nascita sara' impossibile saperne di piu'.
Se nell'agosto scorso la nascita di Prometea, il primo clone di un cavallo, aveva fatto immaginare come vicinissima la possibilita' di clonare campioni come Varenne. Adesso, molto probabilmente, l'idea di poter ottenere la fotocopia di un campione potrebbe trasformarsi in realta'. Tuttavia gia' dopo la nascita di Prometea Galli aveva osservato che non e' affatto detto che il clone di un campione, ad esempio di Varenne, possa dare le stesse prestazioni dell'originale.
Si potranno ottenere, aveva osservato, due copie perfette dal punto di vista genetico ma il tipo di allenamento cui saranno sottoposti i due cavalli non potra' mai essere lo stesso. Quello che invece e' certo e' che il clone potra' essere utilizzato a fini riproduttivi. Molti cavalli campioni vengono infatti castrati in giovane eta' in modo che sia piu' facile gestirli. In questo caso ottenere dei cloni potrebbe essere l'unica possibilita' in grado di permettere ai campioni di conservare la razza a fini riproduttivi.
Il cavallo che nascera' entro agosto e' stato ottenuto con la stessa tecnica con cui era nata Prometea: cellule prelevate dalla cute di un cavallo sono state introdotte all'interno di un ovocita in precedenza provato del suo nucleo.
La clonazione degli animali e' un business, dietro al quale si nascondono gli interessi piu' svariati. Il Governo deve percio' intervenire. La denuncia aperta arriva dalla responsabile Lav per la vivisezione, la biologa Roberta Bartocci, a seguito dell'annuncio del professor Galli.
"Lo scopo di questa tecnica e' il business e percio' chiediamo al ministro Girolamo Sirchia di condannare questo esperimento: la clonazione animale e' gia' di per se' un orrore. Consentire l'uso di questa tecnica per alimentare il business legato alle competizioni dei cavalli significa manipolare anche la buona fede dei cittadini".
Ricordando il caso della cavallo fotocopia Prometea, la biologa attacca coloro che con la tecnica della clonazione vogliono cerare cavalli-campione come Varenne. Ancora lontane dall'essere collaudate, le tecniche della clonazione animale -spiega- potrebbero portare alla perdita di molte vite animali. "Le lacune della clonazione infatti sono pressoche' infinite". "Ci piacerebbe per questo sapere quanti fallimenti hanno preceduto l'annuncio della prossima nascita della copia di un cavallo campione".
Citando dati Infigem e lo studio del National Institute of Infectious di Tokyo, pubblicato anche su New Scientist, Bartocci ricorda che "il 75 per cento degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25 per cento nasce morto. o con deformita' incompatibili con la vita. Da 11 cellule di partenza uno solo diventera' adulto e sano".
"E' in corso la gravidanza di un cavallo, questa volta di interesse commerciale". Si tratta infatti "di un campione", ha detto, senza voler aggiungere dettagli. E' un cavallo francese, un purosangue arabo, ma fino alla nascita sara' impossibile saperne di piu'.
Se nell'agosto scorso la nascita di Prometea, il primo clone di un cavallo, aveva fatto immaginare come vicinissima la possibilita' di clonare campioni come Varenne. Adesso, molto probabilmente, l'idea di poter ottenere la fotocopia di un campione potrebbe trasformarsi in realta'. Tuttavia gia' dopo la nascita di Prometea Galli aveva osservato che non e' affatto detto che il clone di un campione, ad esempio di Varenne, possa dare le stesse prestazioni dell'originale.
Si potranno ottenere, aveva osservato, due copie perfette dal punto di vista genetico ma il tipo di allenamento cui saranno sottoposti i due cavalli non potra' mai essere lo stesso. Quello che invece e' certo e' che il clone potra' essere utilizzato a fini riproduttivi. Molti cavalli campioni vengono infatti castrati in giovane eta' in modo che sia piu' facile gestirli. In questo caso ottenere dei cloni potrebbe essere l'unica possibilita' in grado di permettere ai campioni di conservare la razza a fini riproduttivi.
Il cavallo che nascera' entro agosto e' stato ottenuto con la stessa tecnica con cui era nata Prometea: cellule prelevate dalla cute di un cavallo sono state introdotte all'interno di un ovocita in precedenza provato del suo nucleo.
La clonazione degli animali e' un business, dietro al quale si nascondono gli interessi piu' svariati. Il Governo deve percio' intervenire. La denuncia aperta arriva dalla responsabile Lav per la vivisezione, la biologa Roberta Bartocci, a seguito dell'annuncio del professor Galli.
"Lo scopo di questa tecnica e' il business e percio' chiediamo al ministro Girolamo Sirchia di condannare questo esperimento: la clonazione animale e' gia' di per se' un orrore. Consentire l'uso di questa tecnica per alimentare il business legato alle competizioni dei cavalli significa manipolare anche la buona fede dei cittadini".
Ricordando il caso della cavallo fotocopia Prometea, la biologa attacca coloro che con la tecnica della clonazione vogliono cerare cavalli-campione come Varenne. Ancora lontane dall'essere collaudate, le tecniche della clonazione animale -spiega- potrebbero portare alla perdita di molte vite animali. "Le lacune della clonazione infatti sono pressoche' infinite". "Ci piacerebbe per questo sapere quanti fallimenti hanno preceduto l'annuncio della prossima nascita della copia di un cavallo campione".
Citando dati Infigem e lo studio del National Institute of Infectious di Tokyo, pubblicato anche su New Scientist, Bartocci ricorda che "il 75 per cento degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25 per cento nasce morto. o con deformita' incompatibili con la vita. Da 11 cellule di partenza uno solo diventera' adulto e sano".
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