Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Prete arrestato per possesso di cocaina e marijuana

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un sacerdote di 43 anni e' stato arrestato a Perugia dalla guardia di finanza che gli ha sequestrato in casa circa mezzo chilo tra cocaina e marijuana.
Sull'indagine viene mantenuto uno strettissimo riserbo. Gli accertamenti coordinati dalla procura del capoluogo umbro sono infatti ancora in corso.
Il religioso e' stato bloccato nella serata di lunedi' scorso nella sua abitazione a ridosso del centro perugino. In casa la guardia di finanza ha trovato un pacco con all'interno la droga. Lo stupefacente sarebbe stato piuttosto puro e gli inquirenti ipotizzano potesse provenire dall'estero. Non e' ancora chiaro a chi fosse destinato.
Il sacerdote era finora sconosciuto alla procura di Perugia. A lui la gdf e' arrivata esaminando diversi elementi d'indagine. Oggi il religioso comparira' davanti al gip di Perugia per l'udienza di convalida.

"Si e' solo reso disponibile a consentire il recapito presso il suo domicilio di un pacco del quale ignorava il contenuto" il sacerdote fermato a Perugia che respinge qualsiasi accusa di spaccio. A spiegarlo e' oggi il suo difensore.
"Tale disponibilita' e' stata offerta a un soggetto che il religioso stava seguendo nell'ambito di un cammino di natura spirituale. E' del tutto ovvio che queste conoscenze acquisite nell'ambito del suo mandato sacerdotale sono coperte dall'ordine del silenzio".
Cioe' il religioso, che pur intende rispondere al gip nell'interrogatorio di convalida del fermo, non intende fornire il nome della persona alla quale era destinato il pacco. "Per lui e' imposto l'ordine del silenzio piu' rigoroso" ha concluso l'avvocato Di Mario.
Il sacerdote e' ora rinchiuso da solo in una cella del carcere del capoluogo umbro.

"Vivo rammarico" viene espresso dall'archidiocesi di Perugia-Citta' della Pieve per il fermo di don ***, sacerdote in passato impegnato in molte attivita' pastorali.
In un comunicato la curia sottolinea che da tempo, pero', il religioso aveva manifestato una situazione di disagio e di difficolta', per cui, su sua richiesta, era stato gia' da mesi sollevato da ogni servizio pastorale ed era tornato in famiglia, con liberta' di svolgere anche altre attivita' lavorative. "Abbiamo fiducia nella magistratura -conclude il comunicato dell'archidiocesi- per il completo accertamento dei fatti".
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