Italia. Prima giornata della conferenza di Trieste. Giovanardi sui tossicodipendenti: si' alla 'Cristoterapia'
Basta con le contrapposizioni ideologiche, di fronte all'emergenza-droga occorre rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme, andando oltre ai conflitti politici: e' il messaggio della prima giornata della Conferenza nazionale sulle politiche antidroga, organizzata dal governo a Trieste. Messaggio 'rinforzato' dalle parole del capo dello Stato, che in un lettera ha parlato di 'fenomeno allarmante' e invita a porre l'attenzione sugli strumenti di prevenzione e di controllo. La pacatezza del confronto ha rischiato di essere smentita dalle premesse, quando il sottosegretario Carlo Giovanardi, organizzatore dell'evento, e' stato contestato al suo arrivo alla Conferenza da alcuni operatori delle dipendenze friulani che criticavano la legge Fini-Giovanardi. Grande assente, all'appuntamento triestino che vede la partecipazione di oltre mille operatori del servizio pubblico e del privato sociale (molti dei quali invece disertarono la precedente conferenza, a Palermo nel 2005), il leader della comunita' di San Patrignano, Andrea Muccioli. Giovanardi lo critica: 'Muccioli ritiene che il confronto sia un non-valore, invece per noi e' un grandissimo valore'. Il figlio di Vincenzo Muccioli, da Vienna dove segue la Conferenza delle Nazioni Unite sulla droga, insiste: 'a Trieste non ci sono i contenuti e il contesto per costruire cose concrete. Si risolve tutto sempre in un litigio sterile'. La prima parte della giornata, dedicata a istituzioni e politici, registra un tentativo di distensione tra posizioni storicamente. Comincia Giovanardi, che definisce 'equilibrata' la legge che porta il suo nome, la Fini-Giovanardi, ma poi subito aggiunge che il governo e' pronto al confronto: 'se dalla Conferenza verranno proposte migliorative sensate, siamo pronti ad accoglierle e a portale in Parlamento'. Livia Turco, unica esponente politica dell'opposizione, raccoglie e invita a una moratoria del dibattito politico sulla legge, per dedicare la discussione ai problemi concreti: 'La sfida lanciata di una piena inclusione sociale dei tossicodipendenti - dice la Turco citando Giovanardi su un 'quinto pilastro' delle strategie antidroga, quello del reinserimento - ci vede d'accordo. Cio' richiede pero' un grande investimento nelle politiche sociali e nella sanita' pubblica, e su questo vediamo invece un pesante passo indietro'. A dimostrarlo le cifre dei tagli. Un'esortazione ad abbandonare le ideologie e' giunto anche dal ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, che ha invitato a porre mano a una riforma di tutto il sistema dei servizi, dai Sert alle comunita'. Una difesa delle comunita' e' invece arrivata dal capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, che ha invitato 'a sprecare meno soldi con alcune strutture che producono pochi risultati e a incoraggiare di piu' il volontariato, laico e cattolico'. Della stessa idea il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, che ha elogiato comunita' e volontariato, 'una risorsa preziosa che deve diventare parte istituzionalizzata della sanita''. Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha annunciato che il ministero sta lavorando, insieme a Giovanardi, a un progetto con cui 'far entrare le comunita' di recupero dentro le carceri, per dare una speranza che spesso la detenzione nega'. Sul narcotraffico si e' infine soffermato il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso. La lotta alla droga, ha detto, 'da' grandi risultati, ma i traffici sono tali e tanti che bisogna continuare insieme la lotta senza quartiere'. E questa lotta 'non si potra' mai fare senza la cooperazione di tutti i Paesi che vengono colpiti, quelli dove le droghe sono prodotte e quelli dove vengono commercializzate'.. E in Italia, ha aggiunto Grasso, l'esclusiva dei traffici di stupefacenti spetta alla 'ndrangheta, ma i cartelli, ha avvertito, stanno diventando sempre piu' 'agili e di breve durata'.GIOVANARDI: DIRITTO ALLA LIBERTA' DALLA DROGA, CRISTOTERAPIA - "La riduzione del danno e' un bene se significa che il metadone e la distribuzione delle siringhe sono uno strumento per agganciare il tossicodipendente e guarirlo, ma e' un male se finisce con il cronicizzare la situazione. Su questo abbiamo trovato un accordo con don Ciotti". È questo il primo commento di Carlo Giovanardi all'apertura della Conferenza. Giovanardi difende i risultati finora ottenuti dal contrasto alle dipendenze, citando la percentuale dello 0,1% di consumatori abituali e dello 0,4% di chi fa uso di eroina: "Se invece che fare prevenzione e informazione attuassimo la liberalizzazione che qualcuno ci chiede, di sicuro il dato relativo ai consumatori non sarebbe cosi' basso, ma schizzerebbe fino a oltre il 10%". Bisogna dunque continuare con la battaglia partendo proprio dai consumatori ed e' a loro che Giovanardi rivolge l'invito alla responsabilita' individuale. "Se il professionista che consuma cocaina vi rinunciasse porterebbe un grande beneficio alle popolazioni dei paesi produttori, che vengono sfruttati ogni giorno a causa del traffico di sostanze". Non va pero' confusa la lotta alla droga con la lotta alla criminalita' organizzata che "anche se venisse privata di questo traffico per sua natura saprebbe riciclarsi e puntare su altre attivita' illecite, come lo sfruttamento della prostituzione". Un auspicio per il futuro: "Che il contrasto avviato nel corso degli anni continui e porti a un reale ulteriore decremento dei consumatori".
'Mi aspetto che in Italia venga introdotto un nuovo diritto, il diritto ad essere liberi dalla droga', ha tuonato Giovanardi. 'Per chi non ci e' ancora caduto - ha spiegato - per informarlo dei pericoli, e per chi ci e' gia' caduto, affinche' il tossicodipendente possa essere pienamente recuperato e restituito alla societa', possa rinascere a nuova vita e non essere abbandonato a se stesso'.
E sulla tolleranza zero, dice: 'Non usiamo slogan di questo tipo'. Quello del governo, ha detto Giovanardi, vuole essere un 'serio approccio al problema, con l'alleanza di tutti, dal servizio pubblico al privato sociale alla scienza. Tutti sanno che la droga da' danni irreversibili come e' stato accertato, e rischia di danneggiare anche gli altri, come nel caso degli incidenti stradali. Ci vuole la consapevolezza che il problema si risolve con la prevenzione, l'informazione, l' educazione e la repressione. Va messo tutto insieme'.
Ha preso il via la prima giornata della 57/a conferenza nazionale sulle politiche antidroga che si svolge a Trieste fino al 14 marzo.
Ha poi difeso la "cristoterapia", metodo inventato da don Gelmini, che esclude i farmaci e punta a dar rilievo al senso spirituale dell'uomo. 'Con la cristoterapia si risolve il problema?', ha detto uno dei contestatori, e Giovanardi ha risposto: 'Anche, anche. E' anche uno dei tanti modi'.
OCCUPATO SERT VERONA - Saranno deferiti all'autorita' giudiziaria, in base all'ipotesi di reato di manifestazione non autorizzata, i componenti del gruppo vicino ai Centri sociali che ieri mattina ha occupato il Sert di Verona per protestare contro l'impostazione 'proibizionista' della conferenza nazionale sulle politiche antidroga. Lo ha reso noto stasera la Digos del capoluogo scaligero, precisando che non viene escluso che gli accertamenti in corso possano portare ad ulteriori addebiti. Parte dei 40 manifestanti sono gia' stati identificati, altri lo saranno nelle prossime ore.
ANTIGONE, QUASI UN TERZO DEI DETENUTI E' TOSSICODIPENDENTE - "Crescono esponenzialmente i tossicodipendenti in carcere: oggi hanno raggiunto la quota del 27% del totale della popolazione detenuta e si consideri che molti non vengono riconosciuti tossicodipendenti proprio per evitare che possano fruire dei benefici previsti dalla legge". E' quanto sottolinea in una nota, Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione 'Antigone'. Gonnella spiega che "il proibizionismo e' fallito'. 'Il governo - aggiunge - concentra i suoi sforzi per perseguire i consumatori di droghe leggere piuttosto che il narcotraffico". Per il presidente di 'Antigone' "gli elevatissimi consumi di droghe leggere e pesanti in Italia richiedono l'abbandono di politiche repressive (fallimentari) e il rilancio di politiche sociali, di riduzione del danno e finanche di decriminalizzazione della vita quotidiana dei tossicodipendenti". Gonnella conclude che per chi e' in carcere 'pragmaticamente bisognerebbe prevedere la possibilita' di usare preservativi e di disporre di siringhe mono-uso per evitare inutili contagi di malattie come l'Aids".
"La posizione di Gonnella sulla crescente presenza di detenuti tossicodipendenti ci vede pienamente d'accordo. Lo afferma Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria. "Alla preoccupazione, pero', che la societa' non possa metter mano ad un fenomeno, che peggiora' di mese in mese, noi, operatori del settore, aggiungiamo che i controlli si fanno solo all'ingresso del detenuto in istituto: il dato e' si piu' reale e preoccupante rispetto a quello che si registra, ma perche' non si considera il fenomeno della tossicodipenza di ritorno, quella che colpisce il recluso una volta dentro. E' un concetto vero solo a meta' sostenere, come fa Antigone, che molti tossicodipendenti non vengono riconosciuti proprio per evitare che possano fruire dei benefici previsti dalla legge. La polizia penitenziaria ha tutti gli svantaggi da una possibilita' del genere, anche perche' la tossicodipendenza in carcere riguarda il detenuto ed il poliziotto, e non di certo l'operatore sanitario che manca. La questione reale comprende una situazione di perenne sofferenza, che neppur lo zelo dell'agente penitenziario puo' arginare, soprattutto quando, come dicevamo prima, in carcere non si effettua una profilassi regolare del singolo detenuto, tossico o no. In quanto alla possibilita' di utilizzare i preservativi negli istituti possiamo certificare che persino al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, sede del Commissario Straordinario, ci sono punti dove e' autorizzata la vendita, e parrebbe alquanto bizzarro che il detenuto non fosse messo nelle stesse condizioni del dipendente pubblico. Sta di fatto pero', che di sessualita' di convenienza, in un contesto cosi' rigido come l'Amministrazione Penitenziaria, non se ne parla mai e scarseggia ogni prevenzione e informazione, anche da parte degli operatori specializzati".
OPERATORI A GIOVANARDI, DIO C'E' MA NON SEI TU - 'Caro Giovanardi, Dio c'e'. Ma non sei tu': rispondono cosi', gli organizzatori della contro-conferenza sulla droga che si e' aperta ieri pomeriggio a Trieste, alle dichiarazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi sulla cristoterapia. Nel centro di Trieste, a pochi passi dalla sede della conferenza governativa antidroga, operatori sociali arrivati da tutta Italia si sono trovati al teatro Miela. 'La conferenza del Governo e' solo una vetrina - ha detto Luciano Capaldo, un operatore che lavora a Monfalcone (Gorizia) - e dunque abbiamo scelto di creare un luogo di vero dialogo'. Alla contro-conferenza, intitolata 'L'altra Trieste', partecipano medici, operatori dei Sert e rappresentanti di decine di associazioni attive nell'assistenza ai tossicodipendenti. Ma all'appuntamento 'alternativo' sono arrivate anche svariate persone dalla sede dell'incontro istituzionale. I lavori si sono aperti con una tavola rotonda sui servizi alla persona 'nella societa' del controllo'. Domani, l'assemblea plenaria sara' aperta da don Andrea Gallo, fondatore della Comunita' di San Benedetto al Porto di Genova. In programma ci sono anche dimostrazioni di pill testing, ovvero di un metodo di rapido di analisi di sostanze, e la simulazione di una stanza del consumo, detta anche 'stanza del buco'.
ALTRI INTERVENTI E COMMENTI
'L'Italia e' il fanalino di coda in Europa nelle politiche sulle droghe'. Lo dichiara Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc, nel giorno di apertura della Conferenza nazionale sulle droghe. 'Siamo lontani da tutti gli altri Paesi europei nella riduzione del danno - dice - mentre l'importanza di interventi di questo tipo (interventi di strada, unita' mobili, centri a bassa soglia, somministrazione di farmaci sostitutivi) e' stata sottolineata dal programma dell'UE per il periodo 2007-2013'. 'Nel nostro Paese questi progetti sono stati cancellati dal governo',prosegue Agnoletto. Inoltre, 'le risorse messe in campo (6.473 milioni di euro secondo l'ultima relazione annuale dell'Osservatorio europeo sulle droghe) sono assolutamente mal distribuite. Il 43 per cento di tale somma e' infatti destinato alle attivita' di polizia, mentre solo il 27 per cento ai servizi sociosanitari. Ed e' per questo che i Sert (Servizi pubblici per la cura delle tossicodipendenze) sono al collasso'. 'Non mancano invece - conclude - le risorse per reprimere e criminalizzare i consumatori: oltre mezzo milione di persone segnalate, dal '90 al 2006, per detenzione per uso personale. Per quasi il 74% dei casi la prima sostanza e' costituita dai cannabinoidi, mentre nel 1991 era il 42%. inaccettabile che gli sforzi del governo si concentrino piu' sulla criminalizzazione di chi si fa le canne che sul contrasto reale al grande spaccio'.
' I sostenitori della liberalizzazione le droghe dovrebbero riflettere sul perche' nessun paese del mondo abbia fatto propria questa idea, nonostante circoli da piu' di un secolo'. Lo dichiara Pino Arlacchi, ex-direttore del programma antidroga ONU ed autore di numerosi studi sui traffici criminali. ' Ho rielaborato - dice Arlacchi - i dati delle Nazioni Unite, e ricordo allora ai liberalizzatori che: a) la produzione di oppio e' oggi del 78% piu' bassa che un secolo fa, mentre la popolazione mondiale e' quadruplicata. La produzione procapite e' diminuita, percio', di 13 volte; b) I consumatori di oppiacei sono oggi 16,5 milioni in tutto il mondo: lo 0,24 % della popolazione mondiale. Un secolo fa erano l' 1,5% della popolazione globale e quasi 22 milioni nella sola Cina: 6 volte di piu'. c) Anche i fatturati criminali si sono grandemente ridotti. Il giro d'affari dell' eroina in Europa occidentale e' quasi 4 volte inferiore a quello dell' inizio degli anni '90, perche' e' passato da 300 a 81 miliardi euro. Lo stesso declino e' avvenuto per la cocaina, nonostante un certo aumento dei consumatori europei in tempi recenti. In Europa occidentale il fatturato della cocaina e' disceso da 52 miliardi di euro nel 1990 a 27 nel 2006, secondo i dati ONU'.
Nella battaglia contro la droga, bisogna "mettere da parte le ideologie" e "non abdicare". Lo ha detto il ministro per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento alla quinta Conferenza nazionale sulle politiche antidroga in svolgimento a Trieste. Il ministro ha sottolineato che nel contrasto alla droga non c'e' una ricetta e ha confermato le "cifre drammatiche sulla diffusione della droga in Italia". Meloni ha ribadito due principi che il governo intende mantenere ben saldi, e cioe' che "drogarsi non e' e non sara' mai un diritto" e che "dobbiamo credere di recuperare ogni singolo tossicodipendente e non condannare nessuno alla cronicita'". "L'unica liberta' -ha affermato il ministro- e' la liberta' dalla droga". "Non mi rassegno -ha aggiunto- a persone condannate a vita al metadone o all'eroina stessa". Parte del suo intervento, il ministro lo ha dedicato al disagio giovanile, che conduce alla tossicodipendenza ricordando che "prima ancora di combattere il male, bisogna promuovere il bene". Meloni ha parlato della necessita' di indicare ai giovani dei "modelli positivi da seguire". Meloni ha parlato del disagio interiore di molti giovani, a cui, ha detto, "dobbiamo offrire delle alternative". Il ministro ha menzionato anche le molte periferie, luoghi di abbandono e disagio, che innescano problemi di tossicodipendenza. E ha ribadito di credere "che accanto al divieto severo di bruciarsi con il fuoco seducente dello sballo chimico" si debba offrire altro ai giovani. Il ministro Meloni ha concluso, affermando che "tra un anno ci ritroveremo qui per valutare se questa struttura e' in grado di rimanere in piedi".
Il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio auspica 'la sinergia del volontariato nel sistema sanitario nazionale, anche in tema di tossicodipendenza'. Lo ha detto, intervenendo a Trieste all'inaugurazione della Conferenza nazionale sulle droghe. Annunciando per il prossimo mese di ottobre una conferenza, a Roma, per 'valutare la messa a sistema del volontariato nella sanita'', Fazio ha sostenuto che 'il sistema sanitario e' ancora troppo assistenzialista. Questo - ha spiegato - vuol dire fare il conto degli sprechi, ad esempio eliminare l'eccesso di ricoveri inutili, ma anche mettere a sistema i servizi sociali, cioe' superare il contrasto pubblico-privato'. Riferendosi in particolare alle comunita' di recupero e al volontariato, Fazio le ha definite 'una risorsa preziosa che non si puo' aggiungere quando capita e senza sistematicita', ma deve diventare parte istituzionalizzata nella sanita', come gia' avviene per l'assistenza ai disabili o ai malati oncologici'. Il sottosegretario ha quindi annunciato l'avvio di un progetto in collaborazione con l'Universita' di Cagliari per lo studio dell'effetto terapeutico dell'attivita' fisica sulle tossicodipendenze e la creazione di una rete - in collaborazione con Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna - di centri 'dove l' attivita' fisica - ha concluso - viene somministrata come una terapia'.
Per il sottosegretario all' Istruzione, Giuseppe Pizza, 'la scuola dovra' attivare maggiore collaborazione con il territorio per proteggere i giovani rispetto a stili di vita dannosi'. Lo ha affermato oggi, intervenendo a Trieste all'inaugurazione della quinta Conferenza nazionale sulle droghe. Definendo la tossicodipendenza 'un'emergenza i cui esiti possono essere catastrofici', Pizza ha esortato 'Governo, forze politiche e sociali e amministrazioni locali a realizzare un collegamento per dare una risposta a questa tremenda sfida'. Il sottosegretario ha quindi ricordato l'impegno del ministero dell'Istruzione a 'coinvolgere gli studenti nell'ideazione di campagne di prevenzione', a 'formare referenti locali, provinciali e regionali' e a 'rafforzare i legami familiari e generazionali e soprattutto - ha concluso - a insegnare a comunicare i valori fondamentali'.
La lotta al traffico di droga che non conosce confini, va fatta anche superando 'le antiche rogatorie internazionali'. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel suo intervento alla quinta conferenza nazionale sulle politiche antidroga in corso a Trieste. Grasso ha ribadito che non si puo' prescindere dalla cooperazione internazionale tra polizia e magistratura nella lotta al crimine. Una criminalita', ha sottolineato Grasso, che sa sfruttare abilmente l'abbattimento dei confini e i nuovi spazi economici che si aprono. 'Per i mafiosi, per i trafficanti di droga e di morte - ha detto il procuratore - non vi possono essere Stati rifugio ne' vie di fuga nel mondo'. Il procuratore ha sottolineato che in un mondo ormai senza frontiere, magistratura e polizia giudiziaria si devono impegnare al massimo per rispondere ai criminali, 'con un Dio denaro - ha detto - che e' sempre piu' forte della religiosita' islamica'. Grasso ha anche affermato che in Italia 'siamo all'avanguardia e collaboriamo con tutte le Forze di polizia che agiscono sullo stesso tema con risultati notevoli'. Grasso ha citato i gruppi criminali piu' pericolosi che 'sono rappresentati -ha detto - dai clan kosovari-albanesi, serbi, bulgari e nigeriani'. Grasso ha indicato anche il ruolo assai importante assunto "da alcuni Paesi nordafricani, diventati veri punti di stoccaggio di droga". Infine, il procuratore ha citato le drastiche trasformazioni subite dai traffici, con i gruppi criminali che si formano e si sciolgono a seconda delle necessita' del momento.
'In Italia dobbiamo sprecare meno fondi con alcune strutture che si occupano di tossicodipendenti'. Lo ha detto il sen. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Semnato, a margine della Conferenza sulla droga. 'La tolleranza zero? Ho sempre ritenuto che prevenzione e recupero siano fondamentali, quindi e' necessaria la tolleranza zero nei confronti dello spazzio di droga' ha precisato Gasparri. 'Oggi non bisogna tollerare la diffusione della droga, non incoraggiare la circolazione degli stupefacenti - ha aggiunto -. L'Onu si sta orientando in queste ore, a Vienna, verso una posizione piu' proibizionista'. Per Gasparri e' necessario risparmiare risorse con tutta una serie di strutture, soprattutto pubbliche, 'che producono pochi risultati e incoraggiano di piu' il volontariato laico e cattolico'. Gasparri si e' detto 'da sempre convinto che molte ragazzi escono dalla droga attraverso le comunita', purtroppo altri tipi di struttura hanno risultati deludenti'.
Giancarlo Miele, Segretario Nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia, sul tema della lotta alla droga, dichiara: "I giovani siano al centro dei programmi di prevenzione e di lotta alla droga. E' ora di cambiare marcia rispetto al passato ed è importante riuscire ad intervenire sull'altissimo numero di ragazzi che nelle grandi città, come nei piccoli centri, sono a contatto con la droga e non rientrano assolutamente nel target dei servizi statali di contrasto alle tossicodipendenze. Siamo convinti che si debba investire sul settore della prevenzione e su quello della promozione di stili di vita positivi. Solo cambiando una cultura dominante che per decenni ha normalizzato la diffusione del fenomeno droga tra i giovani, infatti, si potrà veramente sconfiggere questa brutta deriva che caratterizza il disagio giovanile nel nostro paese. Per questo non solo riteniamo importantissime iniziative, come quella della creazione di un sito rivolto agli studenti contro la droga, messa in campo dal Ministro Gelmini e dal Sottosegretario Giovanardi , ma consideriamo altrettanto importante rendere protagonista l'universo giovanile nell'elabroazione di programmi di prevenzione e contrasto alla droga."
'La sfida lanciata di una piena inclusione sociale delle persone tossicodipendenti ci vede assolutamente d'accordo. Come non esserlo?'. Cosi' Livia Turco del pd, a margine della Conferenza sulla droga a Trieste. 'Questo richiede un grande investimento nelle politiche sociali e un grande investimento nella sanita' pubblica. Ma - ha proseguito Turco - su questo vediamo un pesante e preoccupante passo indietro del governo, sono le cifre a dirlo. Meno 5 miliardi per i livelli essenziali di assistenza gia' previsti per il 2010-2011, meno 300 miliardi di risorse sul fondo per le Politiche Sociali, totalmente cancellato il fondo per la famiglia, con queste risorse non so come si potranno sostenere progetti di grande inclusione sociale'. La parlamentare Pd si e' detta 'd'accordo con l'obiettivo proposto da Giovanardi della grande inclusione sociale pero' bisogna essere coerenti. Lo stanziamento delle politiche sociali, politiche di investimento della sanita' pubblica e poi le strategie della riduzione del danno fanno parte della lotta per la vita e per la salute per cui tornare indietro sarebbe davvero grave'.
"Sappiamo che ha Trieste non si parlerà di Riduzione del danno, considerata dal Governo come ideologicamente troppo 'di sinistra' o forse troppo avanzata per chi fa dell'intervento sulle droghe una questione di ideologia politica". Lo ha sottolineato Riccardo De Facci, responsabile dipendenze del coordinamento nazionale comunità accoglienza (Cnca) a margine della Quinta Conferenza Nazionale sulle politiche antidroga che si è aperto oggi a Trieste. "Cosa dovremmo dire - ha proseguito poi De Facci - alle migliaia di persone incontrate dai circa 150 servizi di Riduzione del danno attivi in Italia o allo stesso direttore del Dipartimento nazionale politiche Antidroga, l'istituzione che organizza la Conferenza che per anni è stato uno dei promotori di questi interventi nella città di Verona? Ci auguriamo che almeno lui riesca a convincere un sottosegretario per cui i dati, le evidenze scientifiche e le tante persone incontrate dai servizi - ha concluso - non sembrano significare nulla perch, spaventato da un'etichetta che gli appare ideologica".
L'assessore veneto e coordinatore delle Regioni per le Politiche sociali, Mario Valdegamberi, chiede 'un coinvolgimento piu' attivo' sul tema delle dipendenze. 'Le dipendenze - ha precisato Valdegamberi - non rovinano solo salute e benessere delle persone ma anche il contesto in cui si trovano, in primo luogo le famiglie. C'e' un effetto indotto che questo stato porta. Con la crisi - ha aggiunto - vi sono anche nuovi tipi di dipendenza, per esempio quella del gioco d'azzardo, a volte con complicita' istituzionali, quasi che il gioco possa risanare le casse comunali attraverso il depauperamento delle famiglie'. Per il coordinatore 'ci sono contesti ambientali che incidono pesantemente sulle dipendenze, e c'e' un'incoerenza della comunicazione. Il modello che proponiamo e' quindi l'assunzione di responsabilita'. Il sociale deve avere maggiore spazio e non venire marginalizzato rispetto ad altri approcci, perche' - ha sottolineato Valdegamberi - da modelli valoriali nascono disagi e tensioni che portano alla rovina personale'. Per quanto riguarda le risorse, Valdegamberi ha infine chiesto che 'siano misurabili e con indicatori di risultato che permettano di verificare il beneficio delle misure sulla societa'. E' giusto che lo Stato faccia il coordinamento sui livelli essenziali di assistenza ma serve maggior collegamento attivo - ha concluso - con chi sul territorio mette le risorse'.
Per affrontare il problema della droga occorre un atteggiamento pragmatico e non ideologico. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Renzo Tondo intervenendo a Trieste, alla quinta 'Conferenza nazionale sulle politiche antidroga', che proseguira' alla Stazione marittima e si concludera' sabato. Alla Conferenza, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, partecipano esponenti del Governo e del Parlamento, oltre a rappresentanti di enti e associazioni che si occupano del contrasto alla diffusione della droga e del recupero dei tossicodipendenti. La cerimonia e' stata aperta da Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Droga e Servizio Civile. Nel portare il saluto dell'Amministrazione regionale, anche a nome della Conferenza delle Regioni, il presidente Tondo ha ricordato come la Regione abbia accolto con grande disponibilita' la proposta di organizzare la Conferenza nazionale a Trieste, di fronte all'importanza del tema. Tondo ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare alle Forze dell'ordine che, in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, stanno dando un contributo importante all'individuazione e repressione dei traffici illeciti, in collaborazione con le Polizie dei Paesi confinanti. Sul problema della droga, secondo Tondo, occorre evitare quell'approccio ideologico che, da una parte e dall'altra, e' stato spesso assunto in questi ultimi anni. 'E' un atteggiamento - ha detto il presidente - che non aiuta nessuno: abbiamo bisogno di risposte semplici, basate sul buon senso'. Sempre secondo il presidente, la Conferenza nazionale sulle politiche antidroga potra' fornire non solo un importante contributo di approfondimento, ma potra' costituire per le Regioni un'occasione per rafforzare la collaborazione con il Governo e con tutti coloro che si occupano di questo tema, ciascuno per la propria parte di responsabilita'. 'Mi auguro - ha concluso - che questa Conferenza ci possa aiutare ad affrontare i problemi per quelli che sono, al di fuori di ogni schematismo ideologico, ma piuttosto in modo realistico, pragmatico, concreto'.
'Se da Vienna e Trieste usciranno solo rilanci proibizionisti vuol dire che il Governo Berlusconi, contro la sua martellante propaganda anti-sprechi si candida a portare avanti il piu' colossale e duraturo fallimento a livello globale della storia moderna: il proibizionismo sulle droghe'. Lo afferma il radicale Marco Perduca. 'Giovanardi e Gasparri, sicuramente imbrodolandosi nei loro proclami a favore della Guerra alla Droga si potranno guadagnare la benedizione del Vaticano che non ci ha risparmiato anatemi anche contro la riduzione del danno, ma non riusciranno di scalfire di una virgola, come la storia e l'Onu stessa ampiamente dimostrano, la devastazione sociale, economica e culturale frutto del dogma proibizionista. Se avessero a cuore il problema delle tossicomanie - e' detto in una nota - non rifuggirebbero sistematicamente il confronto politico sia con chi, come i Radicali, la pensa in modo diametralmente opposto, sia quello scientifico con le centinaia di esperti che annualmente documentano una realta' di segno diverso da quello dei profeti del proibizionismo'.
La nuova tendenza del mercato della droga e' quella di vendere una boccetta di metadone a 'corredo' della dose di eroina: e' l'allarme che lancia Raffaele Lovaste, direttore dei Sert del Trentino e membro dell'ufficio di presidenza di Federferd (la federazione dei Sert, i servizi pubblici per la cura delle tossicodipendenze). Il medico parte da una premessa: la rete dei servizi attualmente e' centrata sulla dipendenza e sul fatto che e' il tossicodipendente che si reca al Sert, mentre invece il mercato si e' centrato sul consumatore occasionale ed e' lo stesso mercato che va alla ricerca dell'acquirente, facilitando al massimo l'incontro. 'Al mercato - spiega - interessa ampliare la base dei compratori e il profitto': in sostanza, il mercato si muove secondo le stesse logiche della grande distribuzione, offrendo una grande varieta' di prodotti, nei contesti piu' comodi per il consumatore. E, sopratutto, 'cerca di fidelizzare il cliente al prodotto'. Nei Sert del Trentino, spiega Lovaste, sono giunte quindi varie segnalazioni, da parte dei pazienti, del fatto che insieme all'eroina venduta viene regalata una boccetta di metadone comprata al mercato nero, 'con il messaggio che il metadone sarebbe servito a ridurre la sofferenza che avrebbe potuto arrivare con l'astinenza dall'eroina'. 'L'obiettivo - sottolinea - e' quello appunto di fidelizzare il consumatore e far passare il messaggio che l'uso di queste sostanze e' gestibile, e cio' corrisponde all'aspettativa del consumatore'.
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