Sabato 6 giugno 2026
Menu

Italia. Primi test sui trattamenti dell'ischemia del cuore a base di cellule staminali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
I primi test su persone con ischemia del cuore non trattabile con le tecniche e i farmaci tradizionali sembrano trarre benefici dal trapianto di cellule staminali adulte estratte dal midollo osseo e inserite dentro il cuore.
E' quanto emerge da uno studio coordinato da Paolo Biglioli, Direttore Cattedra Chirurgia Cardiaca e Vascolare dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Centro Cardiologico Monzino di Milano e diretto da Giulio Pompilio nell'ambito di una ricerca multicentrica internazionale in collaborazione con l'Universita' di Rostack in Germania.
I risultati dello studio sono stati presentati nel corso del XXIII Congresso della Societa' Italiana di Chirurgia Cardiaca a Roma, una cinque giorni di lavori, spiega il presidente del congresso Giannfederico Possati dell'Universita' Cattolica di Roma, dove verranno presentati anche i primi risultati italiani a lungo termiche di nuovissime metodiche di cardiochirurgia mini-invasiva.
La terapia cellulare e' stata testata per ora su quattro pazienti, tre uomini e una donna, di eta' media 68 anni e con angina pectoris incurabile. I pazienti trattati hanno mostrato un miglioramento del dolore (angina) e la formazione di nuovi vasi del tessuto ischemico, risultati definiti dagli esperti incoraggianti, anche se preliminari.
L'ischemia del miocardio e' una condizione in cui il cuore o un suo distretto non riceve ossigeno a sufficienza e cio' puo' portare a morte di parte del tessuto cardiaco e mettere a rischio di infarto. I sintomi tipici dell'ischemia sono il dolore del torace (angina) o le aritmie.
La malattia si tratta generalmente con farmaci e interventi di dilatazione delle coronarie, applicazione di stent e con tutti i tipi di bypass, ma almeno il 5% dei casi non risponde ai trattamenti convenzionali. In questi casi le cellule staminali dello stesso paziente potrebbero essere vitali; cosi' i ricercatori hanno trapiantato nel cuore da sei a 12 milioni di cellule staminali estratte dal midollo osseo e hanno seguito i pazienti finora per quattro anni.
L'iniezione all'interno del cuore delle staminali e' risultata sicura, spiega Bignoli e dopo un tempo medio di 2,2 mesi dal trapianto in tutti i pazienti la tomografia computerizzata ad emissione di singolo fotone (SPECT) ha documentato un miglioramento significativo della circolazione sia a riposo che sotto stress nei territori dove sono state iniettate le staminali.
Secondo i ricercatori i rilevanti miglioramenti clinici osservati sono legati al trapianto di staminali del midollo che ha indotto un meccanismo di lunga durata di formazione di nuovi vasi del sangue nell'area del cuore ischemica; tuttavia, secondo Biglioli, servono ulteriori sperimentazioni per provare se i miglioramenti osservati siano effettivamente dovuti al trapianto di staminali .
Al congresso, anticipa Mattia Glauber cardiochirurgo dell Ospedale G. Pasquinucci - Istituto di Fisiologia Clinica CNR - UO Cardiochirurgia di Massa, saranno presentati i primi risultati dei follow-up degli interventi con la cardiochirurgia mini-invasiva in Italia. Sebbene ottimi, rileva Glauber, siamo in ritardo rispetto ad altri paesi dove la chirurgia mini-invasiva ha gia' preso piede, mentre da noi solo l'1-2% degli interventi sono ottenuti con questa chirurgia usata per lo piu' in interventi di sostituzione e/o riparazione valvolare mitralica o aortica, chiusura di difetti interatriali, rimozione di tumori benigni del cuore.
Eppure, rileva Glauber, la cardiochirurgia mini-invasiva e' di gran lunga migliore di quella tradizionale perche' accorcia i tempi di degenza, riduce il dolore.postoperatorio e le complicanze, soprattutto per pazienti a rischio, e' meglio accettata dal paziente.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →