Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Primo censimento embrioni congelati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Delle oltre 5.000 coppie che in Italia hanno embrioni congelati, il 75-80% li riutilizza, mentre un 20-25% perde il contatto con il Centro di fecondazione assistita per un intervallo di tempo che supera i due anni. Tra queste ultime, 8 su 10 non si assumono la responsabilita' di stabilire quale sara' il destino dei loro embrioni congelati e preferiscono prendere tempo, rimandando la decisione. Questo il dato emerso dall'indagine promossa dalla Tecnobios Procreazione di Bologna e presentata il 30 settembre a Sorrento, nel convegno sul futuro dell'embrione. Secondo i dati nazionali dell'Istituto Superiore di Sanita' ogni coppia che si rivolge ai centri di fecondazione artificiale ha in media 4,8 embrioni conservati in azoto liquido, a 196 gradi sotto zero. Considerando che le coppie sono 5.022, si calcola che gli embrioni siano 24.276, dei quali 250 orfani, non piu' cioe' sotto la potesta' di una coppia. Per comprendere quale realta' si nasconde dietro queste cifre, la Tecnobios e' andata in cerca delle coppie che da oltre due anni non avevano piu' contattato il centro. Nell'indagine, la prima di questo tipo in Italia e curata dalla coordinatrice delle unita' per la procreazione medicalmente assistita del centro bolognese, Monica Cattoli, sono state interpellate 855 coppie che avevano interrotto i contatti con il centro per conoscere le loro intenzioni nei confronti degli embrioni. E' emerso cosi' che il 30,5% delle coppie ha chiesto di estendere il periodo di congelamento; il 25,1% non ha risposto o non ha richiamato il centro; un altro 24,4% ha dichiarato di non preoccuparsi del destino degli embrioni congelati. Di fatto, quindi, l'80% delle coppie che avevano perso i contatti con il centro da oltre due anni non ha preso alcuna decisione sul futuro degli embrioni congelati. Soltanto l'8,8% ha scelto di affrontare un trasferimento di embrione nei successivi tre mesi, mentre il 6% ha deciso di donarli e l'1,9% li ha destinati alla ricerca. Il 3,3% delle lettere, infine, sono tornate indietro con la dicitura "indirizzo sconosciuto". Dall'indagine e' risultato inoltre che, sempre tra le coppie che non avevano ancora riutilizzato i loro embrioni, il 23,8% non era ancora riuscito ad ottenere un concepimento, ne' con l'aiuto delle tecniche di fecondazione assistita ne' spontaneamente. "Il fatto che un numero cosi' rilevante di coppie avesse ancora embrioni congelati pur non essendo riuscite a concepire un bambino -ha rilevato il presidente dei Cecos Italia, Andrea Borini- fa riflettere sulla difficolta' di superare il trauma del fallimento dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita". Anche l'assenza di una legge che regoli i termini della crioconservazione, ha osservato ancora "mette operatori e coppie in una posizione umanamente complicata".
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